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23 luglio 2012

Umbria Jazz 2012: programma più snello, ma la qualità resta invariata

Si è conclusa da pochi giorni l’edizione 2012 dell’Umbria Jazz, l’appuntamento estivo nato nel 1973, che si svolge ogni anno nel mese di luglio. Nella conferenza stampa della vigilia, lo slogan della manifestazione di quest’anno, ripetuto sia dalla Governatrice della Regione Umbria Catiuscia Marini, sia dal Direttore artistico Carlo Pagnotta, ma anche dal sindaco di Perugia e dal Presidente della Provincia di Perugia, è stato “alleggerire il programma rispetto alle edizioni passate senza però abbassare la qualità”.

Quindi, via alcuni spettacoli e alcuni concerti teatrali, l’incasso in parte ne ha risentito, ma il bilancio, a detta degli organizzatori è stato comunque soddisfacente, considerando il difficile periodo di crisi che sta attraversando l’Italia intera e la miopia del Governo e del Ministro per i Beni e le Attività Culturali che, siano essi politici o tecnici, continuano a non capire l’incidenza che ha questo festival a livello culturale.

Ma vediamo un po’ quest’anno chi è salito sul palco del più importante festival musicale jazzistico italiano; c’era sicuramente grande attesa per Sting, che ritornava a Perugia dopo 25 anni, cioè dopo quell’indimenticabile 11 luglio 1987, quando era salito per la prima volta sul palco dell’Umbria Jazz e tenne un concerto con l’orchestra di Gil Evans.

L’ex leader dei Police non delude le aspettative e davanti ad oltre 4.500 spettatori interpreta alcuni dei brani più significativi della sua carriera, dimostrando di avere, a 60 anni, una voce ancora potente ed una presenza scenica invidiabile.

Grandi applausi anche per Sonny Rollins, sassofonista e compositore statunitense, Wayne Shorter, che aveva partecipato già all’edizione del 2011, e l’intramontabile Renato Sellani, che qualche anno fa ha vinto il prestigioso “Premio alla Carriera” nell’ambito degli Italian Jazz Awards. Molto positive anche le esibizioni di Stefano Bollani e Chick Corea.

Enrico Rava ha proposto, con l‘Orchestra del Parco della Musica di Roma, un tributo a Micheal Jackson, un artista poco conosciuto nel mondo jazz e quindi proprio per questo, l’iniziativa di Rava è stata molto apprezzata da pubblico e critica.

Sul palco dell’Umbria Jazz anche 2 band, gli Spectrum Road, gruppo che vede suonare alla batteria Cindy Santana, moglie del famoso chitarrista messicano Carlos, e la Hollowbody Band, il gruppo del bravo chitarrista John Scofield.

Anche l’Università di Salerno è stata rappresentata al festival jazzistico umbro, grazie alla partecipazione dell’Orchestra Latin Jazz, formazione musicale fondata nel 1997, composta da studenti e docenti dell’Università salernitana più qualche elemento esterno. L’Orchestra, giunta alla seconda partecipazione all‘Umbria Jazz, è diretta dal Maestro Stefano Giuliano, ed ha all’attivo la pubblicazione di 2 dischi.

Sul palco anche 4 importanti pianisti jazz, Kenny Barron, Mulgrew Miller, Eric Reed e Benny Green, nomi che ai più non diranno molto, ma che nel panorama jazzistico nazionale e internazionale godono di un certo prestigio.

Termina così anche quest’edizione dell‘Umbria Jazz, un festival che continua ad essere un veicolo di promozione culturale, nonostante le Istituzioni nazionali non diano il giusto contributo economico-finanziario; questa è una manifestazione di nicchia che ha continuato a fare del jazz il motore principale della programmazione, ma, nel corso degli anni, ha saputo dare spazio anche ad altri generi musicali.

L’Umbria Jazz non è solo quello che vediamo nei 10 giorni di luglio in cui il festival si svolge, dietro c’è un lavoro lungo che dura quasi un anno ed infatti già trapelano le prime indiscrezioni sull’edizione del 2013 che vorrebbero di nuovo Sonny Rollins ed Enrico Rava sul palco del festival umbro.

E intanto, per chi volesse ascoltare per la prima volta o riascoltare le performance di quest’ultima edizione, è possibile trovare nelle edicole e nei negozi di dischi la compilation ufficiale dell’Umbria Jazz 2012.

 

Immagine tratta da “Musicroom.it”

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