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26 agosto 2012

Spicca il volo a Firenze il centro di inanellamento formativo e ricerca

Spicca il volo a Firenze il centro di inanellamento formativo e ricerca
Spicca il volo a Firenze il centro di inanellamento formativo e ricerca

Spicca il volo a Firenze il centro di inanellamento formativo e ricerca

Spicca il volo a Firenze il “Centro di inanellamento formativo e ricerca per la gestione faunistica”: ecco di cosa si tratta.

Chi, passando da un canale all’altro, non si è mai imbattuto nelle immagini di instancabili anatre che sorvolano enormi distanze, o non ha mai seguito l’avventura del pinguino sulle coste dell’Antartide?

Seguendo un qualsiasi documentario sui volatili, viene naturale chiedersi da dove vengano quelle immagini in volo, come sia possibile, per uno studioso, seguire così da vicino animali tanto sfuggenti.

Quello che vediamo oggi, al cinema come su un libro di scienze, è spesso dovuto a una pratica vecchia più di un secolo: l’inanellamento dei volatili. La tecnica è basata sull’attribuire un’identificazione individuale a esemplari catturati, ai quali viene messo un semplice anello metallico alla zampa. Successivamente, l’esemplare viene nuovamente catturato, e fornisce importanti informazioni sulla sua vita, e soprattutto sugli spostamenti, monitorando per intero quattro fasi distinte: la migrazione primaverile, la riproduzione, la successiva migrazione autunnale e lo svernamento.

Il metodo segue quindi l’individuo durante tutto l’anno. L’inanellamento degli uccelli a scopo scientifico nacque in Danimarca nel 1889, per poi diventare una vera e propria tecnica di ricerca utilizzata in tutto il mondo, adattandosi anche alle dimensioni e alle abitudini delle diverse specie. Il metodo arrivò in Italia nel 1929, con il professor Alessandro Chigi, allo scopo di studiare le migrazioni. Da allora le reti di osservazione ornitologica si sono allargate, e continuano la ricerca anche su spazi più piccoli, ugualmente importanti e ricche di informazioni utili per la conoscenza dei volatili.

A questo scopo spicca il volo il “Centro di inanellamento formativo e ricerca per la gestione faunistica”, coordinato da AviFauna, e gestito volontariamente dagli studenti del corso di Laurea di Scienze Faunistiche, della Facoltà di Agraria di Firenze. L’Università di Firenze è l’unica a fornire questo corso di studi, che permette di formare specialisti della fauna selvatica.

Sarà proprio qui che verrà realizzato il progetto, in provincia di Firenze, a San Casciano, all’interno dell’azienda agricola Montepaldi: qui, un oliveto ormai abbandonato è diventato un’autentica, piccola riserva che attrae specie di avifauna migratrice, che il nuovo Centro si propone di seguire. Il merlo, il tordo bottaccio, il pettirosso e la capinera sono gli esemplari più controllati, tanto che sono già state eseguite due sessioni di cattura, una nel novembre 2011, e una nel successivo dicembre.

Sauro Giannerini, già noto tecnico faunistico e membro del Club del Colombaccio, coordinatore dell’omonimo progetto a livello nazionale, ha annunciato la felice idea e seguente realizzazione del progetto, partito pochi mesi fa, nel maggio 2012, allo scopo di estendere le catture e l’inanellamento a tutte le sessioni necessarie a controllare le abitudini dell’avifauna.

In questo modo il Centro unirà due obiettivi utili: offrire una più ampia scelta di dati a questo campo di ricerca, e fornire agli studenti dell’Università di Firenze di specializzarsi direttamente sul luogo, venendo a contatto non solo con numeri, testi, e statistiche, ma a faccia a faccia con l’ambiente naturale.

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