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5 settembre 2012

Artico: militanti Greenpeace anti-trivelle Gazprom

Attivisti Greenpeace manifestano davanti alla sede della Gazprom a Mosca, contro i progetti della multinazionale di perforare l’Artico in cerca di petrolio.

 

MOSCA, 5 SET: fermati davanti alla sede della Gazprom dieci attivisti di Greenpeace, in seguito ad una manifestazione pacifica non autorizzata. L’azione ha visto coinvolti alcuni sostenitori dell’associazione ambientalista, travestiti da orso polare, per protestare contro l’attività di perforazione del sottosuolo artico ad opera della multinazionale del petrolio russa Gazprom.

 

Greenpeace, già altre volte aveva ostacolato le operazioni della piattaforma petrolifera Prirazlomnaya. Lunedì 27 Agosto 2012, sei attivisti ed un dirigente Greenpeace, Kumi Naiddo, si erano incatenati all’ancora dell’imbarcazione Anna Akhmatova, una nave adibita al trasporto degli operatori della piattaforma Prirazlomnaya. In tal modo, riuscirono ad impedire all’imbarcazione di salpare verso la gigantesca piattaforma russa.

“Ribellione Artica”, orsi polari contro le multinazionali del petrolio. L’obbiettivo dell’operazione di Greenpeace, così denominata, è di chiedere alla Russia di abbandonare i piani di perforazione petrolifera in Artico.”La Prirazlomnaya – a quanto si apprende da www.greenpeace.orgè la prima piattaforma petrolifera permanente nel Mare Artico, simbolo dell’avanzamento dell’industrializzazione in quest’area incontaminata. La fase costruttiva della piattaforma è quasi terminata e la Gazprom non vede l’ora di iniziare le operazioni di trivellazione. Diventerebbe così la prima compagnia petrolifera a produrre petrolio in Artico. L’azione di oggi segue il blocco di quindici ore della piattaforma petrolifera della Gazprom avvenuto due giorni fa al largo della costa nord orientale russa.”

L’associazione schierata in favore dell’ambiente ribadisce le proprie convinzioni in merito alle perforazioni petrolifere in Artico, con il progetto “www.savethearctic.org“,campagna internazionale in difesa dell’Artico, denuncia “Una nuova corsa al petrolio nell’Artico sta per cominciare. Shell, BP, Exxon, Gazprom e gli altri sono pronti a correre il rischio di una devastante fuoriuscita di petrolio nelle acque dell’Artico per sfruttare riserve che valgono tre anni di consumi globali di petrolio.

Questa volta gli attivisti provenienti da Russia, Germania, Austria, Polanda e Ungheria, travestiti da orsi, hanno inscenato un ‘santuario artico’, posto proprio di fronte all’ingresso dell’azienda. La manifestazione non autorizzata è stata bloccata dagli agenti della polizia che hanno tratto in arresto alcuni “orsi” e deposto i maxi striscioni in russo e in inglese: ‘Gazprom sta uccidendo l’Artico’.

 

 

 

FONTE IMMAGINI:

www.savethearctic.org
www.greenpeace.org

en.rian.ru

 

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