Permessi legge 104: requisiti, agevolazioni e a chi spetta la 104

Daniela Saraco 26 Luglio 2019

Ecco come funzionano i permessi legge 104: quali requisiti avere, agevolazioni che si hanno, a chi spetta come lavoratore, dipendente pubblico o privato, la 104 e che fare la domanda.

 Scopriamolo subito!

Partiamo dallo spiegare, cos’è la 104 o meglio, cosa prevede la legge 5 febbraio 1992 n. 104. E’ la legge che tutela “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili”.

La legge disciplina le agevolazioni riconosciute ai lavoratori affetti da disabilità grave e ai familiari che assistono una persona con disabilità in situazione di gravità. Non si limita, pertanto,  a fare delle affermazioni teoriche di principio, ma realizza un sistema di doveri e diritti, con lo scopo di eliminare le disparità tra persone disabili e persone non disabili. La persone diversamente abili è colei che “presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva.

Che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, è tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. E che sussiste in situazione di gravità “qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età. In modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione”.

I benefici e i permessi della legge 104 sono diversi e appartenenti a differenti campi. La legge riguarda tutti quei soggetti che vivono in condizione di disabilità e quindi necessitano di cure particolari. Coinvolge, inoltre, i parenti della persona affetta da disabilità per la richiesta di permessi retribuiti.

Come funzionano i permessi legge 104: a chi spetta, come fare domanda per avere i benefici

I permessi retribuiti previsti dalla legge 104 possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, pubblico o privato, da alcune categorie di lavoratori:

  • disabili con contratto individuale di lavoro dipendente: sono inclusi anche i lavoratori in modalità part-time, sono invece esclusi i lavoratori autonomi e quelli parasubordinati, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati in giornata, i lavoratori a domicilio e quelli addetti ai lavoro domestici e familiari;
  • genitori lavoratori dipendenti: madre e padre biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità anche non conviventi;
  • coniuge lavoratore dipendente;
  • parenti o affini entro il II grado lavoratori dipendenti: figli, nonni, nipoti, fratelli, suoceri, generi, nuore, cognati del soggetto disabile con lui conviventi;
  • parenti o affini entro il III grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti nel caso in cui genitori o coniuge siano ultra sessantacinquenni ovvero in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti sopra individuati.

I permessi possono essere utilizzati esclusivamente per l’assistenza della persona per cui se ne fa richiesta, e non per motivi personali non certificati, come spesso accade.

Ma chi certifica la legge 104? Per prima cosa occorre recarsi dal medico curante  e capire che tipo di riconoscimento è necessario per il diversamente abile di cui si soffre. Il medico utilizzerà il sistema telematico per compilare un certificato, dotato di un codice identificativo, direttamente sul sito INPS. In questo modo viene attestata la condizione della persona e le eventuali prestazioni necessarie. Il medico rilascia anche una copia cartacea, che sarà da esibire alla Commissione ASL che accerta la disabilità.

Requisiti legge 104: a chi spetta avere le agevolazioni e quali sono

Questa legge stata introdotta per garantire i diritti dei disabili e di chi li assiste. – Ne parla con noi Augusto Di Vuolo, consulente del lavoro della provincia di Napoli – “Permessi di lavoro, divieti di trasferimento e agevolazioni fiscali, sono solo alcuni degli strumenti adoperati dalla normativa per tutelare i diversamente abile.”

Il Dottor Di Vuolo ci informa anche della nuova direttiva dell’Inps sui permessi previsti dalla legge 104/1992, ovvero la fruizione degli stessi, mensili retribuiti a giornata, è prevista indipendentemente dall’ articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle ventiquattro ore o della settimana e dal numero di ore che il dipendente avrebbe dovuto effettuare. Ciò comporta, quindi, che il beneficio può essere fruito anche in corrispondenza di un turno di lavoro nella giornata di domenica o di lavoro notturno.

Ci indica tre diversi livelli di gravità per i diversamente abili in riferimento ai permessi ottenibili:

  • senza connotazione di gravità;
  • in situazione di gravità;
  •  superiore ai 2/3.

Tutte le persone certificate in situazione di Handicap hanno diritto alle agevolazioni, come previsto dalla legge.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto