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5 settembre 2012

Gli etruschi e gli antichi umbri oggi si studiano sul web

Il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Ateneo di Perugia, grazie al professore Stefano Bistarelli, in collaborazione con l’Istituto di studi etruschi della Facoltà di Lettere e Filosofia, ha sviluppato Celia (http://celia.dmi.unipg.it), un motore di ricerca e un data base online che consente agli studiosi di raccogliere in un corpus digitale le iscrizioni etrusche e sabelliche e di ricercarle con metodologia avanzate.

Per la creazione del data base di Celia è stato scelto l’open source Lucene, generando nuovi file di configurazione per la lingua etrusca e, separatamente, per l’Osco-Umbra e Italica, fino a giungere definire, per quanto possibile, una grammatica dell’etrusco e un piccolo dizionario: un obiettivo ambizioso, perché in questa lingua molte delle conoscenze sono solo ipotizzate (la struttura delle frasi, la grammatica, la sintassi, i significati stessi delle parole sono spesso ignoti). I nuovi moduli interpretativi così creati saranno messi a disposizione per il riuso in Lucene e l’eventuale applicazione ad altre lingue morte.

“L’accesso alla banca dati epigrafica da parte degli studiosi di università e centri di ricerca che ne richiedano l’accesso avviene via internet, in forma libera e gratuita – sottolinea il professor Bistarelli -: essi potranno sia inserire i testi delle epigrafi studiate, grazie ad una tastiera virtuale con tutti i caratteri necessari a traslitterare gli antichi testi, sia consultare l’intero corpus”.

Celia è stato finanziato dal progetto  FLOOS 2010: “Software open source per la gestione dell’epigrafia dei corpus di lingue antiche”

 

Foto: Università studi Perugia

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