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14 luglio 2012

Lavorare all’estero: da dove cominciare?

Globalizzazione, multinazionali, mezzi di comunicazione e di trasporto, cooperazioni tra Stati o tra Continenti. Tutti elementi di un ecosistema che impone sempre più di pensare in modo transnazionale. Se a tale fenomeno si aggiunge la carenza di lavoro che caratterizza le economie di diverse nazioni, si capisce come mai l’idea di cercare sbocchi occupazionali all’estero governi così frequentemente le scelte di giovani e meno giovani.

Tuttavia, non si può fare a meno di considerare che una partenza poco progettata, per quanto degna delle pagine dei migliori romanzi, nel concreto risulterebbe poco efficace e causa di inutili sprechi di tempo e risorse economiche.

Emigrare, sì, ma con qualche certezza. Oggi, rispetto ai moti migratori che caratterizzarono il secolo scorso, c’è la rete a mettere a disposizione una varietà di strumenti per partire ben preparati rispetto a ciò che si troverà una volta raggiunta la meta.

Sono varie le fonti che cercano di sviluppare consapevolezza in tal senso, forti di esperienze vissute da chi il “grande passo” l’ha già compiuto da tempo. E’ il caso di Italiansinfuga, il cui il nome – insieme al relativo sottotitolo, “verso un futuro migliore” – la dice lunga sulla mission di tale sito, vero e proprio punto di snodo di informazioni tecniche, testimonianze, opportunità di e per italiani all’estero.

Con lo scopo di descrivere il mondo vissuto “dagli italiani che lo abitano”, nasce anche Voglio Vivere Così World, che attualizza tale sua vocazione mediante diverse rubriche, tra cui “News e lavoro”, contenente le novità e le opportunità in fatto di occupazione all’estero e “Il Mattone – notizie immobiliari dal mondo”.

Goodbye Mamma si propone, invece, di essere un “progetto crossmediale” con lo scopo di aiutare gli italiani ad emigrare perché “all’estero si ha il privilegio di potere scegliere chi essere”: anche qui una grande quantità di informazioni pratiche e news, oltre alla produzione di tragicomici spot volti alla sensibilizzazione rispetto a tale tematica, e diffusi tramite il canale YouTube.
Non bisogna dimenticare, poi, le fonti istituzionali: su tutte, il Ministero degli Esteri che nel proprio sito ha creato una completa area informativa, arricchita da approfondimenti e link, e destinata alle opportunità rivolte a cittadini ed imprese. Segno, si potrebbe dire, della volontà dello Stato di sostenere il proprio popolo anche di fronte alla scelta di lasciare la madrepatria.

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