• Google+
  • Commenta
11 agosto 2012

Torino si decide: Pelizzetti rimane rettore

Dopo mille esitazioni e malumori, arriva dall’alto la risposta definitiva.

Sta ben saldo al vertice dell’Università torinese il rettore Ezio Pelizzetti, che amministra il proprio ruolo dal 2004 e avrebbe dovuto terminare il secondo mandato proprio quest’anno. Grazie a una nota del ministro Francesco Profumo, infatti, è stato stabilito in via legislativa, all’interno del decreto per la spending review, che i rettori non rinnovati possano prorogare il proprio mandato fino al 2013.

Il contenzioso è nato quando «la riforma dell’Università predisposta dalla ministra berlusconiana [Mariastella Gelmini] – approvata con la legge 240 del 2010 – ha introdotto per i rettori il mandato unico, di sei anni di durata, non rinnovabile. […] La riforma ha stabilito che il mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello [nuovo] statuto è prorogato fino al termine dell’anno accademico successivo. È sulla parola “adozione” che s’è acceso il dibattito. Qual è il momento dell’adozione? Quello dell’approvazione del nuovo statuto da parte del Senato accademico dell’Ateneo o quello (successivo) dell’approvazione dello statuto da parte del Ministero?». Con Profumo si è stabilito che il momento a cui far riferimento per la decadenza dei rettori in carica sia l’ultimo tra quelli elencati, ovvero quello dell’adozione definitiva all’esito dei controlli ministeriali, mettendo così a tacere tutti i malumori che da mesi si agitavano per gli edifici del rettorato.

Ricorda il collega Francesco Ienco che «da tempo nel Senato [accademico dell’Università di Torino] si avvertiva il desiderio di respirare aria nuova e si paventava un ricambio generazionale, quasi “suggerendo” al Rettore di farsi da parte spontaneamente. Ma Pelizzetti da quell’orecchio non ci ha mai sentito; ed anzi, ha alimentato ulteriormente i malumori durante la seduta dello scorso 23 aprile, presentando un “calendario” degli adempimenti in cui non era inserito alcun riferimento ad eventuali elezioni».

Nell’incertezza generale, 14 docenti si sono fatti avanti e hanno inviato una lettera al Rettore, firmata tra gli altri dal preside di Scienze politiche Fabio Armao e dall’ex preside di Economia Sergio Conti, nella quale si legge: «È nostra convinzione che sia urgente un vero rinnovamento dell’ateneo, che questa fase di proroga che ci ha coinvolto tutti debba cessare al più presto, e che alle elezioni del nuovo Senato e all’avvio delle procedure per la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione debba seguire immediatamente l’elezione del nuovo rettore (l’art. 95 dello Statuto prevede espressamente che al “nuovo rettore” siano presentati, per la nomina, i candidati esterni al Consiglio di amministrazione); è nostra convinzione che i compiti, diversi e più ampi, che sono demandati al nuovo rettore debbano essere assunti da qualcuno che è stato eletto a tale scopo, e secondo le regole del nuovo Statuto. È nostra convinzione che l’art. 48 dello Statuto, che per espressa indicazione del ministero prevede che il rettore sia in carica per sei anni, e non per sei anni accademici, non ancori necessariamente l’inizio del mandato del rettore all’inizio di un anno accademico».

Tra i firmatari, il giurista Raffaele Caterina è stato tra i più categorici: «È urgente una riflessione su questa scadenza: rischiamo di trovarci per un anno in un limbo molto complicato da gestire, con un Senato Accademico nuovo e un Consiglio d’Amministrazione vecchio che potrà essere rinnovato solo dopo l’insediamento del nuovo rettore».

Ed è stato proprio Caterina a riprendere in mano le redini del gioco quando sembrava che persino la lettera fosse caduta invano, e lo ha fatto il 10 luglio, presentando una «mozione che consente di abbreviare le pratiche per la nomina del prossimo Rettore. […] si prevede che già entro dicembre o gennaio Pelizzetti dovrà cedere il testimone al suo successore. L’esito del voto è un segnale inequivocabile: la mozione è infatti passata con una maggioranza “monstre” (addirittura un solo voto contrario); non soltanto il corpo docenti, ma anche tutti i ricercatori hanno deciso di far fronte comune affinché il ricambio ai vertici dell’ateneo possa finalmente realizzarsi».

A calmare le acque ci ha quindi pensato il ministro Profumo, che ha inserito la nota ad hoc per rasserenare un poco gli animi. Se Pelizzetti può quindi rimanere sulla sua poltrona un altro anno e traghettare in porto il nuovo statuto, gli altri pensano già a estrarre nomi dal cappello: per ora si vocifera di una possibile candidatura di Anna Maria Poggi, professoressa di Istituzioni di diritto pubblico, di Gianmaria Ajani, che insegna Diritto privato comparato, e di Vincenzo Ferrone, che ha la cattedra di Storia moderna.

(fonte fotografia: tavpiemonte.blogspot.com)

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy