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23 agosto 2012

Scoperta la proteina-sentinella del Parkinson

Finalmente è stata scoperta la proteina-sentinella del Parkinson che, purtroppo solo in Italia colpisce ogni anno 10 mila persone. Questa malattia che è degenerativa, porta il malato alla rigidità del corpo, a movimenti meno coordinati e soprattutto lenti. Grazie però allo studio effettuato su topi, da un gruppo di ricercatori italiani dell’ Istituto Nazionale di Neuroscienze, Inn, coordinato da due grandi studiosi; Marina Pizzi e Pierfranco Spano, si è scoperta la proteina-sentinella, il cui ruolo sarebbe quello di difenderci dal morbo di Parkinson.

Questa proteina, la C-Rel, inoltre  ha il compito di proteggere i mitocondri, cioè le centrali energetiche che si trovano in tutte le cellule, anche quelle del cervello, dai radicali liberi. I dettagli di questa ricerca sono stati esposti nella rivista Brain e alla ricerca hanno collaborato anche altre Università italiane come: l’ Università di Brescia, Verona, Cagliari e  quella britannica di Cambridge e quella della Cornell University di New York. Inoltre, secondo i ricercatori dell’Inn, quando la c-Rel non funziona oppure non è prodotta, compaiono i tipici sintomi di questa malattia, quindi uno dei prossimi obiettivi della ricerca, sarà individuare una terapia farmacologica capace di attivare tale proteina che, sicuramente riuscirà  facile, ma sono stati già  individuati i vari step da dover seguire.

Innanzitutto occorrerà determinare le varie forme, dette polimorfismi, con cui si manifesta la mancanza della proteina-sentinella, c-Rel,  nelle persone affette dalla malattia, ma anche questo è un lavoro che già si sta iniziando, come anche afferma la ricercatrice Marina Pizzi, che ha l’appoggio  del San Camillo di Venezia. Il successivo step, sarà quello di riuscire ad individuare un sistema per poter esprimere diagnosi e riuscire ad individuare la giusta terapia farmacologica. Una scoperta del tutto eccezionale che potrebbe  risolvere tanti drammi che purtroppo esistono in tante famiglie.

Riuscirebbe anche  ad evitare tante sofferenze a questi poveri malati e anche a coloro che gli assistono, in quanto è struggente assistere ad una degenerazione della persona che ami. Sperando che si riesca a trovare una terapia farmacologica che possa rallentare o evitare o addirittura guarire dal morbo di Parkinson, i nostri complimenti vanno a tutti quei ricercatori e studiosi che sono riusciti ancora una volta a portare la scienza, la ricerca, a dei passi strabilianti  per migliorare la vita all’umanità.

 

Fonte foto http://www.senzaeta.it/

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