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16 agosto 2012

E’ extraterrestre il campione di quasicristallo conservato a Firenze

E’ di origine extraterrestre il primo “quasicristallo” esistente in natura. La conferma che il frammento  oggi esposto al Mueso di Storia naturale di Firenze venga dallo spazio arriva da Luca Bindi, professore di Mineralogia all’Università di Firenze e il fisico Paul Steinhaldt dell’Università di Princeton, con una pubblicazione di sei giorni fa sulla rivista Reports on Progress in Physics a un anno esatto dal rientro della spedizione scientifica sui monti Koryak nell’estremo est della Russia, luogo dove nel 1979 venne prelevato il primo quadricristallo terrestre.

Gli autori sono proprio Bindi e Steinhaldt che dopo la scoperta del 2009 pubblicata su Science, che quel frammento conservato tra i reperti del Museo di Storia Naturale di Firenze fosse il primo quadricristallo naturale, sono andati a indagare sul luogo del ritrovamento , il sito di Chukotka, da cui proveniva il campione “fiorentino” portato da un meteorite caduta sulla Terra miliardi di anni fa.

Il prestigioso riconoscimento con la pubblicazione cade esattamente ad un anno esatto dal rientro della spedizione dove il team di dieci elementi ha lavorato 17 ore al giorno, poco meno di quanto il sole illumina quei territori in questo periodo dell’anno, non senza difficoltà.

A tratteggiare i particolari romanzeschi del viaggio sono proprio i due autori dalle pagine di Reports on Progress in Physics. I dieci scienziati , accompagni da due autisti e un cuoco, hanno percorso quasi 230 chilometri nella impervia tundra siberiana su mezzi cingolati fra orsi, cercatori d’oro e contrabbandieri, fino a  ritrovare il luogo dove, nel 1979, era stato raccolto il minerale finito poi nelle collezioni del Museo di Storia naturale dell’Ateneo fiorentino.

La spedizione costata 200mila dollari messi a disposizione da un anonimo benefattore americano ha confermato che il quasicristallo viene dallo spazio. Conferma giunta dopo il setacciamento a mano di una tonnellata e mezzo di sedimenti che ha portato alla scoperta di altri sette quasicristalli identici al primo che confermano l’ipotesi del meteorite “di tiposi legge contrite carboniosa precipitato circa 15000 anni fa e formatosi addirittura 4,5 miliardi di anni or sono.”

Il fatto che con la spedizione scientifica si sia ritrovato materiale nello stesso luogo che avevamo messo anni per rintracciare – scrivono sulla rivista i due autori – è una conferma enorme di tutta la storia, estremamente significativa dal momento che il meteorite è di enorme interesse vista la sua straordinaria età e il suo contenuto“.

Il quasicristallo infatti è un materiale unico, scoperto per la prima volta in laboratorio dallo scienziato israeliano Dan Shechtman nel 1982. Rivelazione che gli valse il Premio Nobel per la Chimica nel 2011. I quasicristalli sono unici in quanto la loro struttura non si ripete regolarmente come nei cristalli ordinari. Gli atomi all’interno dei quasicristalli sono disposti come in un mosaico, in modelli regolari, ma che non si ripetono mai nello stesso modo.

 Dal 1982 ad oggi, sono stati creati in laboratorio oltre un centinaio di quasicristalli artificiali, ma l’unico  naturale documentato fino ad oggi è proprio quello scoperto da Luca Bindi durante lo studio di campioni mineralogici appartenenti alle collezioni del Museo di Storia Naturale di Firenze, nel 2009, accettato dalla International Mineralogical Association con il nome di icosahedrite.

Fonte foto: www.unifi.it

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