Torna all’antico splendore la biblioteca Vanzetti

Redazione Controcampus 12 Luglio 2012

Torna all’antico splendore la biblioteca Carlo Vanzetti di palazzo Giuliari.

Torna all’antico splendore la biblioteca Carlo Vanzetti di palazzo Giuliari. Si tratta di un intervento che ha riqualificato l’intero edificio sede dell’Università degli Studi di Verona e che torna così ad essere a disposizione di tutto l’ateneo. Il progetto prevede il recupero architettonico del palazzo e, come testimonia la biblioteca Vanzetti, il restauro conservativo delle parti monumentali.

Situata al secondo piano di palazzo Giuliari la biblioteca è stata riqualificata e restaurata. Si è provveduto alla sostituzione dei lucernai, alla realizzazione dei nuovi impianti di condizionamento e riscaldamento e all’installazione di un sistema multimedia di nuova generazione rendendo l’ambiente idoneo alla collocazione dei libri.

L’importo complessivo del progetto per il restauro di palazzo Giuliari, che si articola su sei livelli fuori terra, oltre ad un piano interrato utilizzato esclusivamente per passaggio delle condutture termo-idrauliche e antincendio, è di tre milioni e ottocento mila euro. La spesa affrontata per il restauro della biblioteca è invece di 190 mila euro così suddivisi: 70 mila per il restauro conservativo ligneo delle volte, 13 mila per le librerie, 27 mila per l’impiantistica (raffrescamento, riscaldamento, impianti elettrici, antincendio) e 80 mila per il recupero e l’adeguamento dei lucernari.

Storicamente Palazzo Giuliari si colloca all’inizio del secolo XV quando Verona diventa roccaforte della Repubblica di Venezia. Dall’esame di alcune pubblicazioni si rileva che l’edificio è il risultato dell’accorpamento di 2 strutture preesistenti di proprietà delle famiglie Verità e Giuliari e che nel tempo ha subito numerose trasformazioni tra le quali le più significative sono state la realizzazione dello scalone monumentale alla fine del secolo XVIII nello splendore del suo marmo bianco e nell’imponenza delle sue grandiose dimensioni, la prestigiosa biblioteca e la scala a chiocciola che conduce al secondo piano.

L’intervento più importante realizzato nel palazzo avvenne nella biblioteca collocata al secondo piano dell’edificio. In essa il conte Giuliari sembra abbia voluto riprodurre, in dimensioni ridotte, un braccio del Museo Vaticano. Vincolato dalle strutture esistenti, venne ideata la soluzione che prevede un’ampia sala divisa, per mezzo di diaframmi sostenuti da colonne corinzie, in tre ambienti comunicanti ed illuminata da finestre collocate nella volta a botte del soffitto. Scelta che consentì di collocare su tutte le pareti scaffalature per i libri. Per salire alla biblioteca venne costruita la scala a chiocciola, con accesso dal pianerottolo della prima rampa dello scalone principale.

In collaborazione con la direttrice della Biblioteca “Frinzi”, Daniela Brunelli, sono state collocate in questa prestigiosa sede le collezioni di libri editi dal XVI sino ai primi anni del XX secolo. Tali raccolte provengono da fondi librari acquisiti per donazione o acquistati dai dipartimenti di Scienze giuridiche, Scienze economiche, dalla sezione Romanistica del dipartimento di Lingue e Letterature straniere, della sezione di storia economica del Dipartimento di Scienze Economiche, nonché da collezioni presenti nella stessa biblioteca Frinzi, per un totale di circa 11 mila volumi.

In particolare si ricordano il cospicuo fondo della Camera di Commercio, qui rappresentato dal nucleo di interesse economico e statistico, che è pervenuto grazie ad una convenzione stipulata nel marzo del 2001 fra l’allora preside della facoltà di Giurisprudenza Maurizio Pedrazza Gorlero, bibliofilo competente e appassionato, che ricordo ancora quanto avesse a cuore questa biblioteca, ricca di testi altrimenti non reperibili in città e che offre fonti preziose per lo studio ai nostri docenti e studenti, e l’allora presidente della Camera di commercio, Massimo Ferro.

La convenzione, di recente rinnovata con l’attuale presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi e la direttrice del dipartimento di Scienze giuridiche Donata Gottardi, ha previsto il deposito in comodato gratuito dell’intera biblioteca della Camera di Commercio, costituita di volumi di interesse giuridico, economico e statistico;  il fondo di rarità bibliografiche selezionate sul mercato antiquario da Gian Paolo Marchi, già preside della facoltà di Lingue e Letterature straniere, anch’egli bibliofilo di rara sensibilità, che ha saputo scovare autentici gioielli bibliografici che hanno costituito presso la sezione di Romanistica del dipartimento di Lingue e Letterature straniere, diretto Franco Piva, il fondo detto di “Curiosi e antichi”, includendo quindi testi che sono, fra l’altro, preziosi sia per la rarità editoriale che per la singolarità dei temi trattati;  il fondo di interessanti e rari libri giuridici, collezionato dai docenti della sezione di Diritto dell’economia del Dipartimento di Scienze giuridiche, grazie a ricerche mirate dei testi giuridici sul mercato antiquario non solo italiano; il fondo di ampio interesse disciplinare di volumi rari e di pregio, pervenuti alla biblioteca centralizzata Arturo Frinzi grazie a donazioni e acquisti;  il fondo Giuliari-Ciresola, rinvenuto nel 2005 negli scantinati di un Palazzo universitario e fortunosamente sottratto all’acqua e alle muffe, grazie ad un tempestivo intervento di soccorso conservativo promosso dalla biblioteca Frinzi.

Il fondo, successivamente catalogato, è stato oggetto di una puntuale descrizione da parte di Giancarlo Volpato e Beatrice Maschietto all’interno del volume citato su Palazzo Giuliari a Verona. Tale fondo, accorpato ad un altro appartenuto anch’esso ai Conti Giuliari, già conservato dalla sezione di Storia economica del dipartimento di Scienze economiche, direttoFederico Perali, grazie al restauro di questa sede, ha potuto, per così dire, tornare sugli scaffali di casa e rappresenta oggi il cuore di questa rinnovata biblioteca.

 

 

 

 

 

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto