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12 settembre 2012

Sepsi: prevenzione e cura

Giovedì 13 settembre alle 10, nell’aula magna dell’A.O.U. “Policlinico – Vittorio Emanuele” di Catania, Presidio ospedaliero “Gaspare Rodolico” (via Santa Sofia 78), in occasione della Giornata mondiale della Sepsi, si terrà una conferenza dal titolo “La prevenzione è meglio della cura”.

Durante l’incontro, organizzato dall’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico di Catania e dalla Scuola di specializzazione diretta dal prof. Antonino Gullo, con il patrocinio dell’Assessorato regionale della Salute, dell’Università di Catania, della Mediterranean School of Intensive and Critical Care Medicine e della World Federation of Societies Intensive and Critical Care Medicine, importanti esperti si confronteranno sulle nuove tecniche di prevenzione e di trattamento della sepsi e della disfunzione d’organo.

La setticemia (o sepsi) è una complicazione potenzialmente letale di un’infezione. Può colpire chiunque, però è più frequente e più pericolosa negli anziani e nei pazienti che hanno problemi al sistema immunitario. La sepsi si verifica quando le sostanze chimiche che entrano in circolo per combattere l’infezione scatenano un’infiammazione diffusa in tutto l’organismo; questa infiammazione crea trombi microscopici che possono impedire alle sostanze nutritive e all’ossigeno di raggiungere gli organi, provocandone l’esaurimento: se la sepsi peggiora e si trasforma in shock settico (shock setticemico), la pressione diminuisce improvvisamente e può verificarsi il decesso del paziente.

Potenzialmente qualsiasi tipo di infezione può provocare la setticemia, anche se le cause infettive più frequenti sono la polmonite e le infezioni addominali, renali e del sangue (batteriemia).

La conferenza si aprirà con gli indirizzi di saluto della prof.ssa Marinella Astuto e del dott. Fortunato Stimoli, rispettivamente associato di Anestesiologia dell’Università di Catania e dirigente medico  anestesista rianimatore al Policlinico di Catania. Introdurrà i lavori il prof. Gullo.

 

Foto: www3.unict.it

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