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3 agosto 2012

Genova, Polo Erzelli sotto inchiesta: che fine farà il denaro investito?

Il braccio di ferro tra UniGe e Genova Hi Tech sul Polo Tecnologico degli Erzelli è entrato nel vivo.

Dopo il passo indietro del Senato Accademico, che si è fermamente opposto al progetto in cantiere da ben 5 anni, l’impresa è passata alle proverbiali maniere forti; prima semplicemente annunciando azioni legali drastiche, poi coinvolgendo in prima persona la Corte dei Conti.

Le strutture della nuova sede di Ingegneria sarebbero dovute sorgere, in base al piano originale, nel Parco degli Erzelli, con una spesa complessiva di 85 milioni da parte dello Stato. La Regione, dal canto suo, ne avrebbe stanziati altri 25, cui si erano inoltre aggiunti i 26 messi a disposizione dalla Fondazione Carige per i laboratori.

Dopo il passaggio di consegne tra Gaetano Bignardi e l’attuale Rettore Giacomo Deferrari, l’ateneo aveva confermato la piena adesione al progetto con l’accordo di programma (2009). Tutto procedeva insomma nel migliore dei modi.

Poi, appena una settimana fa, l’accordo è andato in fumo: tramite delibera del Cda, UniGe si è sorprendentemente tirata indietro, causa l’insostenibilità economica del piano; mancano 42 milioni, ha dichiarato Deferrari.

Una decisione in grado di mandare su tutte le furie i vertici di Genova Hi Tech, azienda preposta all’edificazione del parco. È stato solo il preludio all’ennesima indagine sullo sperpero di denaro pubblico in ambito universitario, aperta dal procuratore regionale Ermete Bogetti.

Di dirigere l’inchiesta si occuperà il procuratore Claudio Mori col sostegno del nucleo “tutela spesa pubblica” delle Fiamme Gialle, coordinato dal colonnello Ugo Raffaele Dallerice. Le domande che gli inquirenti si pongono sono molteplici: cosa è andato storto nel progetto sin dal 2007? È l’ennesimo caso di “opera fantasma”? Quanto è costato (e costerà) tutto ciò alle casse dello stato e degli altri investitori? Ed infine, quale destino si prevede per i capitali stanziati?

Deferrari ha ostentato sicurezza, facendo sapere che l’ateneo sta “preparando le carte per difendersi” ed avrebbe già fornito alla Corte dei Conti tutta la documentazione in merito al progetto appena accantonato. “È una terribile balla dire che essere vicini alle imprese fa aumentare i successi dei ricercatoriha ribadito Erzelli sarebbe un valore aggiunto per l’ateneo ma non è Lourdes, non fa vincere premi nobel.

Intanto, il mondo politico ed imprenditoriale (per non parlare della Cgil) hanno espresso profondo rammarico relativamente all’immobilismo dell’università a fronte di un progetto ritenuto di fondamentale importanza per Genova; un segnale inequivocabile arriva anche dal sindaco Marco Doria, il quale si è detto a sua volta piuttosto perplesso: “Il progetto Erzelli è imprescindibile per Genova e la consapevolezza di quanto sia importante deve diventare totale”.

Un cambio di passo, ecco ciò che occorre all’università; a giudizio di Doria, “è questione di slancio mentale, la questione va affrontata nuovamente ma questa volta con lo spirito giusto, mettendo da parte ogni venatura polemica”. Il sindaco ha anche anticipato che il Comune di Genova prenderà parte attiva al progetto, con due assessori incaricati di intervenire sul disegno originale.

Ciò che Doria ha sottolineato con maggior enfasi è però la necessità di ridurre al minimo gli sprechi: “Sappiamo che ci sarebbero ricadute negative sull’ateneo se l’indebitamento va fuori controllo ma bisogna trovare il modo di trovare le risorse mancanti”.

Una lancia a favore dell’università la spezza invece Andrea Agostini del Circolo Nuova Ecologia (Legambiente) tramite un commento pubblicato dal quotidiano online OggiNotizie, in cui definisce il progetto in sé una sostanziale bufala: “la storia degli Erzelli è quella di un sogno bellissimo, ma solo virtuale, fondato su un presunto interesse pubblico e un sostanziale guadagno privato. È il fallimento di una politica fondata su solidissimi legami con la rendita fondiaria, il cemento, la grande finanza che ha supportato per anni un progetto basato solo sul marketing, senza nessun accordo vincolante per i privati, nessun impegno delle amministrazioni a supportare realmente il progetto.

 

fonte immagine: genovazena.wordpress.com

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