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22 agosto 2012

Plagio, il Time sospende Fareed Zakaria. Dopo le scuse pubbliche torna a lavorare

Il giornalista del “TimeFareed Zakaria, uno degli editorialisti di punta del settimanale, è stato sospeso per un plagio di 10 righe in un suo editoriale.

Il pezzo incriminato, Fareed Zakaria, famoso intellettuale stimato e apprezzato in America, l’aveva copiato dal New Yorker senza citare la fonte. Scrivendo della legislazione sulle armi nei diversi stati d’America, il giornalista ha riportato il pensiero della storica americana Jill Lepore, di 10 righe circa. Lo scandalo è venuto fuori quando il magazine conservatore Newsbusters lo ha scoperto.

Davanti all’evidenza, Zakaria si è scusato dicendo: “Ho commesso un terribile errore, di cui sono interamente responsabile. Me ne scuso senza riserve con Jill Lepore, la direzione di Time, e i miei lettori“.

La replica dei suoi datori di lavoro è stata dura, a differenza di quanto accade in Italia, dove esistono interi free-press composti da articoli per nulla originali, ma totalmente basati sul “copia-incolla”…

Il Time, accettando le scuse, ha commentato la vicenda con un comunicato stampa: “Il Time accetta le scuse di Fareed, ma ha violato gli standard che ci siamo dati per i nostri editorialisti, che prescrivono che il loro lavoro sia non solo fattuale ma originale. Non solo devono esserlo le loro opinioni, ma anche le parole con cui vengono espresse. Perciò sospendiamo la rubrica di Fareed per un mese, in attesa di ulteriore indagine“. La stessa posizione è stata sposata anche dalla Cnn, dove Fareed Zakaria collabora da anni.

Questo non è certo il primo caso di un provvedimento così duro in casi di plagio editoriale negli Stati Uniti. In Italia le cose vanno molto diversamente… Un esempio quasi divertente è quello delle finte interviste di Tommaso De Benedetti, poi diventate un genere letterario, oppure i falsi dei corrispondenti dall’estero, che non poche volte sono stati scoperti a rielaborare articoli da altri media, scrivendo anche di storie inventate o forzate, poichè lontane e poco verificabili.

Spesso in Italia i casi di plagio non vengono puniti con alcun provvedimento, e la diversità di trattamento per casi di plagio simili in Paesi diversi fa riflettere.

Per quanto riguarda Zakaria sia la CNN che il Time hanno annunciato che il giornalista ritornerà regolarmente a collaborare con le varie testate dopo una verifica interna, ma l’esilio pubblico è durato un mese.
Foto tratta da: www.theindu.com

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