Transatlantic Trends 2012

Redazione Controcampus 12 Settembre 2012

WASHINGTON (12 settembre 2012) – L’undicesima edizione dell’indagine annuale Transatlantic Trends presentata oggi rivela che in Europa l’opinione pubblica continua ad apprezzare la politica estera del Presidente Obama e che il suo sfidante alla Casa Bianca, Mitt Romney, è sconosciuto ai più nel Vecchio Continente.

Transatlantic Trends 2012 (www.transatlantictrends.org) indica inoltre che l’82% degli europei esprime un giudizio positivo nei confronti di Barack Obama. Riguardo a Mitt Romney, lo sfidante repubblicano di Obama nella corsa alla Casa Bianca, il 38% degli europei dichiara invece di non sapere o preferisce non rispondere, il 39% esprime un’opinione negativa e il 23% esprime un’opinione positiva.

Sia negli Stati Uniti che in Europa l’indagine evidenzia, inoltre, che nonostante la crisi economica, il 61% degli europei continua a ritenere positivo l’effetto dell’appartenenza all’UE sull’economia nazionale. Di contro, la moneta unica trova scarso sostegno: ben il 57% degli europei ritiene che l’effetto dell’euro sull’economia nazionale sia stato o sarebbe deleterio. Rispetto alla possibilità che il proprio paese esca dall’euro, un intervistato su quattro in Spagna (27%) e Germania (26%) si dichiara favorevole. Il 52% degli europei approva la gestione della crisi economica da parte del Cancelliere tedesco Angela Merkel, ma emerge uno scarto netto tra nord e il sud dell’Europa. I consensi più elevati si registrano, infatti, in Francia (64%), Germania (63%) e Svezia (61%), mentre prevalgono i giudizi negativi in Italia e Spagna (63%) e in Portogallo (61%), tre dei paesi più colpiti dalla crisi.

Transatlantic Trends è un’indagine annuale che misura l’opinione pubblica negli Stati Uniti e in Europa. Le interviste sono state condotte da TNS Opinion tra il 2 e il 27 giugno 2012 negli Stati Uniti, in Turchia, in Russia e in 12 paesi dell’Unione Europea: Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Regno Unito. L’indagine è un progetto congiunto del German Marshall Fund of the United States (GMF) e della Compagnia di San Paolo, con la collaborazione della Fundação Luso-Americana, della BBVA Foundation, della Communitas Foundation, del Ministero degli Affari Esteri di Svezia e delle Open Society Foundations.

“I risultati dell’indagine indicano che, chiunque sarà il nuovo presidente americano, la comunità transatlantica dovrà affrontare sfide molto concrete”, afferma il Presidente del GMF Craig Kennedy. “Transatlantic Trends mostra che esiste un sentimento comune riguardo alla Siria, all’Iran e alla crisi economica che potrà favorire la collaborazione.” “Il Rapporto TT di quest’anno – nota Sergio Chiamparino, Presidente della Compagnia di San Paolo – traccia un quadro delle relazioni transatlantiche in buona salute; ma se guardiamo all’Europa, e in particolare alla sfera economica, emergono segni meno incoraggianti: le forti divergenze tra paesi del Nord e del Sud della UE, il crescente disagio per la crisi economica che diventa sfiducia nei governi, il netto aumento, in Italia e altrove, di chi ritiene che essere parte dell’Unione e dell’Euro abbia effetti negativi. I leader politici su entrambe le sponde dell’Atlantico dovranno prestare grande attenzione a questi temi, ancor più alla luce del giudizio negativo sulla equità del sistema economico registrato un po’ ovunque in Europa”.

ECONOMIA ED EURO-CRISI 
Nell’UE il 65% degli intervistati dichiara di sentirsi direttamente colpito dalla crisi economica, dato in aumento rispetto al 61%, e la percentuale sale al 79% negli Stati Uniti. La maggioranza degli americani (52%) dichiara di non apprezzare le misure adottate dall’Amministrazione Obama in ambito economico e il 56% degli europei non è soddisfatto delle misure mese in atto dal proprio governo. E’ nei paesi europei più duramente colpiti dalla crisi che si registrano le percentuali più elevate di scontento in tal senso: Spagna (73%), Italia (66%) e Portogallo (65%). In Russia l’opinione pubblica si divide tra chi giudica positivamente la politica economica del governo (46%) e chi non la condivide (46%).

La metà degli europei (50%) si dichiara favorevole a eventuali nuovi tagli alla spesa pubblica, percentuale analoga a quella dello scorso anno. Anche gli americani (58%) sono favorevoli a ulteriori tagli alla spesa pubblica. Riguardo alla natura più o meno equa del sistema economico del proprio paese, tre europei su quattro (76%) affermano che i benefici sono riservati a una ristretta minoranza, opinione condivisa anche dal 64% degli americani.

RELAZIONI TRANSATLANTICHE E IL PRIMO MANDATO DI OBAMA
Nonostante un livello di popolarità ancora elevato, il Presidente Obama perde consensi in Europa rispetto al 2009: se il gradimento della sua politica estera perde appena tre punti percentuali negli USA (dal 57% and 54%), il calo in Europa raggiunge i 12 punti (dall’83% al 71%).

Le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico restano stabili: il 63% degli americani (rispetto al 71% nel 2011) e il 66% degli europei (rispetto al 68% dello scorso anno) reputano che USA e UE abbiano in comune valori tali da permettere la cooperazione in ambito internazionale. Riguardo a specifiche scelte di policy, sia in USA che nell’UE Obama riscuote i consensi più elevati nella lotta al terrorismo (rispettivamente 66% e 71%), mentre da Turchia e Russia emerge un’opinione molto più critica (rispettivamente 32 e 38% dei consensi).

LE PRESIDENZIALI 2012 
Il presidente Obama non gode in patria della stessa popolarità che si registra in Europa: la maggioranza degli americani (57%) esprime nei suoi confronti un giudizio positivo, il 40% esprime invece un’opinione negativa. Negli USA prevale nei confronti di Romney un giudizio negativo (49%). Se gli europei potessero eleggere il prossimo Presidente americano, il 75% voterebbe per Obama e appena l’8% per Romney.

SICUREZZA TRANSATLANTICA
Se persiste uno scarto tra le due sponde dell’Atlantico su alcuni punti relativi alla sicurezza, l’indagine rivela però che UE e Stati Uniti continuano a ritenersi alleati imprescindibili. Quasi due terzi degli europei (61%) affermano che gli Stati Uniti sono più importanti per gli interessi del proprio paese rispetto all’Asia. In maniera analoga, il 55% degli americani ritiene che l’Europa rivesta un ruolo più importante per gli interessi degli USA rispetto all’Asia, dato che segna un’inversione di tendenza rispetto al 2011, quanto gli americani tendevano a giudicare prioritaria l’Asia. Nonostante in seno alla NATO il dibattito sulla ripartizione degli oneri militari (“burden-sharing”) resti ancora aperto, in UE la maggioranza (58%) dichiara di continuare a ritenere la NATO “essenziale” per la sicurezza, sebbene il numero di americani che condividono la stessa opinione sia sceso di 6 punti percentuali attestandosi al 56%.

Tutti i paesi hanno espresso preoccupazione riguardo al programma nucleare in Iran, ma le opinioni differiscono su come evitare che Teheran acquisisca un arsenale nucleare. L’80% degli europei e il 79% degli americani si dicono preoccupati all’idea che l’Iran acquisisca un arsenale nucleare, entrambi i dati sono in aumento rispetto allo scorso anno. Anche il 61% dei russi si dichiara preoccupato. In Europa (34%) e in Russia (33%) prevale la convinzione che gli incentivi economici rappresentino la strada da percorrere, mentre il 32% degli americani opterebbe per le sanzioni economiche. Sebbene americani ed europei assumano posizioni divergenti nel giudicare gli interventi militari in Iraq e Afghanistan, emerge una maggiore affinità riguardo alla Libia. Prevale, infatti, sia negli Stati Uniti (49%) che nell’UE (48%) l’opinione che l’intervento armato sia stato la scelta giusta. Tuttavia, sia in USA che in UE la maggioranza degli intervistati ritiene che il proprio paese debba restare fuori dal conflitto in Siria, opinione condivisa dal 59% degli europei, il 55 degli americani e il 57% dei turchi.

RUSSIA, TURCHIA E ASIA
Quest’anno scende il gradimento della Russia su entrambe le sponde dell’Atlantico: il 52% degli americani e il 37% degli europei esprimono un’opinione positiva della Russia. In Russia la metà degli intervistati (50%) esprime un giudizio positivo nei confronti degli Stati Uniti e un russo s tre (64%) dichiara di apprezzare l’Unione Europea. Il 75% degli europei e il 60% degli americani dichiarano di nutrire scarsa fiducia nel fatto che il risultato delle elezioni in Russia rifletta il volere del popolo. In Russia la maggioranza relativa degli intervistati (46%) dichiara di non avere fiducia nel risultato delle proprie elezioni, contro il 43% che la pensa in maniera opposta. In Turchia se, da un lato, si registra un lieve incremento di popolarità per USA e UE, dall’altro la maggioranza degli intervistati continua ad esprimere nei loro confronti un giudizio negativo (per l’UE 53%, per gli USA 57%). Come nel 2011, la maggioranza relativa dei turchi (46%) ritiene che lavorare con l’Asia sia più importante per gli interessi nazionali rispetto alla collaborazione con gli Stati Uniti. Anche in Turchia prevale (40%) l’opinione che collaborare con l’Asia sia più importante per gli interessi nazionali rispetto alla collaborazione con gli Stati Uniti.

 

Foto: trends.gmfus.org

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto