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24 luglio 2012

Seminario pubblico per Smart Lab a Unical: legno, uso antisismico

DotNetCampus 2012 a Unical
Seminario pubblico per Smart Lab a Unical

Seminario pubblico per Smart Lab a Unical

Il 10 luglio un seminario pubblico sul tema “Caratteristiche antisismiche, restauro, nuove costruzioni. Il futuro: progettare con il legno”, la cui organizzazione è stata supportata dal Polo delle Tecnologie dei Materiali e della Produzione della regione Calabria, di cui CalPark è il soggetto gestore.

Nell’Aula magna dell’Unical si è discusso di scambio di buone pratiche in edilizia innovativa, nell’ambito del progetto R.I.S.P.E.I.S.E (Rete Internazionale per lo Scambio di buone Pratiche in Edilizia Innovativa, Sismicamente sicura ed Ecocompatibile).

Il progetto si inquadra nell’Asse V Por Calabria – FSE 2007/2013, rientrando nelle attività di transnazionalità ed interregionalità per il miglioramento del capitale umano di eccellenza.

Il progetto finanziato, dunque, ha dato il via già a due posti per assegnisti e otto borse di studio di dottorato di ricerca nel campo dell’edilizia innovativa, con riferimento specifico ai nuovi materiali e domotica, e in quello delle costruzioni sismicamente sicure e dell’ecosostenibilità, con particolare riguardo allo studio del contenimento energetico degli edifici.

La giornata seminariale ha fornito il destro per la presentazione del progetto R.I.S.P.E.I.S.E, attraverso le parole di Raffaele Zinno, responsabile scientifico Unical del progetto di cooperazione internazionale.

Lo SMART Lab (structural Monitoring, structural Advanced materials, structural Rehabilitation, structural Testing), è il nuovo laboratorio su cui poggia la progettualità in questione. Istituito presso il Dipartimento di Modellistica per l’Ingegneria, è guidato da Raffaele Zinno, docente di Scienza delle Costruzioni della Facoltà di Ingegneria dell’Unical.

Il neo laboratorio appartiene ad una rete internazionale come altri laboratori coinvolti del West Virginia University, USA; del VTTFinland; di Eucentre, Italia, etc.

Il seminario ha fatto il pieno di relazioni di docenti, ricercatori e tecnici dell’Unical, dell’Università di Firenze e del CNR IVALSA di Firenze – Trento, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree, in specifico, nella persona del suo responsabile, Ceccotti, nonché di importanti imprese e organismi del settore, quali Holzbau Sud e HolzcertHolzforschung, Fisher  e altri.

Presenti, inoltre, una diecina di stand di ditte specializzate nelle costruzioni di legno, alcune delle quali locali. Moderatore il giornalista Almerico Ribeira, specialista in divulgazione di temi legati all’uso del legno nelle costruzioni civili.

Il programma si è sviluppato dalle ultime novità tecnologiche e commerciali, per poi proseguire, attraverso la Lectio magistralis di Gennaro Tampone, Università di Firenze, presidente dell’ICOMOS Wood International Committee, lungo la storia dell’uso del legno, le sue caratteristiche e le qualità del materiale, il recupero e il restauro delle costruzioni antiche: un materiale che, con i dovuti trattamenti ed integrazioni, si annovera ancora fra i materiali innovativi.

Naturalmente presenti ai lavori il rettore Latorre, Giacomo Mancini, Paolo Veltri, e Luciano Garella, soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici delle tre province nonché Tommaso Calabrò, dirigente Assessorato alle Politiche Comunitarie Regione Calabria.

Se in Unical si affrontano le tematiche di best practices nel settore delle costruzioni del futuro prossimo o ancora più in là, l’imprenditore di Rizziconi, Antonino De Masi, trova il modo di ridurre i danni dei terremoti nell’immediatezza del terremoto dell’Emilia Romagna.

E lo fa da quegli stessi capannoni che sono stati al centro di una delle battaglie legali più lunghe e complesse del panorama giudiziario italiano.

La costruzione in parola è un “guscio”  in cui rifugiarsi in caso di terremoto.  Si installa nelle proprie case e resiste a un peso di 10 tonnellate. Ne regalerà 10 esemplari ai terremotati dell’Emilia.

Diamo un cenno sulla persona, non diciamo ‘personaggio’, giacché di personaggi nella nostra Italietta ne abbiamo fin troppi e De Masi è una persona seria.

Il gruppo De Masi, caduto negli anni appena passati nella tenaglia dei tassi di interesse usurai delle banche, il fior fiore degli istituti italiani, Bnl, Antonveneta e Banca di Roma, in una terra già di per sé bersagliata dall’usura ambientale, come la terra di Gioia Tauro, è riuscito a tirarsi a galla, portando avanti quella qualità dei prodotti che gli avevano permesso di ritagliarsi uno spazio importante dentro l’imprenditoria meridionale, nel campo delle aziende metalmeccaniche.

Al procedimento ‘Banche e usura‘ (2009), scrissero i giudici: “Il comportamento usuraio accertato è connotato da tutte le circostanze aggravanti contestate“, con una sentenza controversa, invero, giacché  pur riconoscendo le colpe delle banche, mandò assolti i presidenti delle stesse (Marchiorello, Geronzi ed Abete), “perché il fatto non sussiste“.

Il procedimento costò il rinvio a giudizio dei piani alti degli istituti di credito interessati presentatisi al tribunale di Palmi e alla corte d’Appello di Reggio Calabria, ma solo quelli medio alti furono condannati, dunque.

In un’intervista all’imprenditore, riveniente dalla trasmissione Report del 2011, De Masi riporta che la colpa fu data “ai computer”, ad ogni buona sostanza!

Dopo difficoltà immani per comportamento scorretto di diversi istituti di credito verso il gruppo industriale, De Masi immette oggi sul mercato un prodotto che potrebbe consentire di salvare diverse vite umane in caso di terremoto.

L’eccezionalità del prodotto, già brevettato, sta non solo nella funzionalità pratica di salvare vite umane, ma anche nel fatto, non da poco, che sia stato strutturato negli stabilimenti del retro porto di Gioia Tauro.

Si tratta di una cellula in acciaio capace di resistere in caso di terremoti il peso di un solaio in cemento armato e addirittura di un intero palazzo. Ma non è un elemento antisismico, è un riparo, per l’appunto.

L’idea, ha spiegato ai cronisti de  ‘l’Infiltrato‘, è nata anni fa, dalla notizia di una sfera galleggiante, concepita in Giappone per salvare le persone dopo Fukushima.

De Masi si è chiesto come intervenire nelle case in modo semplice ed efficace; come preservare gli abitanti da cedimenti provocati da scosse sismiche, dando una risposta ai mille consigli inefficaci, in caso di terremoto, del tipo, porsi sotto le porte! sotto le travi! o fuori da casa!

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