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28 luglio 2012

Summer School Fisica In Moto: quando lo sport sposa la cultura

Trenta ragazzi hanno partecipato alla seconda edizione del progetto che riutilizza principi fisici applicandoli ai motori.

Si è conclusa qualche giorno fa l’interessante iniziativa della Fondazione Ducati in collaborazione con il Piano Nazionale Lauree Scientifiche, che impiega il potenziale dei ragazzi appassionati in fisica per migliorare il funzionamento dei motori della rinomata casa produttrice.

La selezione era avvenuta qualche tempo fa, quando dei 74 candidati al progetto erano stati stati selezionati 25 studenti, a cui se ne sono infine aggiunti ulteriori 5 provenienti da scuole emiliane colpite dal terremoto.

La decisione di ampliamento del numero di partecipanti al progetto è stata presa a dimostrazione di come il futuro possa reinventarsi persino quando sembra che non vi sia e solo con fantasia, forza di volontà e abilità personali, un messaggio di speranza che racchiude tutti gli intenti di questa vera e propria “maratona di fisica” realizzata in favore di quei giovani che plasmeranno il domani, ha spiegato l’organizzazione del progetto.

Mostrare la possibilità di un approccio innovativo alla fisica, che nell’immaginario collettivo è lontanissima dal mondo dei motori, non solo servirebbe a rilanciare una delle facoltà più temute ed evitate dagli studenti italiani, ma promuoverebbe un’attenzione nuova alle moto, di cui troppo spesso si osserva il solo risultato sportivo e si dimentica quanto lavoro e quanti calcoli vi siano dietro.

L’evento, della durata di quattro giorni, ha visto i potenziali talenti confrontarsi, apprendere e proporre nuovi progetti tra seminari, esperimenti in laboratorio e lavori pratici di costruzione di motori desmodromici, tutte attività attentamente seguite dagli Ingegneri della Ducati insieme a illustri accademici.

Tra questi si annoverano Luigi Mitolo, che ha tenuto il seminario “Laboratorio MotoGP” volto a spiegare come ricerca scientifica e competizione sportiva si intreccino e convergano nella struttura delle moto; Federico Corni, professore di Didattica e Storia della Fisica che ha tenuto il corso “Fisica delle moto e modelli dinamici”; Nicola Vittorio che ha avuto un ruolo preponderante nell’orientamento alla fisica che si intendeva fornire agli studenti partecipanti al progetto; Giorgio Bolondi – Università di Bologna – che ha introdotto alla matematica, strettamente connessa alla fisica, i giovani.

Ma gli illustri protagonisti della Summer School Fisica In Moto sono molti di più: da Mario Alvisi a Marco Pierini e a Giovanni Ferrara, sono numerosi i docenti che hanno contribuito al progetto mettendo la propria preparazione al servizio degli studenti, attraverso lezioni e spiegazioni relative alla meccanica, alla sicurezza stradale, alla validità dei motori.

E i giovani, dopo aver assorbito i principi teorici, hanno avuto modo di realizzare pragmaticamente quanto imparato, applicando la fisica ai simulatori e alle macchine fornite dalla Ducati e rivolgendosi ad attività pratiche quali la ricerca sperimentale, supervisionata da due tutor e svolta in gruppo.

Nella giornata di chiusura dell’evento, davanti ad una giuria composta da Giorgio Santoro dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Beatrice Fraboni dell’Università di Bologna, Fabrizio Favale dell’Università dell’Insubria, Elena Ugolini che è Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca, sono stati valutati i migliori progetti realizzati dagli studenti ed è stato eletto il team vincitore, composto da Emanuele Elia, Wenting Dai, Marta Morico, Leonardo Pulga, Piera Stragliotto e Hidajet Asanovski.

Si tratta di un’ottima iniziativa che si spera possa rinnovarsi anche l’anno prossimo. Il coinvolgimento giovanile nel mondo del lavoro rappresenta una delle piaghe del sistema italiano, troppo poco interessato allo svecchiamento e fortemente obbligato a rispettare le regole di un paese composto per lo più da over 40.

Progetti quali la Summer School Fisica In Moto offrono l’opportunità, a quelli che potrebbero essere i talenti del futuro, di approssimarsi ad una bolla lavorativa che sembra sempre più inaccessibile; rispecchiano la tensione ad un miglioramento tanto ricercato quanto difficile da realizzare; ripropongono la speranza, antica e sempre nuova, che il merito possa effettivamente vedersi premiare e costituire un apporto utile che sia ampiamente riconosciuto e valorizzato.

Fonte immagine: www.moto.it

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