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3 settembre 2012

Studenti in nero, informare per regolarizzare!

La vita degli studenti fuori sede è notoriamente assai più incasinata rispetto ai colleghi che l’università ce l’hanno a pochi chilometri da casa.

Ci sono sveglie da puntare prima che canti il gallo, pullman/treni/metropolitane da non lasciarsi sfuggire per nessun motivo…oppure, in molti casi, pesanti affitti da pagare.

Ed è qui che spesso sta l’inghippo; perché se da un lato ci sono i “desperados” disposti a tutto pur di trovarsi una sistemazione, è altrettanto vero che c’è chi non aspetta altro per riempirsi le tasche e/o evadere a cuor leggero.

Le conseguenze di questo tira e molla sono evidenti in un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma (autore Nicola Andreatta), che fa il punto di una situazione divenuta sempre più insostenibile per i diretti interessati.

Ad andarci di mezzo, peraltro, sono quasi sempre gli studenti “in nero”, costretti a fare di necessità virtù afferrando al volo qualsiasi possibilità gli si presenti a portata di mano, indipendentemente dalle valutazioni a lungo termine.

Inutile specificare che si tratta in assoluto della categoria meno tutelata, perchè si fa presto a trovare un padrone di casa “figlio di buona donna”, pronto ad approfittare di ogni occasione per spillare al malcapitato di turno un po’ di quattrini senza offrire in cambio alcuna garanzia.

Fortunatamente, non tutti sembrano intenzionati a mandare giù il boccone ed accettare i soprusi senza battere ciglio; ed anzi, non mancano i temerari che hanno deciso di combattere la loro crociata sino in fondo, magari ricorrendo a vie legali.

Nella fattispecie, i giovani affittuari hanno più di un motivo per ostentare ottimismo; a maggior ragione da quando è saltato fuori il fantomatico decreto legislativo 23/2011, altrimenti noto come “cedolare secca”.

Si tratta di una specie di norma “salva inquilini”, che comporterebbe una serie di interessanti agevolazioni; tra queste, riduzione del canone per chi segnala un contratto di locazione non registrato, con annesso obbligo di regolarizzazione del contratto stesso da parte del locatario.

In breve, anche per gli ultra-tartassati inquilini esisterebbe un’arma efficace cui far ricorso contro gli approfittatori. E diversi studenti dell’università di Parma già promettono battaglia. Tra coloro che hanno deciso di impugnare la norma per coprirsi le spalle, la 24enne Sara P., residente in via Milazzo: “Appena trovo il coraggio vado all’Agenzia delle entrate. La gente dovrebbe sapere quali sono le proprie armi di fronte a chi non rispetta i diritti altrui”.

Già, perché il nemico da temere, in questi frangenti, diventa la carenza di informazioni: chi meglio riesce a documentarsi, più possibilità ha di difendersi. Altrimenti il rischio concreto è di fare la fine del povero Mirko S., 22enne bresciano costretto ad alzare bandiera bianca “chinando la testa e facendo finta di niente” di fronte al perentorio rifiuto del padrone di casa alla richiesta di regolarizzazione. Per non parlare dei 5 studenti bolognesi che lo scorso febbraio cercarono di far valere il decreto presso un semplice intermediario, salvo essere denunciati per occupazione abusiva dal vero locatario e cacciati di casa.

Informarsi il più possibile, dunque, ed evitare di nascondere la testa sotto la sabbia. È anche il consiglio di Emanuela Betti Pico, responsabile del Sunia (sindacato inquilini) per la provincia di Parma. Poiché sarà anche vero che “la situazione è migliorata molto, un tempo gli affitti in nero erano la prassi”, ma a giudicare dall’esubero di studenti privi di contratto regolare (il Sunia stesso ne segnalava tempo fa 1 milione e mezzo in tutta Italia) è bene che ci si dia un’ulteriore svegliata.

 

fonte immagine: http://gomonopoli.it

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