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9 settembre 2012

Sulle frequenze dell’ebraicità

Da ieri e fino a mercoledì Roma sarà teatro dell’ incontro tra la cultura ebraica e la romanità circondata dalle stesse mura che l’ hanno obbligata, nella zona del Vecchio Ghetto Demolito a Roma.

La quinta edizione del  Festival internazionale è “Oltre i confini” secondo le linee di  chi ne ha attribuito il titolo. Curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, il Festival sarà sviluppato su molteplici matrici che avranno come radice comune la cultura ebraica e l’ intento di diffondere un pizzico del suo sentore a coloro che da spettatori saranno pronti ad accoglierlo, avvolti nel fascino di una cultura altra.

La  letteratura sarà al centro della manifestazione ma la kermesse si allargherà  attraverso  spettacoli teatrali, arte contemporanea, danza e musica, come a ricreare un microcosmo. Non poteva avere incipit migliore quale la  Notte della Cabbalà l’ apertura del Festival. Marek Halter,  scrittore pittore, intellettuale, regista si fa cantore dei confini dell’ ebraicità narrando la propria vita e ripercorrendo l’ erranza ebraica imperitura.

Musica ed esaltazione della cultura ebraica faranno ad esso da seguito e da cornice. La manifestazione prosegue infatti domenica con  narrativa e workshop che coinvolgano anche i più piccoli. Gli scrittori avranno allora il compito di diffondere la loro percezione letteraria, non prescindendo dall’ ebraicità e trasmettendo la loro linea di confine fatta di parole che siano insieme laiche  e religiose, dissacranti e frustrate dalla storia. Le parole, le immagini e le note serviranno ad allietare un senso di profonda peregrinazione ed introspezione religiosa che fanno di una cultura così antica ornamento e privilegio per le altre.

Rami Meiri quale autore delle immagini del festival presenterà lunedì a “Palazzo della cultura” la sua produzione. Il Palazzo della cultura sarà  uno dei centri motori del festival e salotto d’ interviste ad autori quali Charley Rosen, Yoram Kaniuk, Lia Levi, Savyon Liebrecht.

Nella data conclusiva, mercoledì 12 settembre, il festival proporrà l’incontro tra la giornalista Paola Saluzzi e lo scrittore israeliano Etgar Keret, per poi chiudere con uno spettacolo teatrale dedicato a due donne che hanno fatto e raccontato la Storia: Oriana Fallaci e Golda Meir. La chiusura sarà quindi simbolo dell’ inizio, quello di un omaggio all’ ebraicità , di un’ esaltazione di essa senza mezzi termini ma con un’ offerta spontanea verso un pubblico curioso e con una promessa ed un ringraziamento a coloro che hanno esaltato la storia per non dimenticarla ed impreziosirla di note e di colore.

 

fonte foto: 2night.it

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