Vaccino Covid su giovani studenti: perché farlo senza dubbi e paure

Redazione Controcampus 30 Dicembre 2020

Perché fare il vaccino Covid su giovani senza dubbi e paure: quando tocca a studenti, modalità e gerarchia somministrazione, il punto dell'immunologo Vincenzo Barnaba.

In questi giorni una sola sembra essere la principale preoccupazione di chi è in isolamento: da Astrazeneca a Pfizer, del vaccino Covid 19 giovani e studenti sono in attesa di sapere quando toccherà loro. Gli aggiornamenti sono frequenti, soprattutto sugli studi relativi ad effetti collaterali della vaccinazione Coronavirus: controindicazioni possibili per allergie, asma e gravidanza. Chi ha particolari patologie legate ai polmoni, o è incinta teme sulle complicazioni che possono insorgere. Eppure, non sono pochi gli esperti che vorrebbero rendere obbligatori i vaccini Covid in Italia, scatenando le reazioni dei NoVax o addirittura dei negazionisti. Eppure tramite Aifa il Governo italiano prova a rispondere alle domande frequenti che attanagliano i cittadini. E inizia la campagna di immunizzazione anti Covi con anziani, medici, infermieri e insegnanti, senza mostrare incertezze sui rischi che alcune categorie temono.

Solo dopo si farà il vaccino Covid ai giovani, specie gli studenti, i quali torneranno tra i banchi di scuola. Tuttavia persistono ancora forti dubbi sul piano del Ministero della Salute (occorrerà il richiamo ad esempio?) o sulla sua efficacia e sicurezza. Punti di domanda che potrebbero rappresentare un ostacolo grande verso il raggiungimento dell’immunità di gregge. Nonostante le evidenze scientifiche di Pfizer, Oxford o ancora Moderna siano state più che positive.

Cerchiamo dunque di capirne di più insieme all’immunologo Vincenzo Barnaba. Un parere tecnico utile ad approfondire il perché è importante rispettare in tale ottica una certa gerarchia.

Elemento che ha aperto la strada ad una duplice possibilità: partire prima dai giovani per velocizzare i tempi con cui si uscirà dalla pandemia, o al contrario favorire le fasce di età avanzata per risolvere il dramma del numero elevato di decessi.

Vaccino Covid prima sui giovani studenti per l’immunità di gregge e sconfiggere Coronavirus

Esaminiamo dunque la questione legata alle modalità e tempi di somministrazione del vaccino Covid ai giovani studenti in ottica di raggiungimento dell’immunità di gregge. Anticipare la iniezione sui giovani “favorendola” rispetto a quella degli anziani potrebbe rappresentare un viatico per accelerare l’immunità di gruppo. Tuttavia resterebbe in ballo il discorso legato ai decessi, che vede coinvolta soprattutto la fascia degli over 50 dove il virus accresce la propria letalità. Seguiamo in merito il parere dell’immunologo Vincenzo Barnaba:

“Non vi è dubbio che l’infezione da SARS-CoV-2, differentemente da altre infezioni virali, colpisce dal punto di vista patologico e dei decessi soprattutto gli anziani. Il 90% delle persone che hanno patologie gravi e letali sono gli ultra sessantenni. Dunque è inevitabile che in una situazione in cui c’è un numero di vaccini anti Covid limitato, questi ultimi devono avere la priorità. Prima gli anziani della fascia di età dagli 80 in su, poi dai 60 anni in su. Ciò perché gli anziani sono coloro che risultano più esposti a rischio di decesso, a differenza dei giovani dove la letalità è assai minore. Questi ultimi infatti si infettano, sono molto spesso asintomatici, e non vanno incontro, se non raramente, ad una situazione grave come quella che si verifica in età avanzata” – spiega Barnaba –

Quindi prosegue – “Ora abbiamo un numero di vaccini Covid non congruo o idoneo ad ottenere la cosiddetta immunità di gregge o di gruppo. In una condizione simile allora diventa fondamentale vaccinare subito gli anziani, per annullare la mortalità determinata da questo virus. Procedendo in questa maniera si preserva il target maggiormente a rischio. Per i giovani il discorso cambia, perché essi anche se contagiati non presentano patologie così gravi. Quindi agendo come detto pocanzi, prima sugli ultra ottantenni, poi sugli ultrasessantenni e così via si controllerà la mortalità”.

OMS, vaccini Coronavirus, giovani prima per debellare Covid

Spostiamo ora il focus su quanto detto dall’OMS, che ha confermato di recente che facendo prima il vaccino Covid ai giovani si uscirà dalla pandemia prima. Come detto il dibattito su tale questione è aperto, tra chi sostiene una precisa gerarchia del piano vaccinazione dagli over a scendere. E chi invece, vedendo nei giovani il vettore principale di contagio, ne evidenzia la crucialità in termini di immunizzazione. Per tanto ne favorisce la posizione rispetto alla restante porzione di popolazione. Il punto a riguardo di Vincenzo Barnaba:

La maggior parte degli italiani è compresa nella fascia di età che va dai 15 ai 60 anni, mentre gli ultra-60enni sono soltanto 12 milioni circa. Pertanto, in un momento in cui non sono disponibili dosi per tutti, non esiste vaccinare prima i giovani e poi gli anziani, invertendo quindi la gerarchia. In questo modo non avremmo il giusto numero di dosi per le fasce più giovani e non potremmo di conseguenza raggiungere l’immunità di gregge. Il virus dunque continuerebbe a circolare e avremmo sempre il problema dei decessi. Ovviamente, quando avremo l’appropriato numero di vaccini anti Covid, è giusto dopo la prima fase concentrarsi sui più giovani, perché permane l’importanza dell’estendere l’immunità a tutti e favorire infine l’eliminazione definitiva dell’infezione da SARS-CoV-2”.

Perchè fare il vaccino Covid su giovani studenti senza dubbi e paure

In ultimo facciamo luce sul perchè fare il vaccino per il Covid sui giovani studenti senza dubbi e paure. Un timore, quello di sottoporsi alla somministrazione delle dosi previste dal piamo del Ministero della Salute, che si sta diffondendo. In Italia coinvolge una larga parte di popolazione nazionale giovanile spesso contraddistinta da asintomatici o paucisintomatici. Un contesto in cui vi sono alunni e studenti universitari tra i quali si alternano entusiasmo e scetticismo nei confronti degli effetti collaterali del vaccino Covid e rischi. Elementi di dubbio scongiurati tuttavia dalle evidenze scientifiche fornite dall’Ema ed altri organi mondiali. il raggiungimento dell’immunità di gregge. Perchè l’obiettivo finale resta sempre questo, e diventa complicato ottenerlo senza una collaborazione unanime. Di seguito ulteriori riflessioni sulla situazione in atto da parte dell’immunologo Barnaba:

“Il passo successivo a quello della vaccinazione degli anziani andrà inevitabilmente a concentrarsi sul resto della popolazione. Quindi sui giovani, che ripeto sono meno esposti ad un elevato rischio patologico rispetto alla fascia senile. Il tutto per conseguire lo scopo principale che è e resta l’immunità di gruppo. Quest’ultima si ottiene raggiungendo circa l’80% della copertura totale nazionale. Tuttavia non potendo verificarsi ciò nell’immediato a causa di un numero limitato di dosi, la somministrazione dapprima sugli individui in età avanzata ridurrebbe significativamente o addirittura estinguerebbe il pericolo della mortalità causata dal Covid”.   

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto