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9 luglio 2012

Tecnologia per provare a leggere i pensieri

Se doveste trovare in casa una lampada antica e strofinandola ne uscisse un jinn benigno e disposto a esaudire un desiderio quale potrebbe essere il vostro? Tra i mille e un desideri quasi sicuramente comparirebbe la capacità di leggere a comando nel pensiero, un ben utile strumento che tutti avranno almeno una volta sognato di possedere di fronte al professore accigliato o all’indecisa creatura affascinante. Ebbene secondo i ricercatori dell’università della Pennsylvania e della Thomas Jefferson University non c’è che da aspettare che le tecnologie su cui stanno lavorando si perfezionino.

Tramite l’applicazione di minuscoli elettrodi in grado di registrare i segnali elettrici emessi dalle cellule nervose è risultato possibile captare le immagini osservate, i suoni ascoltati o le parole lette da qualcuno; attraverso la decodificazione dei segnali tramite un computer è stato rilevato come “gli schemi cerebrali di ogni persona formino una sorta di ‘impronta digitale neurale‘ – secondo le parole di uno degli autori dello studio – che può essere utilizzata per leggere i modi in cui si organizzano i ricordi attraverso le associazioni tra le parole”. Attraverso questa tecnica sarebbe possibile comprendere il modus operandi del cervello per quanto riguarda l’organizzazione delle informazioni apprese tramite le proprietà misurabili osservabili dai “sensi esterni”.

Non si tratta ancora quindi di vera e propria lettura del pensiero ma della ricerca di individuare i meccanismi alla base della rappresentazione dei segnali utilizzati per rendere significative le parole; consapevoli dello stretto legame che unisce linguaggio a intellezione questo potrebbe rappresentare una prima pietra per costruire un effettiva mappatura del pensiero.

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