• Google+
  • Commenta
1 novembre 2012

Irene Grandi; Stefano Bollani: Tra Jazz e Brasile!

Atmosfere  soffuse jazz ieri sera hanno avvolto la Feltrinelli di Roma in via Appia! Irene Grandi e  il pianista Stefano Bollani hanno presentato il loro album autoprodotto intitolato “Irene Grandi  e Stefano Bollani“,  uscito il 23 ottobre distribuito da Carosello.

Un ritorno in chiave soft per la toscana Irene con il suo amico musicista di vecchia data in questa originale quanto attesa collaborazione. Dodici brani rivisitati in chiave blues, jazz , passando per calde atmosfere brasiliane con la bellissima versione “Olhos nos Olhos / Occhi negli Occhi” di Chico Buarque   fino ad arrivare ad omaggi ai nostri contemporanei  Niccolò Fabi in “Costruire“, a Pino Daniele in “A me me piace o’blues!” e a Cristina Donà in “Come non mi hai visto mai” .

Un disco intimo, dai toni tenui e autunnali, che tra l’altro potrebbe essere un ottima idea regalo per Natale! Una vera e propria chicca, per gli amanti del genere e non, dove non mancano brani classici rivisitati come “For once in my life“, “Dream a little dream of me” , una scoppiettante versione di “Viva la pappa col pomodoro“e “No Surprises” dei Radiohead“!

Dopo un ritardo dovuto al traffico romano, causa pioggia, il duo Grandi/ Bollani tra una canzone e l’altra ha  parlato un pò al pubblico del loro progetto.

Com’è stata questa esperienza?

Stefano Bollani:Abbiamo deciso di fare questo disco in maniera autonoma , ci pensavamo da tanti anni, ci siamo chiusi in un casolare in Umbria e abbiamo registrato una manciata di canzoni. Poi abbiam deciso di pubblicarlo per la Carosello, ma poteva anche rimanere nel cassetto nel caso non ci fosse piaciuto.  Ci sarà un tour che inizierà il 9 novembre ad Assisi, a Roma saremo il 25 novembre all’Auditorium e il 20 dicembre chiuderemo a San Benedetto del Tronto“.

Irene Grandi:” E’ stata un esperienza nuova per me, mi ricorda degli episodi di quello che ho fatto nella musica in qualche teatro.La cosa bella è stata riscoprire una vena blues , una tonalità più bassa della mia voce, dove non c’è bisogno di una spinta, di quella botta di energia che ti fa urlare nel rock. In questa situazione ho lavorato di più sulle sfumature della mia voce, sui toni più caldi, più blues, dare più valore alle parole.   Mi è piaciuto come è stato registrato, in modo umano, ispirato e la cosa più bella per un cantante è che il pezzo riusciva bene subito!

Chi ha scelto il repertorio del disco?

I.G:” E’ stata una scelta corale, dieci anni di scelta di brani. Avevamo più di 50 brani, ma nei dieci giorni di registrazione abbiamo preferito un approccio spontaneo e abbiamo scelto quelli più ispirati. Il repertorio più brasiliano viene da Stefano, perchè è un grande conoscitore della musica e del portoghese, io mi sono esercitata molto sulla lingua. La parte italiana viene più da me e gli standard vengono più da Stefano. La versione un pò ‘pazza’ della “Pappa al Pomodoro” l’ho proposta io, visto che il disco è più intimo, lunare, malinconico, mi divertiva  e volevo mettere un pò di  quelle risate che ci sono state durante la registrazione.

C’è un brano al quale siete più legati?

 S. B: “Sicuramente “Olhos nos Olhos” di Buarque ,  un pò perchè la canzone ci piace e poi abbiamo tentato una traduzione in italiano, dove nel disco Irene la canta prima tipo ‘Zecchino d’Oro’ e poi in italiano!

Avete avuto contatti da parte degli artisti di alcuni brani rivisitati?

I.G: ” Cristina Donà e Niccolò Fabi ci hanno contattato e sono rimasti molto contenti. In particolare Niccolò si è detto molto fiero che il suo brano che abbiamo reinterpretato “Costruire” sia stato scelto come apripista!

Fonte Foto

Google+
© Riproduzione Riservata