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19 agosto 2012

Immersioni sui fondali: tutto ciò che c’è da sapere prima di immergersi

Immersioni sui fondali
Immersioni sui fondali

Immersioni sui fondali

Ecco come fare le immersioni sui fondali: cosa c’è da sapere e informazioni utili prima di immergersi.

Quando il caldo afoso dell’estate si abbatte prepotentemente sugli ignari baganti, non esiste altra soluzione se non quella di buttarsi in mare alla ricerca di refrigerio.

C’è chi preferisce restare sul bagnasciuga, mettere a mollo soltanto i piedi e continuare ad abbronzarsi, c’è chi invece il mare lo vuole perlustrare a fondo cercando la compagnia di flora e fauna acquatica.

Sto parlando dei sommozzatori, i discendenti degli antichi palombari che per primi, armati di pompa ad aria, elmo, scafandro e scarponi zavorrati, solcarono i fondali marini.

Quante volte ci siamo immersi nel mare o meglio ancora nell’oceano senza chiederci cosa ci fosse sotto i nostri piedi?

Bè gli uomini rana, più comunemente chiamati sub, non solo si pongono questa domanda ma cercano in tutti i modi una risposta. Tesori nascosti, pesci di indescrivibile bellezza, rari coralli e chissà cos’altro giace indisturbato sul fondo dell’acqua: è bene sapere che per scoprire tutto ciò, sono necessari addestramento, puntuali conoscenze e soprattutto la giusta attrezzatura.

Immersioni sui fondali: dal brevetto ai sistemi per immergersi correttamente

Nel nostro paese non esiste ancora l’obbligo di conseguire uno specifico brevetto per le immersioni, tuttavia con una somma variabile dai 200 ai 400 euro sono disponibili in tutta Italia corsi di diving: per imparare o migliorare la tecnica, Ssi, Cmas, Fipsas e Padi propongono lezioni pratiche in piscina e persino teoriche, importantissime per conoscere a fondo l’attrezzatura utilizzata e persino le leggi fisiche utili a questo sport, come il principio di Archimede.

Rispetto al primissimo elmo progettato nel 1829 dagli inglesi Charles e John Deane, i moderni sommozzatori dispongono delle tecnologie più avanzate e sicure per immergersi in tutta tranquillità per un lungo periodo di tempo. Ecco ciò che vi serve per praticare questo sport: un erogatore, una maschera, una muta, una gav ovvero un giubbotto ad assetto variabile, delle bombole, delle pinne e una cinta di pesi. Ricordate sempre di non scendere in acqua da soli poiché un compagno, in caso di malfunzionamento dell’attrezzatura oppure malessere, può essere fondamentale!

Non si tratta di un passatempo facile, diciamo. Richiede non solo una gran quantità di denaro, ma soprattutto la pazienza e la capacità di pianificare correttamente ogni singola immersione: un piccolo errore di calcolo potrebbe costarvi un’embolia, non c’è da scherzare!

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