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10 agosto 2012

Dalla laurea in Accademia all’arruolamento volontario: il mondo militare

A seguito del sondaggio sottoposto ai neodiplomati del 2012 da parte di Skuola.net, è emerso che il 5% dei maturandi è intraprenderebbe una carriera nelle forze armate dopo il percorso della scuola superiore. Le stellette sulla divisa sono un obiettivo nobile, simboli di alti valori morali personali e di forte attaccamento alla propria Patria.

L’Accademia Militare è la massima ambizione per chiunque, con un percorso di eccellenza e prestigio fondato sulle solide basi di generazioni di tradizioni e storia e mirato alla formazione di base degli ufficiali.

Le Accademie Militari offrono percorsi di studio a livello universitario ai giovani che vogliano scegliere una specializzazione specifica, dall’ambito della sanità (Medicina, Chimica, Tecnologie Farmaceutiche) a quello del “genio” (Ingegneria). I futuri ufficiali Carabinieri si laureano, invece, in Giurisprudenza. Alle materie del corso di studi universitario, si affiancano quelle teorico-pratiche di tecnica militare, periodi di addestramento formale e di intensa e diversificata attività fisica.

Nel mondo militare, oltre alla formazione magistrale, è anche presente quella triennale. Le Scuole Sottufficiali delle quattro forze armate (Esercito, Aeronautica, Marina e Carabinieri) preparano ogni anno nuovi professionisti dotati di ottime competenze nei campi delle Scienze Organizzative e Strategiche e delle Scienze della Sicurezza. Anche qui tutto ruota attorno a una solida base di addestramento militare, istruzione formale e una ricca dose di attività fisica.

Per chi invece non ha prospettive future di studio c’è la truppa con l’arruolamento come Volontario in Ferma Prefissata (VFP1). Anche l’arruolamento, comunque, permette di accedere ad un periodo di formazione presso uno dei RAV (Reggimento Addestramento Volontari) del territorio nazionale. Il periodo di formazione consiste nel lasso di tempo si impara, letteralmente, ad essere militari e per accedervi è previsto l’accertamento della rigida idoneità di ogni persona attraverso delle prove mediche e attitudinali.

In questo periodo di formazione, vengono appunto formati i futuri caporali acquisiscono sia la teoria (disciplina e regolamento militare) sia la pratica (maneggiare le armi), apprendendo i fondamenti della tecnica militare. A seguire questo periodo di formazione si può scegliere di incamminarsi verso altri percorsi più specializzati, i quali avviano i ragazzi verso ruoli più professionali in svariati settori. Al termine dell’anno di ferma si potrà, quindi, scegliere se prendere parte al concorso per diventare volontario in ferma prefissata di 4 anni (VFP4) e dopodiché, sempre per concorso, passare nel servizio permanente.

Oggi tanti giovani sono attratti dalle forze armate, soprattutto coloro che provengono dal Meridione. Il motivo principale sta nel trattamento economico che può rappresentare una sicura fonte di reddito, preziosa soprattutto in un periodo di crisi e disoccupazione come quello attuale.

La formazione universitaria degli ufficiali e dei sottufficiali, comprendente di università, libri, vitto, alloggio e uniformi, è tutto totalmente a carico dell’Amministrazione, quindi completamente gratuita per i ragazzi. Inoltre essi percepiscono inizialmente un mensile di circa 900 euro, fino a circa 1600 euro dopo due anni con il raggiungimento del ruolo di sottotenente. Poco variabile lo stipendio dei volontari, che oscilla per il primo anno tra gli 850 e i 950 euro.

Questo fa capire l’importanza del posto fisso, ancora più sentita in situazioni di crisi economica. In ogni caso, l’arruolamento andrebbe visto non sotto una prospettiva economica, ma come una scelta di vita dettata da profonda passione, l’unica forza a cui aggrapparsi nei tanti momenti impegnativi che caratterizzano la vita del militare.

 

Fonte immagine: http://job.fanpage.it

 

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