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6 agosto 2012

Nuovo ateneo valdostano, c’è il sì del Consiglio di Stato

Dopo l’ufficializzazione del contratto, mancava solo il responso del Consiglio di Stato. Che pochi giorni fa ha finalmente concesso il proprio avallo.

I lavori per la Nuova Università Valdostana (NUV) possono iniziare. E non è cosa da poco, tenuto conto delle solite difficoltà giudiziarie intercorse negli ultimi mesi in merito all’appalto.

L’accordo era stato siglato già ad inizio luglio con la Ediltecno Restauri Srl, azienda vincitrice della gara indetta dalla NUV (con base d’asta fissata a 21,9 milioni); si è reso tuttavia necessario attendere ancora qualche settimana, per via del ricorso al Tar presentato dalle due imprese giunte seconde.

Gozzo Impianti Spa e Arsis Costruzioni Spa hanno visto vanificati i propri sforzi nel momento in cui la richiesta di sospensiva è stata annullata dal Tar, lo scorso 20 giugno; in seguito, è toccato al Consiglio di Stato confermare la delibera del tribunale (3 agosto). È a questo punto attesa per il 17 ottobre l’udienza sul merito del ricorso.

In breve, il progetto va avanti. La Ediltecno sarà dunque incaricata della pianificazione esecutiva; l’azienda rappresenta un più vasto raggruppamento che comprende anche Valdostana Impresa Costruzioni srl, Carron Cav, Actis Alesina Srl e V.I.C.O. Srl.

Le cifre del contratto che la NUV ha stipulato con la Ediltecno si aggirano intorno ai 19 milioni di euro più Iva, al netto del ribasso d’asta.

Bruno Milanesio, amministratore delegato unico della NUV, si è detto assai lieto del fatto che la tabella di marcia sia stata fin qui pienamente rispettata; la progettazione esecutiva durerà tuttalpiù un paio di mesi, dopodiché ci si dedicherà concretamente allo step più importante, ovvero l’inaugurazione dei lavori (presumibilmente ad inizio settembre).

Il piano prevede una massiccia opera di riqualificazione, che interesserà le caserme Ramires e Battisti, nonché l’eliporto militare di Pollein; sarà allora che verranno gettate le fondamenta del nuovo polo universitario, da realizzarsi nell’area dell’ex caserma Testafochi.

 

fonte immagine: www.linkiesta.it

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