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24 luglio 2012

Integratore: più sangue nelle vene!

Le performance e le prestazioni atletiche, si sa, sono gli elementi cardini di valutazioni e resoconti di qualsiasi squadra o singolo atleta. Tali elementi sono fortemente influenzati e dipendenti, oltre che da preparazioni, allenamenti ben mirati e da esecuzioni che mirino al perfezionamento di tecniche, anche dal fattore alimentare, non certo rintracciabile come elemento di secondo ordine.

E proprio su tale fattore strategico che si concentrano oggi le più moderne tecnologie e industrie del settore, per immettere nel mercato sempre nuovi preparati o molecole attive, che puntino ad azioni o di miglioramento o di ripristino di funzioni fisiche danneggiate o da migliorare. Tali principi sono rintracciabili oggi più che mai in uno degli sport più competitivi e appassionanti come il settore equestre.

Sin dai primi periodi infatti, la “costruzione” di un giovane puledro parte proprio da un piano alimentare ben specifico e mirato per il corretto accrescimento delle parti muscolo-scheletriche ed in ultima analisi dell’intera complessa macchina organica. A tal proposito sembra che da una ricerca condotta in Australia, stia studiando alimenti che modifichino a livello endogeno determinate componenti biologiche al fine di migliorare/modificare strutture interne e di alterarne le strutture. La Phosphagenics società di biotecnologie, ha raggiunto questo mese un accordo con la Equine Nutrition Australia per stipulare un piano di ricerca e di commercializzazione di prodotti Phosphagenics.

Ma di cosa stiamo parlando? Tale tecnologia mira alla modificazioni di mangimi, i quali effetti “benefici” soprattutto nei giovani puledri, mirerebbero essenzialmente ad un maggior assorbimento di minerali e in particolare di Selenio (considerato fattore cruciale nel mantenimento dell’integrità muscolare e per l’integrità della membrana cellulare)e ad aumentare il numero di globuli rossi nel sangue, aumentando in tal modo la capacità di ossigenare i tessuti e migliorare le performance sportive. La sperimentazione momentaneamente è indirizzata su diciotto esemplari da corsa, e a sentire gli addetti ai lavori, i risultati sono incoraggianti. In effetti gli studi mostrano come la formulazione prodotta aumenti il numero di globuli rossi e di emoglobina dopo solo sette gironi dal “tratterremo” con miglioramenti che si aggirano intorno al 13 % dopo solo due settimane di somministrazione dell’alimento.

Gli approfondimenti ancora sono d’obbligo e già si pensa ad ampliare la ricerca da diciotto a quaranta soggetti. L’interesse da parte dei mercati è già molto alto e si spera di riuscire entro il 2013 a distribuire il prodotto almeno in dieci paesi in tutto il mondo. Naturalmente tutto ciò non si scontra con le odierne regolamentazioni del mondo delle competizioni, ha voluto sottolineare la Phosphagenics inquarto ci si riferisce ad una integrazione giornaliera per via orale e quindi almeno formalmente, non è rintracciabile alcun illecito. Come tutti ben sanno infiniti sono i prodotti di qualsiasi natura e di qualsiasi tipo oggi presenti sul mercato per curare, ma soprattutto tentare di migliorare le prestazione fisiche dell’atleta equino, inoltre passi da gigante si sono fatti nel settore della medicina veterinaria, apportando effettivi miglioramenti a tutto l’arco della vita del cavallo.

Ma un dubbio sorge… fino a che punto si deve arrivare? È davvero poi così errato riflettere sulla possibilità, che certi campi di applicazione non sono forse poi così euristicamente convenienti nel lungo periodo? Attenzione l’accento non viene posto su questioni di natura economica, bensì su questioni di natura morale, soprattutto perché (come nel caso trattato) stiamo riferendoci a trattamenti che alterano condizioni interne e metaboliche di un organismo, il quale talaltro, subisce passivamente tutto ciò, in quanto purtroppo/per fortuna non pienamente cosciente del trattamento, e quindi facilmente soggiogabile. Naturalmente non vogliamo tediare il gentile lettore su questioni morali di grossa portata, quindi come sempre, a ciascuno le proprie riflessioni, noi attenderemo pazienti le modificazioni e i miglioramenti diretti sul nostro amico cavallo, fino a quando non vedremo in campo dei droni con sembianze equine, sfrecciare alla velocità della luce!

Fonte foto: http://img.ibtimes.com/it/data/images/full/2012/05/14/12748-cavalli-da-corsa.jpg

 

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