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2 novembre 2012

Volontariato flessibile, cos’è e cosa sono le dinamiche sociali

Volontariato flessibile e dinamiche sociali
Volontariato flessibile e dinamiche sociali

Volontariato flessibile e dinamiche sociali

Volontariato flessibile, cos’è e cosa sono le dinamiche sociali.

La società cui apparteniamo detta regole di sopravvivenza precise: dinamiche sociali, ritmi produttivi serrati, individualismo assoluto, obbligo a dover primeggiare su tutto e tutti, diffidenza verso chiunque in ogni dove, corsa costante al raggiungimento di una perfezione che è inesistente per definizione, il tutto immerso in clima soffocante, in cui il tempo è denaro e non c’è n’è mai abbastanza, neanche fossimo i protagonisti di un film di Andrew Niccol.

La parola d’ordine è frenesia e frenetici sono diventati anche i nostri sentimenti. L’amore non è per sempre ma rilegato a “notti”, l’amicizia è diventata virtuale (vedasi facebook, twitter e prole varia), la stima un miraggio concesso sulla base degli scandali collezionati nell’ultima settimana, la tristezza è esclusivamente notturna (il giorno non c’è spazio), la felicità è costantemente rimandata al weekend successivo. Fanno eccezione ignoranza, ipocrisia, invidia e via discorrendo i peccati capitali (che nel tempo sono aumentati per numero e seguaci), i quali riempiono le giornate di una bella fetta di personaggi (stadio che precede quello di “persona”).

Insomma, la vita che conduciamo ci assorbe più del dovuto e, ironia a parte, non abbiamo nemmeno più il tempo per provare sentimenti, ricordandoci, ogni tanto, di non essere automi ultraproduttivi e autorigeneranti ma persone con grande necessità di diritti e piaceri (oggi diventati un modo per sfogarsi, insultando la propria e altrui esistenza anziché goderceli pienamente e spensieratamente) e non solo doveri, obblighi e dispiaceri. Men che meno si ha bisogno di motivi per autocommiserarsi sotto il bombardamento di una dose massiccia e giornaliera d’invettive volte a ricordarti che sei “socialmente inadeguato”. In questo simpatico quadretto sociale, subdolamente ci viene propinato che l’unica oasi felice è rappresentata da quelle istituzioni che poi puntualmente ci deludono.

Ora, forse questa è una visione un po’ “brutale” della società in cui viviamo ma se ci soffermiamo ad osservare e ad ascoltare l’eco che da essa proviene, forse, forse, ci si rende conto che è più realistica di quanto non sembri. Se seguissimo alla lettera i dogmi che le istituzioni vigenti cercano di imporci, senza leggere tra le righe le trappole che ci tendono, questo quadro diverrebbe papabile fino alla nausea e di speranze ne rimarrebbero davvero troppo poche.

Fortunatamente, benché abbondiamo di contraddizioni, comportamenti non sense e autolesionisti e sfaccettature psico-attitudinali delle quali si farebbe volentieri a meno, non siamo automi ma esseri umani e grazie a questo siamo in grado di capire che se non ci aiutiamo tra di noi nessuno verrà a rialzarci quando ne avremo bisogno.

Questa è una situazione “arcaica”, che semplicemente peggiora nel tempo e che, dopo “tanto” tempo, è stata compresa fino in fondo, palesando la necessità di aiutarci tra noi. Non a caso aumentano sempre di più le associazioni di volontariato no profit che cercano di dare una mano sostanziale a chi ne ha bisogno, cercando di alleviarne i dolori, donando un panorama di speranza a chi, vittima di questo circolo vizioso, l’ha persa e aprendo il mondo del volontariato a chiunque, anche a chi è figlio della “leggendaria” mancanza di tempo, biglietto da visita della società moderna.

La soluzione è arriva da associazioni come Romaltruista che, sulla scia del network internazionale HandsOn, propongono il volontariato flessibile, ovvero, una forma di volontariato che impegna chiunque lo voglia, nella forma e per il tempo di cui dispone. A questo proposito è interessante capire il punto di vista di Mauro Cipparone, presidente dell’associazione Romaltruista.

Volontariato flessibile e dinamiche sociali: come nasce Romaltruista

Romaltruista nasce da 5 amici che provengono da esperienze diverse nel mondo no-profit e profit ed accomunate dalla passione per il volontariato. Crediamo che tutti coloro che vogliono fare volontariato a Roma debbano avere un’opportunità di farlo, che sia per una volta a settimana o solo per un giorno all’anno. Per questo, abbiamo voluto portare a Roma l’idea del volontariato semplice e flessibile. La vita è già tanto complicata, almeno dovrebbe essere semplice trovare un’opportunità di volontariato e potervi partecipare! Così, grazie all’aiuto degli amici di MilanoAltruista ( i primi a partire in Italia), abbiamo trovato il network internazionale HandsOn, che promuove in oltre 250 città in 9 paesi il volontariato flessibile. L’anno scorso, mettendo insieme tante persone che hanno offerto ciascuna anche solo poche ore di servizio l’anno, HandsOn è riuscita ad offrire oltre 30 milioni di ore alle ONLUS con cui collabora. Abbiamo deciso di affiliarci e di portare il loro modello e la loro esperienza a Roma.”

Cosa vuol dire fare volontariato flessibile

“Oggi la società moderna ci spinge ad una vita frenetica e tendenzialmente in solitudine, se si escludono i nostri amici più stretti e conviventi. Fare volontariato vuol dire prima di tutto comprendere che non siamo esseri che vivono in isolamento, che siamo parte di un tutto più grande di noi, che comprende non solo famiglia e amici, ma anche chi vive nella nostra città. In tal senso, aiutare i propri vicini (che siano persone, animali, o addirittura il verde pubblico), oltre che a contribuire ad una maggiore armonia collettiva, ci permette di sperimentare personalmente un senso di maggiore armonia interiore.”

Cos’è il volontariato flessibile?

“E’ un volontariato adatto a tutti, che non richiede una formazione specifica e a cui si può partecipare quando si vuole, anche una volta soltanto. Adatto quindi a chi, impegnato nello studio o nel lavoro, non ha la possibilità di fare volontariato come impegno continuativo. Il motore di ricerca sul sito e l’iscrizione online permettono di ridurre al minimo la difficoltà di trovare l’occasione che fa al caso di ciascuno.”

Quanto è importante l’intervento di associazioni non profit all’interno della nostra società?

“Purtroppo sempre di più. Con la crisi economica lo Stato non riesce più a garantire molti servizi, e senza il cosiddetto terzo settore molti dei più deboli delle nostre società si troverebbero del tutto sprovvisti di assistenza. Ma il non profit è anche uno spazio che permette a tante persone di esprimere il lato migliore della loro personalità, di convogliare tante energie positive verso una direzione specifica.”

Cosa pensa della società italiana nel 2012?

“Al di là dei pregi e difetti nostrani, penso che la società italiana si stia evolvendo in linea con il resto dell’occidente: individualismo molto spinto, consumismo, riduzione delle opportunità di lavoro, polarizzazione crescente fra ricchi e poveri, crisi di fiducia nelle istituzioni politiche e religiose. “

Cosa crede che accadrà da qui a 20 anni?

“Tanti nodi stanno venendo al pettine tutti insieme: la crisi di un modello economico basato sulla crescita infinita in un pianeta che infinito non è, la crisi ambientale, la crisi demografica, la crisi sociale. Prevedere in che modo l’umanità riuscirà a venirne fuori è impossibile. Io sono ottimista e penso che queste crisi sono una grande opportunità per rifondare questo mondo secondo linee più eque e più umane.”

Volontariato flessibile, dinamiche sociali e futuri delle associazioni

“Esistiamo da appena un anno e abbiamo già raggiunto 2000 iscritti, offrendo nel 2012 oltre 4000 ore uomo di servizio volontario. Per ora, vogliamo continuare a coinvolgere sempre più romani nel volontariato, aprendo le porte anche alle aziende che siano interessate a sviluppare attività di volontariato aziendale: l’impresa sponsorizza una causa, e i dipendenti volontariamente partecipano alle attività necessarie. Un modo per le imprese di affermare la loro responsabilità sociale e allo stesso tempo rafforzare lo spirito di squadra dei loro dipendenti, con una formula in cui si collabora in un contesto diverso, superando ogni vincolo gerarchico e di ruolo.”

Alla luce di tutto questo, forse, sarebbe il caso di dare più attenzione al nostro benessere reale, lontano dal consumismo e dalla ricerca della perfezione e più vicino alle nostre esigenze di esseri umani, e soprattutto ai nostri consimili, i quali, che ci piaccia o no, condividono con noi gioie e dolori di una società fine a se stessa e che si spera diventi, un giorno, a misura d’uomo.

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