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11 luglio 2012

«Se vestite sexy, vi molestano»: avviso per le donne di Shanghai

 

«Cacciate i pregiudizi dalla porta, rientreranno dalla finestra», diceva Federico il Grande.  È triste credere che a distanza di secoli si è costretti a combattere ancora per limitare l’influenza contagiosa che i luoghi comuni possono avere sulla massa.

Uno dei più antichi pregiudizi, è riconosciuto, riguarda la donna. Un po’ per motivi storici, un po’ per  potere e, soprattutto per ignoranza, dalla notte dei tempi si ritiene che nel modo di vestire di una donna, sia immancabilmente celato un messaggio segreto. Il più delle volte un desiderio sessuale.

Ancora più difficile da credere è che questa maldicenza trovi terreno fertile in una cultura tanto all’avanguardia come quella cinese.

Le donne di Shanghai sono messe in guardia: attente a come vi vestite perché non potete mai sapere chi potreste incontrare. Si tratta di un vero e proprio avviso comparso sulla linea 2 della metropolitana. Pochi dubbi sorgono sulle intenzioni di chi ha ideato uno slogan propriamente sessista.

Sul cartello, infatti, compare una giovane donna, vestita in modo provocante, accompagnata dalla frase che ha sollevato non poche critiche: «Vestirsi in questo modo renderebbe insolito per una donna non essere molestata. Ci possono essere dei pervertiti sulla metropolitana ed è difficile allontanarli. Per favore, signore, abbiate rispetto di voi stesse».

Per molti si tratta di un doppio pregiudizio, un’arma a doppio taglio. In primo luogo, infatti, lede la dignità delle donne e ne limita la libertà di scegliere come vestirsi, pur restando nei canoni di decenza imposti dalle regole morali e sociali. In secondo luogo, generalizza, minimizzandoli, sui principi etici e morali degli uomini, diffondendone un’immagine negativa. Mostri senza freni inibitori di fronte all’impulso sessuale.

Oltre a offendere la sensibilità personale, lo slogan non incoraggia, e se possibile la soffoca, l’interazione e la convivenza, fomentando lotte di sesso. Le reazioni non hanno tardato ad emergere: sul web sono piovuti commenti furiosi di donne che credono nella propria autonomia e libertà di esprimersi, ma anche di uomini che hanno voluto difendere la propria integrità morale.

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