• Google+
  • Commenta
6 settembre 2012

What Women Want

Ad agosto il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento che disciplina l’introduzione delle “quote rosa” negli organi di amministrazione e di controllo delle società pubbliche costituite in Italia.

Secondo le nuove regole ora le singole società a controllo pubblico hanno facoltà di modificare i propri statuti per assicurare l’equilibrio tra i generi. L’equilibrio si considera raggiunto quando il genere meno rappresentato all’interno dell’organo amministrativo o di controllo ottiene almeno un terzo dei componenti eletti.

“La previsione di quote – ha detto il ministro Elsa Fornero – è un passaggio significativo, ancorché obbligato, per consentire l’effettiva partecipazione delle donne a momenti decisionali di così rilevanti attori economici, rimuovendo pregiudizi e conservatorismi anacronistici”. Mentre i dati sulla scuola fanno impennare la rilevanza della presenza al femminile fino ad una quota dell’ 80%, il business spicciolo ha bisogno di vincoli.

A ben vedere le donne richiedono pari dignità, considerazione intellettuale e sostanziale e presenza equanime nei settori umanistici e in quelli economici. La questione delle quote rosa tuttavia è una soluzione assai spinosa perché ha come risultato ultimo quello di sottolneare alla luce del sole una disparità evidente. Così come si prevedono parti dell’ organico riservate a personale inabile, si prevedono quote al femminile. Cosa rimane del merito e della scansione naturale della carriera? Quello che emerge dal pur lodevole tentativo è l’ affermazione netta di un handicap nella società che possa essere colmato solo in modo coercitivo.

La donna è ritenuta genericamente più adatta ad un approccio emotivo e paideutico cosa che ha nell’ ambito scolastico la sua giusta collocazione mentre, nell’ ambito economico è considerata maggiormente volubile e più facilmente preda dell’ emotività, cosa che farebbe venir meno l’ ottimale utilizzo delle facoltà psico intelettuali richieste in ogni situazione.

Il problema sussiste a monte in un mai esaurito pregiudizio circa la costanza di comportamento che rende sì alcune donne un ipotetico elemento problematico ma potrebbe invece anche formare un complesso profilo di manager dalla eclettica e imprevedibile capacità di reinventare risorse. Questione d’ invidia?

 

fote foto:donne.manageritalia.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy