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26 settembre 2012

Sri Lanka: studenti e docenti in marcia contro il governo

Quattro giorni di marcia per chiedere una riforma del sistema universitario nazionale. È questa l’iniziativa di circa 5.000 studenti e professori srilankesi, organizzata dalla Futa (Federazione delle associazioni dei docenti universitari) per protestare contro il governo del Paese, disattento ai problemi ed ai bisogni del mondo universitario.

Da mesi perdura il braccio di ferro tra docenti e governo senza mai giungere ad una conclusione.  Lo scorso Aprile, la Futa ha presentato in via ufficiale al Presidente Mahinda Rajapaksa e al ministero dell’Istruzione una serie di richieste, tra cui l’assegnazione del 6% del Pil al settore dell’istruzione (attualmente ne viene dato solo l’1,9%), una garanzia dell’indipendenza degli atenei da ogni forma di influenza politica ed un aumento dello stipendio ai docenti del 20%.

Non avendo ricevuto risposta dal governo, il 4 luglio scorso i docenti hanno iniziato a scioperare. In seguito al perdurare dello sciopero, che ad oggi deve ancora essere interrotto, il 21 Agosto scorso il governo ha deciso di chiudere a tempo indeterminato tutte le università: una scelta che ha fatto molto discutere nel Paese, perché rischia di minacciare il diritto di istruzione che possiede ogni studente.

Al contrario gli studenti si sono schierati dalla parte dei docenti per continuare la protesta. Allo stesso modo hanno fatto attivisti ed altri componenti della società civile. Da questo momento sono state organizzate diverse manifestazioni, come quella del 23 Agosto scorso a cui hanno preso parte oltre 3.000 persone, come riportato in questo articolo.

Non è servito a trovare una soluzione alla questione neanche l’intervento dei leader religiosi srilankesi, che hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui si chiede alle parti in causa di riportare l’attenzione sugli studenti universitari, vera risorsa del Paese, e non sul diverbio in sé, perché a rimetterci in primo luogo sono proprio i giovani desiderosi di studiare.

La marcia è l’ultima mossa, in ordine cronologico, della Futa per farsi ascoltare. Partita il 24 da Galle Fort, a sud dello Sri Lanka, dura quattro giorni. Il 28 infatti i contestanti, dopo aver percorso 110 km) arriveranno a Colombo, città più grande ed economicamente importante nonché ex capitale del Paese, dove avrà luogo un’ulteriore manifestazione di protesta che molti si auspicano essere quella determinante nella risoluzione del conflitto.

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