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31 luglio 2012

Biodiversità

Secondo la comunità scientifica internazionale, la sopravvivenza della nostra specie dipende dalla conservazione della biodiversità. La salvaguardia e la tutela degli ecosistemi e delle specie vegetali ed animali rappresentano una necessità sostanziale ed imprescindibile per l’umanità. La Convenzione di Rio de Janeiro del 1992 pone all’apice della sua piramide concettuale il principio della tutela del complesso degli ecosistemi, senza il quale le civiltà non potrebbero progredire, e soprattutto, la Terra continuare ad essere la dimora sublime e foriera di bellezze naturali che tutti adoriamo. Molti scienziati, infatti, ritengono che la sopravvivenza delle specie vegetali ed animali sia piuttosto sintomatica per la salute dell’uomo.

Del resto, come si potrebbe pensare di vivere in una landa desertica e priva di materie prime? Nessun essere umano sarebbe in grado di resistere in un habitat sprovvisto di cibo, acqua ed ossigeno. Ad esempio, se i vegetali scomparissero, l’aria terrestre diventerebbe irrespirabile, perché priva d’ossigeno e colma d’anidride carbonica. L’estinzione di alcune specie animali, invece, andrebbe ad incidere, in modo drastico, sulle nostre abitudini nutrizionali.

Uno studio condotto da alcuni ricercatori della James Cook University di Cairns, pubblicato sulla rivista Nature, rivela l’esistenza di un legame indissolubile tra le aree tropicali protette e l’habitat contiguo. Secondo William Laurance, coordinatore della ricerca australiana, le riserve tropicali protette risentono dei mutamenti ambientali riguardanti le aree circostanti. Pertanto, il lento ed inesorabile declino delle riserve naturali analizzate dai ricercatori australiani, risulta essere una conseguenza logicamente prevedibile della verve distruttiva umana, rea di esacerbare i territori circostanti e di deturpare la biodiversità.

Fonte Foto: Nature

 

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