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16 agosto 2012

Laurea frettolosa: l’Università lo denuncia!

Sei bello? Ti tirano le pietre. Sei brutto? Ti tirano le pietre. Ti laurei presto? Ti becchi una denuncia.

Strana la vita del laureato record. Ti aspetti le lodi della commissione, le pacche sulle spalle, gli sfottò e i flash di amici e parenti e invece te ne torni a casa con una bella denuncia sul groppone.

Ti sei laureato troppo presto amico, così non vale.

È accaduto a Essen. Protagonista Marcel Pohl, ventidue anni, un lavoro in banca a Francoforte e tanta voglia di laurearsi. Così tanta che in poco meno di 20 mesi il teutonico cervellone ha superato la bellezza di 60 esami! Proprio così, 60!

Tre semestri al posto degli undici canonici. Probabilmente vi starete chiedendo: come diavolo ha fatto?

Ci dev’essere  sotto qualcosa. Non è umanamente possibile!

Nessuna furbata, invece. Tutto merito di un talento stupefacente che, tuttavia, pare non aver impressionato più di tanto i capoccioni dell’Università privata di Economia e Management di Essen.

Così dopo la gioia, ecco servita la stangata!

L’Ateneo ha, infatti, chiesto al ragazzo circa 3 mila euro di tasse! Quelle che Marcel, che non è più uno studente dall’agosto del 2011, pensava, chiaramente, di non dover pagare.

Allora perché questa denuncia? Semplice: perché il costo totale delle tasse da pagare deve essere uguale per tutti! E poco importa se sei un fulmine. Il debito va saldato! Senza se e senza ma.

Motivazione che non poteva certo andar giù al ventiduenne genietto, il quale non nasconde tutto il suo stupote per una faccenda tanto assurda da sembrare comica: “Quando è arrivata la denuncia credevo fosse falsa “.

Non fosse altro che per il fatto che “i piani di studio erano concordati con l’università. La bravura dovrebbe valere qualcosa”. Non certo una denuncia, aggiungerei.

Una vicenda davvero curiosa. Prima si esorta i giovani a lasciare il nido, a diventare autonomi, ritagliarsi una posizione e poi, sul più bello, scopri che sei troppo giovane per i concorsi pubblici, che se sei bravo sono fatti tuoi e che alla tua università importano solo i quattrini.

Uccidersi di studio ma per chi?

“Siamo da sempre contro gli studenti lenti negli studi – ha commentato Bernard Kraas, avvocato di Pohl – ma se qualcuno finisce in anticipo improvvisamente deve pagare. Non può essere giusto”.

Speriamo i giudici siano dello stesso avviso.

 

Fonte immagine: http://rajonipress.com

 

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