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10 luglio 2012

“Up on the Roof”: i tetti di New York in una raccolta fotografica

Credete a chi vi dice che non sempre le cose sono come sembrano. La prospettiva è fondamentale per giudicare o farsi un’opinione su qualsiasi cosa. Basta cambiare sguardo, angolazione o anche solo apertura mentale.

Pensate a uno dei posti più famosi al mondo. Pensate a New York, una città all’avanguardia, una città che non dorme mai e che non chiede mai. A New York la vita è una corsa frenetica, un salto ad ostacoli fra il traffico o il muro di gente per la strada.

La bellezza si confonde con il caos e viene sopraffatta dal grigiore. Lo smog, il fumo delle fabbriche, le sigarette di chi tenta di mantenere la calma in un luogo sempre sopra le righe e fuori dagli schemi. Per alcuni New York è così. Manhattan ne è la prova. Palazzi giganti, acciaio e ferro che ne fanno da padrone. Il grigio è spezzato solo dal giallo dei taxi che guidano infuriati nel traffico.

Questa è la visione che si ha dal basso. Ma è solo una prospettiva. La più comune, ma non la sola. C’è chi non l’ha accettata. La città più famosa del mondo non può essere solo questo. La gente ha bisogno di pace, di quiete, di un posto segreto in cui rifugiarsi dal mondo.

Un progetto ambizioso e curioso al tempo stesso quello portato a termine da Alex MacLean, pilota e fotografo, che da poco ha pubblicato un volume dal titolo “Up on the Roof: New York Hidden Skyline Spaces (Princeton Architectural Press). Una raccolta straordinaria, un diario che racchiude in sé oltre “200 scatti per raccontare quello che non si vede della Grande Mela”, come raccontato in un articolo di “il Venerdì”.

Armato di macchina fotografica e di coraggio per volare ad alta quota, Alex MacLean ha scattato una panoramica di quelli che sono i tetti newyorkesi. Non solo tegole e comignoli quindi, ma veri e propri capolavori estrosi e originali: piscine azzurre, campi da tennis e da basket, piccoli paradisi dell’arte botanica o semplici prati verdi su cui prendere il sole o organizzare alternativi party notturni.

Un’altra New York quindi, una sorta di città parallela che ha puntato in alto. Quando vi sentite oppressi, tristi e ingrigiti, quando vi sentite smarriti nella grandezza, nel caos, nella frenesia del quotidiano, ricordatevi che esiste un’altra prospettiva, una città silenziosa, armoniosa e verde. Vi accorgerete che una volta tornati con i piedi per terra, quel grigio vi sembrerà un po’ meno triste e voi con esso.

 

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