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10 agosto 2012

Discredito in Unical

DotNetCampus 2012 a Unical

In Unical il Tar blocca il “licenziamento” della docente che viene da Harvard

Unical

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Sembra che a Arcavacata, in Unical non vada bene neanche il fior fiore curriculare. E sì, la prof. Paola Cannavò con onorificenza di “Benemerita alla cultura della Repubblica Italiana” per il contributo eccezionale all’arte e alla cultura, non va bene per insegnare all’Unical.

Così la docente, nominata dal 2006 professore associato di Tecnica e Pianificazione urbanistica presso la facoltà di Ingegneria, viene “licenziata”. Tecnicamente, l’Università non la conferma in ruolo.

Lei, correttamente si fa assistere dall’avvocato Alfredo Gualtieri del Foro di Catanzaro e il Tribunale amministrativo regionale congela il provvedimento dell’università.

Il congelamento porta ritardi per l’Ateneo, perché tutte le attività demandate alla prof. Cannavò sono destinate “a saltare”: dagli esami della sessione estiva alle sedute di laurea in cui è relatore la docente, le tesi di dottorato in corso (due) e la ricerca in Cina (il cui gruppo di lavoro è dalla stessa coordinato).

E’ pensare che, a far retrocedere dalla posizione presa l’ateneo, non son bastate per la “conferma in ruolo” della docente due “lettere-appello”, una di 81 personalità del mondo scientifico e accademico e un’altra di 174 studenti.

Nel curriculum della docente compare il premio Mario Ridolfi dell’Ordine degli architetti di Roma per il contributo alla valorizzazione dell’architettura contemporanea, l’Honor Award in Generai Design as Faculty Advisor della Harvard University, la vittoria di numerosi concorsi di architettura nazionali e internazionali e la titolarità di un laboratorio di progettazione alla Harvard University Design School nell’autunno 2010.

L’ordinanza depositata negli ultimi giorni di luglio, accoglie la domanda di sospensiva della “mancata conferma in ruolo”, deliberata dall’Università al termine del secondo biennio di effettivo servizio, ritenendo che il ricorso “presenta profili di fondatezza“, giacché la commissione giudicatrice, per la conferma in ruolo, non ha motivato le ragioni che l’hanno portata a discostarsi dal parere favorevole espresso dal consiglio di facoltà.

Il danno non è di quelli facilmente risarcibili: la prof. Cannavò non ha “contro interessati” rispetto alla sua posizione, essendo da anni in servizio e non potendo il suo posto “scorrere” verso diversi soggetti; inoltre, la docente si è appena trasferita definitivamente in Italia per essere in maniera stabile presente sul luogo di lavoro.

Unical: Arcavacata, senza bus durante i weekend estivi

Dall’ultimo weekend di luglio e per tutta l’estate Arcavacata, sede dell’Unical e frazione popolata non solo da studenti, resta fuori dal mondo in quanto il Consorzio Autolinee ha soppresso più corse giornaliere, motivando con i tagli ai finanziamenti regionali.

Chi non ha un’auto dovrà rimandare gli impegni o una semplice gita fuori porta? Già di domenica non passano bus durante tutto l’anno, ora anche di sabato!

La studentessa che ha confezionato la lettera a un quotidiano locale si chiede se non si adombri la fattispecie di interruzione di servizio pubblico nell’azione del Consorzio.

I ricercatori furiosi denunciano ricatti

Il decreto rettorale, esecutivo anche se non ratificato da senato accademico e Cda, presenta numerose criticità nel metodo e nel merito, secondo  i ricercatori dell’Unical.

Sul metodo, il ricorso a “motivi di necessità ed urgenza”, per l’approvazione assembleare, sembra assurdo, considerata l’attesa per 17 mesi.  Inoltre, entrerebbe in aspetti che competono al regolamento generale d’ateneo, non emanato.

Nel merito, l’assemblea denuncia l’intenzione di non retribuire l’attività didattica dei ricercatori dalla prima ora, come prevede la legge. Il salario ipotizzato non è “proporzionato alla quantità e qualità” del lavoro richiesto.

Si propone, per altri versi , una sorta di ricatto-baratto, tra la didattica curricolare e quella integrativa, del tutto illegittimo.

Il referendum online tra i ricercatori per il ritiro del decreto votato aveva avuto più della maggioranza assoluta dei consensi, ma la richiesta di coinvolgimento del corpo docente nella redazione del regolamento generale d’ateneo, riferita soprattutto a compiti didattici e regolamentazione dell’offerta formativa, è stata ignorata da rettore e presidi di facoltà, mettendo a rischio il diritto allo studio.

L’assemblea dei ricercatori ha intenzione di procedere contro il rettore e i presidi diffidandoli dall’applicazione del decreto.

I docenti di Scienze dell’educazione disertano il consiglio di Facoltà

Per scarsa democrazia. L’aria si è fatta elettrica a cavallo tra il vecchio e il nuovo, in “una gestione della transizione, compiuta utilizzando regole discutibili che non si raccordano con le deliberazioni di altri organismi tuttora esistenti e legalmente operanti, come i corsi di laurea e i dipartimenti”.

Un passaggio adeguato dal vecchio al nuovo ordinamento deve avvalersi di moduli operativi democratici sia per i vecchi gruppi di potere che per i nuovi, senza tentativi di condizionamento dell’esito costitutivo delle nuove strutture.

Più d’una quarantina di docenti del dipartimento di Lingue e Scienze dell’educazione non hanno partecipato alla scorsa riunione del Consiglio di facoltà di Lettere, per porre l’accento sulla dimensione politica e morale degli eventi che stanno caratterizzando gli ultimi mesi di vita della facoltà di Lettere e Filosofia.

L’organo collegiale di governo, ossia il consiglio di facoltà, mostra un atteggiamento lesivo della dignità delle persone e anche delle loro competenze scientifiche. Tale atteggiamento si dirige verso il dipartimento di Lingue e Scienze della formazione i cui docenti «aventiniani» hanno contribuito a fondare.

Non solo viene impedito un sereno e libero dibattito, ma addirittura è reso impossibile l’ascolto delle ragioni contrarie”.

Allargamento dell’inchiesta “110 e lode” a tutte le facoltà dell’Unical, anche alle borse Erasmus.

Beffa e silenzio sullo sfondo del meccanismo dei falsi esami registrati nel database dell’ateneo e mai effettuati da studenti in cerca d’una sbrigativa laurea.

Studenti  beneficiari d’un sistema truffaldino supportato da “agganci” oleati dentro la struttura amministrativa dell’Unical.

Sono settantacinque persone indagate per falso ideologico e materiale cui notificare l’avviso di chiusura indagini dei Pm, Antonio Tridico della Procura cosentina e Alessia Miele della Procura di Catanzaro.

Falsificazione dati con uso illegittimo di password, quindi, truffa informatica: dalla procura cosentina a quella distrettuale, appunto.

Con gli accertamenti investigativi della Digos di Cosenza si è scoperto che al “sistema” avevano fatto ricorso anche persone anziane, non proprio studenti, desiderosi di poter appendere un titolo accademico a casa e in ufficio.

L’inchiesta era partita su denuncia del rettore Unical e aveva coinvolto solo la facoltà di Lettere e Filosofia, ma la macchia dì olio si è allargata su altre aree disciplinari dell’ateneo.

E già che ci siamo anche gli esami sostenuti dagli universitari all’estero per “Erasmus” son passati ai raggi X.

Dalla cerchia dei “sospettati” è escluso il corpo docente, tanto che il rettore ha nominato un legale con il compito di tutelare l’immagine dell’ateneo, dei professori e dei ricercatori.

Il team di CalabriaOra ha provato a tastare il polso dei presidi di facoltà sull’inchiesta degli esami falsi.

Con Sebastiano Andò, preside della Facoltà di Farmacia e futuro direttore del dipartimento di Farmacia e Scienze della Nutrizione e della Salute, è andata più o meno così: l’inchiesta “110 e lode” riguarda soprattutto la segreteria studenti, “giacché la nostra facoltà sin dalla sua fase di avvio ha avuto percorsi di assoluta trasparenza e leggibilità”.

Al Cda, votate contro l’aumento delle tasse

I sindacati dell’Unical (Flc Cgil, Uil Rua, Cisl, Cisal, Usb Snals) sperano che il nuovo successore di Latorre provveda all’annullamento dei provvedimenti contestati, come l’esternalizzazione dei servizi del Centro Residenziale, l’aumento delle tasse agli studenti (l’ordine del giorno del Cda prevede un ritocco del 20%) e l’acquisto di nuove quote del capitale sociale Calpark.

Inoltre chiedono trasparenza pubblica dei bilanci Calpark, della situazione degli affitti e dell’atto transattivo relativo alla Conca d’Oro.

Melina Rende

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