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17 settembre 2012

La violenza spagnola

Come più volte è stato riportato in articoli di denuncia su violenze e maltrattamenti su cavalli, appaiono infinite le modalità con le quali ciascuna cultura o popolo della terra, sembra trarre utilità varie, dalla sofferenza degli equini, nelle sue differenti sfaccettature. L’aspetto che però colpisce il ricercatore; è che maggiormente si scava infondo al marasma informativo, e maggiormente sono gli atti e  il materiale che affiorano come un fiume in piena.

Ricordiamo che il nostro personalissimo viaggio nella “terra delle violenze sui cavalli” ha attraversato sostanzialmente tutto il globo, affacciandosi alla più diverse discipline sportive, ai più diversi eventi e manifestazioni… rintracciando però nella matrice culturale le più interessanti fenomenologie di natura barbarica. Si dice ciò a frante dell’altissimo paravento ideologico dietro il quale, con la pretestuosa affermazione << è una tradizione!! >> si celano le più variegate forme di violenza difficili da estirpare!

Oggi ci troviamo in Spagna, precisamente in Galizia, dove una festa popolare attrae ogni anno spettatori e turisti da ogni parte del mondo. La “festa” si chiama Rapa das bestas e come troppo spesso accade, il pubblico vuole vedere in determinate circostanze lotta, adrenalina e spettacolo! I più coraggiosi e valorosi della zona si dividono in gruppi e vanno in cerca dei cavalli per la montagna. Una volta individuati, i cavalli vengono circondati e indirizzati verso il paese. Qui vengono rinchiusi i vere e proprie arene sovraffollate. Qui si inizia il taglio dei crini. A questo scopo sono necessari due aloitadores (tosatori) presso la testa dell’animale e un altro presso la coda.

Uno dei giovani che si occupano della testa cerca prima di montare a cavallo, mentre quello che si trova sulla coda tenta di sbilanciarlo. L’altro aloitador sulla testa cerca quindi di fare altrettanto e obbliga il primo a scendere. Si tratta di manovre complicate con cui l’animale viene tosato in un’autentica lotta corpo a corpo. A far da apri fila emozionale naturalmente è l’atmosfera di panico e di terrore che si trasmette da cavallo a cavallo, sopratutto perché ci riferiamo a soggetti nati e cresciuti allo stato brado, dove non è minimamente contemplato il contatto umano nemmeno da lontano!

Il video qui di seguito mostra esplicitamente la folla festante per lo spettacolo che i poveri cavalli sono costretti involontariamente ad offrire… lasciandoci ancora una volta il dubbio di come, grandi culture e grandi popoli possano ancora nella cosiddetta “epoca moderna” , perpetrare incomprensibili tradizioni di diversissima natura, ma quasi sempre accomunati da violenza e terrore. Anche noi italiani siamo ahimè abituati a tali scenari non di certo gratificanti, per bacini culturali che hanno nei tempi passati dato sfoggio di grandi rivoluzioni intellettuali e culturali. Che in realtà ci sia un processo a doppia via, individuando un binario parallelo per progresso scientifico e progresso barbarico? Di certo sono palesi i fenomeni nei quali ancora una volta la vittima è sempre la stessa, dove un grande corpo forte e vigoroso, nasconde in realtà un’anima nobile, sensibili e fragilissima. Ma non curanti di ciò attenderemo anche noi le festose orde di turisti affollare le piazze di pali e corse in centro città!

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