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30 agosto 2012

Da Addio Pizzo a Casa Memoria

Con l’obiettivo di sradicare i luoghi comuni che associano la nostra isola alla mafia, i docenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri hanno organizzato diversi incontri dove gli studenti stranieri della Summer School della Scuola di Lingua italiana per Stranieri (Università di Palermo) hanno potuto conoscere l’altra faccia della Sicilia.

“Il nostro scopo è quello di far capire agli studenti, provenienti da tutto il mondo e che associano alla nostra terra solo le parole pasta, pizza e mafia, che la Sicilia è fatta anche da gente onesta che ha il coraggio di opporsi al sistema criminale.” Così spiega Cristina La Rosa, docente della Scuola, il perché dell’incontro tra gli studenti della Scuola  e due attiviste di Addio Pizzo, Francesca Vannini e Miriam Mascellaro.

“Stamattina le volontarie dell’Associazione hanno spiegato cos’è la mafia, illustrato la sua struttura, la sua infiltrazione nella politica e spiegato il significato della parola pizzo. Hanno poi raccontato le origini della loro Associazione, le loro attività e diverse storie concrete (come quella dell’Antica Focacceria San Francesco) per far capire come i siciliani combattono la mafia.”

Gli studenti, molto curiosi e interessati all’argomento, si sono preparati all’incontro ascoltando interviste e parlando di mafia con i loro docenti La Rosa (organizzatrice dell’evento),Valentina Salvato, Marianna Tommasello e Fabrizio Leto. L’incontro è stato occasione di riflessione e dibattito. Diversi studenti hanno posto delle domande, chiedendo alle attiviste antiracket se hanno paura del lavoro che svolgono e sottolineando come gli atteggiamenti della mafia non sono solo della criminalità siciliana ma comuni in tutto il mondo.  Le volontarie dell’organizzazione, infine, hanno distribuito le mappe di Addio Pizzo con cui gli studenti potranno scoprire quali sono le attività commerciali sostenute dall’organizzazione.

Le lezioni antimafia della Scuola, però, non si esauriscono qui. Diverse visite didattiche hanno portato anche quest’anno i 400 studenti iscritti ai corsi estivi della Scuola a Cinisi. Dopo aver visitato Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e l’ex abitazione del boss Badalamenti, gli studenti hanno potuto conoscere la storia di Peppino direttamente dai racconti di Giovanni, fratello dell’attivista antimafia, e della moglie Felicetta. Gli incontri sono stati utili per parlare di antimafia e per dimostrare come in Sicilia, già prima delle stragi del ’92, esistevano giovani che volevano opporsi al sistema.

“Non abbiamo solo voluto soddisfare una forte curiosità sull’argomento mafia, ma abbiamo voluto anche aiutare i nostri studenti a distruggere i luoghi comuni – conclude Cristina. – Adesso torneranno nei loro paesi con un’idea diversa della Sicilia.”

 

Foto: flickrhivemind.net

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