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17 luglio 2012

Addio, nicotina: arriva il vaccino “Pacman”

Un gruppo di ricercatori del Weill Cornell Medical College ha ideato un metodo che blocca la nicotina prima che arrivi al cervello provocando piacere e dipendenza.

Erano già stati creati degli anticorpi specifici con la funzione di intercettare e demolire la nicotina, preservando i fumatori dal pericolo di (s)cadere nel vizio del fumo, ma l’esito si era sempre dimostrato incerto a causa delle dimensioni della molecola di nicotina, che essendo troppo piccola riusciva a sottrarsi al sistema immunitario e a comportare inevitabilmente la forte dipendenza di cui gli affezionati alle “bionde” soffrono.

La scoperta, avvenuta nel Weill Cornell Medical College, potrebbe rivoluzionare l’assorbimento della nicotina e finalmente  impedire che arrivi al cervello, grazie ad un nuovo metodo che è stato ampiamente sperimentato su topi da laboratorio e che si è mostrato estremamente efficace.

Il vaccino in questione rientra nella categoria di quelli genetici, cioè di quelli ricavati a partire da materiale genetico (DNA o RNA) opportunamente modificato per l’immunizzazione: i geni che codificano una o più proteine antigeniche vengono inseriti in alcune cellule, provocando così l’assunzione del preparato anche da parte di cellule vicine al punto di inserzione dell’ago. In tal modo inducono la sintesi delle proteine antigeniche che una volta sintetizzate comportano un’ immunità umorale se sfuggono dalla cellula, cellulo-mediata se invece vengono esposte sulla superficie cellulare.

I vaccini genetici sono impiegati, normalmente, per il trattamento di malattie tumorali o agli occhi, dunque che sia stato utilizzato per inibire il decorso della nicotina è innovativo e straordinario.

I ricercatori hanno associato il gene di un anticorpo della nicotina, creato in laboratorio, ad un virus adeno-associato, perché potesse trasportarlo fino agli epatociti, ovvero alle cellule del fegato all’interno delle quali avviene la sintesi e la produzione di nuovi anticorpi capaci di neutralizzare la nicotina in circolo nel sangue.

La sperimentazione del nuovo vaccino, effettuata sulle cavie, ha dato risultati strabilianti: la riduzione del tasso di nicotina nel sangue è pari all’85%, il fegato, che è il centro in cui avviene la produzione dell’anticorpo, ne garantisce la lunga durata dell’effetto, e non vi sono effetti collaterali che riguardino la pressione sanguigna, il comportamento e la frequenza cardiaca.

Ronald Crystal, autore della ricerca del Medical College, ha spiegato che “data la sicurezza del vaccino basta una singola dose del nuovo farmaco per protegge gli animali durante la loro vita contro la dipendenza da nicotina.” e che “il medicinale può essere utilizzato anche dalle persone che non hanno mai toccato una sigarette per salvaguardarle dai rischi: si tratta della stessa procedura già in atto per molti vaccini tradizionali, utilizzati da anni per prevenire una serie di malattie infettive”.

Per poi prontamente chiarire: “il farmaco che abbiamo messo a punto è lo strumento migliore per intervenire su chi è dipendente dal fumo perché permette all’organismo di sviluppare “anticorpi pattuglia” simili al videogioco “Pacman”, che puliscono il sangue senza nessun effetto collaterale“.

In ambiente medico la notizia ha già riscosso un notevole successo, rimane solo da verificare se l’effetto riscontrato sulle cavie possa ottenersi sugli umani allo stesso modo.

Intanto i fumatori si preparino: tasche, alito e organismo potrebbero ricavare evidenti benefici dal vaccino, se venisse immesso nel mercato e diffuso.

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