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24 luglio 2013

Come diventare giornalista professionista secondo Enzo Iacopino

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Come diventare giornalista professionista

Come diventare giornalista professionista

Ecco come diventare giornalista professionista: intervista al presidente dell’ordine dei gionalisti, ODG Enzo Iacopino, dalla pratica da pubblicista all’esame di giornalista.

Come ogni audizione o concorso che si rispetti, anche l’esame da Giornalista pone al candidato la necessità di una preparazione vasta, dettagliata, versatile, capace di spaziare tra i campi più disparati.

L’esame da Giornalista e, quindi, da programmare e curare con scrupolo e perseveranza. È perciò fondamentale avere una chiara e definita routine di studio quotidiana rispetto alle due prove in cui l’esame da giornalista si compone.

Le difficoltà tipiche dell’esame da Giornalista sono di due ordini: formativo (non solo la conoscenza giornalistica, ma la stessa cultura generale dei candidati è spesso deficitaria) psicologica

Tensione emotiva, ansia, blocco dello scrittore sono infatti solo alcuni degli inceppi di cui tipicamente sono vittime gli aspiranti giornalisti alle prese con il fatidico esame.

Ecco come diventare giornalista professionista e giornalista pubblicista: 

  • 1) Praticantato o scuola di giornalismo
  • 2) Superamento dell’esame da giornalista
  • Fare il giornalista, anzitutto, significa conoscere bene la lingua italiana parlata e scritta. Premessa banale? Non proprio se tanti, purtroppo, sono coloro che, alla prova scritta, producono elaborati sgangherati e pietosi. Sconsigliamo, perciò, a chiunque sia digiuno di opportuna conoscenza e passione per la lingua italiana di incamminarsi lungo questa china. Per tutti gli altri, rispolverare la grammatica non può che essere un esercizio salutare.
  • Altra raccomandazione utile per come diventare giornalista professionista: curare la sintassi e lo stile certo, ma esercitiamo soprattutto la sintesi. Saper scrivere bene in italiano non significa essere dei virtuosi della penna o della tastiera, vuol dire piuttosto essere capaci di redigere, in tempi strettissimi, qualsiasi tipo di articolo in maniera chiara, comprensibile e diretta. Di più, significa presentare un punto di vista, sollecitare una riflessione del lettore. Il giornalismo non è pura informazione, ma è anche riflessione! Ecco perché si pretende dai futuri giornalisti abilità e professionalità assai diversificate.
  • Risolti i conti in sospeso con l’italiano e le sue regole veniamo allo studio vero e proprio per come diventare giornalista professionista. Avere un buon metodo di studio e scegliere i testi giusti rappresentano i due pilastri su cui poggia l’impegno dei futuri candidati. Sebbene la scadenza dell’esame di idoneità professionale sia piuttosto lunga, è sempre bene iniziare lo studio sin da subito. Più tempo avremo a disposizione, maggiori saranno le nostre chance di approfondire determinati argomenti sia su testi specifici indicati dall’ODG, sia attraverso pubblicazioni, articoli di settore e disposizioni normative. Non dimentichiamo, infatti, che tra prova scritta ed orale intercorre un arco di tempo spesso insufficiente ad una preparazione perfetta. Consigliamo, perciò, che lo studio di scritto e orale avvenga contemporaneamente. Soprattutto per imparare a gestire con flessibilità le fasi di stress e pressione emotiva. Schemi, mappe, grafici e quiz on line possono fare alla bisogna, ma rispetto a un esame universitario il candidato deve fare in modo da non omettere nulla e studiare il quanto più possibile per acquisire quante più informazioni utili alla buona riuscita del concorso.

Come diventare giornalista professionista: intervista al presidente ODG Enzo Iacopino

Per saperne di più su come diventare giornalista professionista e alle difficoltà che tradizionalmente lo accompagnano ed, insieme, riflettere sulle prospettive del giornalismo italiano al fine di trarre indicazioni e consigli utili agli aspiranti professionisti di domani, abbiamo raggiunto per voi la massima autorità in materia, Enzo Iacopino, Presidente del Odg Nazionale.

Dott. Iacopino. Anche quest’anno saranno numerosissimi i candidati che parteciperanno all’esame di abilitazione in programma a Roma il prossimo 15 ottobre. Per i tanti giovani aspiranti che coltivano questa passione/missione, può descriverci brevemente come si articola l’esame? Quali sono le difficoltà principali che generalmente i candidati riscontrano rispetto alle due prove?

“Non so quanti saranno a partecipare alle sessioni d’esame. Nell’ultimo periodo il numero degli aspiranti si è sensibilmente ridotto. Le prove sono tre: un articolo (partendo dalla scelta di una traccia su 16 – due per 8 argomenti diversi : interni, attualità, cronaca, economia, esteri, spettacoli, sport, moda) lungo 45 righe (da 60 battute); una sintesi di 30 righe tratta da un articolo pubblicato sui giornali del giorno; la risposta ad un questionario (sei domande: 3 di cultura generale e 3 di natura giuridico-professionale). La difficoltà è solo una: controllare l’ansia. Ovviamente occorre essere preparati.”

Come ci si prepara a questo importante appuntamento? Ci sono dei consigli, suggerimenti, raccomandazioni che si sente di fare ai candidati impegnati quest’anno nell’esame? Che ricordo ha del suo esame?

“Studiare sui testi che consigliamo (sul nostro sito Odg è presente un elenco di testi, nella sezione “esami”), leggere i quotidiani e i periodici. È un momento importante sul quale gravano mille tensioni (non ultima che ci si arriva quando abbiamo perduto la consuetudine con lo studio). Ero molto nervoso: c’era in gioco tanto, per me, anche per motivi personali.”

Praticantato pubblicista a come diventare giornalista professionista

Dal 1 gennaio 2014 per i pubblicisti si aprirà la possibilità di sostenere l’esame da professionista accedendo al praticantato d’ufficio. Parliamo dei cosiddetti “professionisti di fatto”.

Cos’è il praticantato d’ufficio e che importanza riveste questa novità?

“C’è un po’ di confusione. Il praticantato d’ufficio esiste da anni. Se ci riferiamo, invece, al “ricongiungimento”, si tratta di una opportunità offerta a quanti fanno questo lavoro da tempo, ma non riescono ad ottenere un contratto da praticante. Non sono nuovi colleghi che si inseriscono in un mercato difficile, sono colleghi pubblicisti sfruttati da anni in attesa di quel che non riuscirebbero ad avere: almeno la soddisfazione morale di diventare professionisti.”

Come diventare giornalista professionista oggi e com’è cambiata in questi ultimi anni la figura del giornalista professionista? Cosa si chiede al professionista che uscirà dai prossimi esami? Che profilo dovrà avere?

“La maggior parte dei giornalisti è ormai fuori dalla redazioni, affronta il lavoro con crescenti difficoltà, con compensi a tratti insultanti.

Per di più debbono essere pronti ad occuparsi di tutti i settori (le specializzazioni sono state di fatto cancellate) ed essere disponibile ad usare tutti i nuovi mezzi di comunicazioni.”

Lo sfruttamento dei giovani giornalisti rimane un’emergenza. Pensando alle “nuove leve”, come si viene fuori da questa vergogna?

“La schiavitù è abolita per legge. È stata necessaria una norma, quella sull’equo compenso, per creare condizioni che consentiranno di porre fine allo sfruttamento selvaggio dei giornalisti. Giovani di tante età, compensati con mancette per i loro articoli, trattati peggio di quanti raccolgono pomodori o di quelle povere donne che per pochi euro all’ora hanno perduto la vita in Puglia. Cinquanta centesimi per il web, due-tre-cinque euro per la carta stampata, vessazioni senza fine: questa è la fotografia della professione oggi. C’è una cosa che non capisco della politica. Ci sono leggi che perseguono il caporalato in agricoltura, cioè quelli che, nella mia Calabria, passano col pulmino per caricare lavoratori per raccogliere i pomodori per 25 euro al giorno. Perché non avviene nel mondo dell’informazione? In Italia ci sono giovani giornalisti costretti ad un caporalato indegno di un Paese civile. Ma i giovani giornalisti che si lasciano sfruttare sono complici perché se non ci fosse la loro complicità in primis non verrebbero pagati una porcheria.“

Consigli per come diventare giornalista professionista

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In Collaborazione con Matteo Napoli

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