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12 giugno 2012

Università: basta con i rettori a vita

Sarà presentata presso la Sala delle Conferenze Stampa della Camera dei Deputati il prossimo 14 giugno la lunga lista che raccoglie le firme dei professori appartenenti a diverse università italiane che lamentano la  “fissa dimora” di molti rettori.

Con una petizione online sono 150 i docenti che mirano a denunciare il fenomeno che vede la presenza in seduta stante di rettori al potere da cinque anni se non di più.

Secondo alcuni, la notizia, apparsa sulle pagine del Corriere della Sera, sarebbe tutta una farsa per aggirare la legge Gelmini.

L’ex ministro dell’Istruzione aveva già provato a “staccarli” dalle poltrone tentando di applicare la legge 240, con pessimi risultati. Una riforma ne prevedeva la proroga di un anno, ma ora, con una nota del Miur, il prolungamento raddoppia ed estende il mandato di un ulteriore anno.

In questo modo i rettori che avrebbero dovuto passare il testimone nel 2011, rimarranno attaccati alla poltrona del rettorato fino al 31 ottobre 2013.

Tutto ciò ha scatenato una serie di rivolte interne agli atenei generando anche dissertazioni dei Cda, è questo il caso di Verona oppure quello dell’Aquila, dove l’avvocatura dello Stato si è rivolta al  Tar dopo il cortocircuito tra il rettore e il decano per la convocazione delle nuove elezioni.

Il governo, dal conto suo, prende le redini della situazione e l’attuale ministro dell’Istruzione Profumo ribadisce che “è la stessa legge Gelmini a contemplare la possibilità di proroga dell’incarico di rettore, allo scopo di mantenere un elemento di continuità con la gestione pre-riforma”.

Il ministro Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino, riferisce che alcuni rettori, pur essendo nelle condizioni di poterne approfittare, hanno deciso di “rinunciare all’ulteriore proroga di un anno” sottolineando che è la stessa fase transitoria della riforma in cui ci troviamo a richiedere cautela e quindi ad incentivare le proroghe.

La stessa posizione viene avallata dal presidente della Crui Mancini, il quale citando il capo di gabinetto del Miur, Luigi Fiorentino riporta le sue stesse parole: “la disposizione transitoria prevista dalla legge – scrive il funzionario – si riferisce ai rettori in carica al momento dell’adozione definitiva dello statuto volta a recepire i rilievi formulati dal Ministero sui testi statuari. Di conseguenza, qualora l’adozione definitiva dello statuto sia stata deliberata nel corso dell’anno accademico 2011-2012, il mandato del Rettore avrà scadenza nel 2012-2013”.

 

 

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