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18 agosto 2012

Roma Ladrona? Maggiori evasori fiscali al Nord: Lombardia in testa

L’evasione fiscale “separa” il Nord dal Sud Italia. Secondo l’indagine della Krls Network of Business Ethics, le regioni del nord evadono di più rispetto a quelle del sud. Secondo le ultime stime, le imposte che mancherebbero all’appello sono 180,9 MLD di euro l’anno. Percentuale sempre in crescita che nel primo semestre del 2012 ha fatto registrare un incremento del 14,1%, collocando l’Italia tra i maggiori evasori fiscali in Europa.

L’economia sommersa (tutte le attività economiche che contribuiscono al prodotto intero lordo di un Paese, le quali non sono regolarmente registrate e tassate) raggiunge il 21% del PIL con 340 MLD di euro l’anno, peggio di Grecia, Romania, Bulgaria, Slovacchia e Cipro.

Questa la situazione dell’Italia nella geografia economico-politica dell’Europa. Se analizziamo la nostra condizione regionale, i dati si fanno ancora più interessanti: il gradino più alto del podio come maggior evasore fiscale è occupato dalla Lombardia (15,6%), a cui seguono Veneto (15,1%) e Valle d’Aosta (14,2%). La “Roma Ladrona” di cui tanto parla Umberto Bossi davvero non ha nessun modo di esistere in termini di evasione fiscale! La classifica prosegue con il Lazio (13,9%), Liguria (13,5%), Piemonte (13,4%), Trentino (13,1%), Toscana (12,6%), Marche (11,9%), Puglia (10,8%), Sicilia (10,6%), Emilia-Romagna (10,1%), Campania (8,2%) ed Umbria (7,1%).

Tirando le somme, le regioni del Nord-Ovest e quelle del Nord-Est presentano un’evasione fiscale maggiore tra Centro e Sud; ad evadere sono soprattutto grandi industriali, bancari ed assicurativi, commercianti e solo in piccole percentuali artigiani e lavoratori dipendenti.

Quali sono le maggiori cause dell’evasione fiscale? In primis bisogna parlare del lavoro in nero in continuo aumento tra italiani e stranieri; si stima che i lavoratori che rientrano in questa categoria siano 2,9 milioni di individui a cui si aggiungono altri cittadini che svolgono contemporaneamente il secondo o addirittura il terzo lavoro, il più delle volte passando inosservati al fisco.

L’economia criminale detenuta dalle organizzazioni di stampo mafioso con un’evasione pari a 78 MLD di euro l’anno, a cui si aggiunge la società di capitali che spesso dichiarano un reddito di molto inferiore a reale rendimento annuale e non versano le imposte e per raggirare i controlli del fisco, chiudono nel giro di pochi anni. Tale movimento provoca un’evasione pari a 22,4 miliardi di euro.

Situazione analoga che pesa sulle spalle dello Stato italiano sono le società che, quasi quotidianamente, trasferiscono il proprio ricavato in paesi privi di controlli sottraendo così al fisco 37,8 miliardi di euro l’anno. Infine, anche il singolo individuo (sia esso lavoratore autonomo o piccola impresa) contribuisce ad evadere per un totale di 8,2 miliardi di euro con mancanza di emissione di ricevute, scontrini e fatture.

Fonte articolo: http://affaritaliani.libero.it

Fonte foto: nottecriminale.wordpress.com

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