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27 dicembre 2016

Diventare volontari e partire per una missione umanitaria di volontariato

Diventare volontari
Diventare volontari

Diventare volontari

Ecco come si fa a diventare volontari, quale percorso bisogna intraprendere per partire per una missione umanitaria di volontariato.

Intervista esclusiva a Marianna Caiazzo, volontaria e cooperante della Cisv Ong, attualmente impegnata in Guinea Conakry.

In un’era flagellata dall’indifferenza e dalla sfiducia nel futuro, c’è chi non si abbatte, e sceglie di dedicare il suo tempo alle persone più bisognose.

Sono loro, i volontari e i cooperanti italiani ed internazionali, gli angeli del terzo millennio. Ragazzi che  scelgono di aiutare i più deboli, in Italia e nel resto del globo, sfidando ogni avversità.

Poiché la misericordia, la pace, l’amore fraterno e la carità non hanno limiti. Non possono averne. E devono essere perpetrati in ogni luogo e tempo. Perché è questa, in fondo, la missione di un vero cristiano.

Chi è il volontario e qual è la sua missione? Per rispondere a questa domanda potrebbe essere necessario leggere i 24 principi della “Carta dei valori del volontariato italiano”, che evidenzia, in ogni suo punto, l’importanza della solidarietà. Oppure, potrebbe esser necessario dare un’occhiata alla legge quadro n. 266 del 1991. Probabilmente è così.

Anche se tali norme, da sole, potrebbero, tuttavia, non esser sufficienti ad offrire al lettore un’idea su cosa significhi realmente diventare volontari. Perché, forse, soltanto un’esperienza diretta, e cioè il contributo attivo che una persona sente, ed è in grado, di offrire, potrebbe svelare, alla stessa, la bellezza del donare ed aiutare chi ne ha davvero bisogno.

Come diventare volontari e partire per una missione umanitaria: cosa fare e cosa serve

Per diventare volontari occorre mettere a disposizione degli altri il proprio capitale umano. Contribuire alle cause della pace, dello sviluppo, dell’uguaglianza e della democrazia. Ma vuol dire anche, e soprattutto, avere tanta passione.

Ma come diventare volontari internazionali? Di seguito, si cercherà di approfondire, seppur sinteticamente, il tema del volontariato internazionale, analizzandone gli aspetti burocratici, legislativi e teleologici. Si cercherà, quindi, di far luce sui diritti e doveri di un aspirante operatore di solidarietà, nonché sulle condizioni basilari per poter instaurare un legame con una Ong. E, dunque, sui requisiti richiesti per diventare volontari.

Il volontariato, sia esso nazionale o internazionale, promuove e crea nuove relazioni e opportunità di cooperazione. Stimola l’inclusione, la partecipazione e la crescita personale e collettiva. Ma è anche, e soprattutto, un tassello nevralgico della cooperazione e del dialogo fra Nazioni e continenti.

La legge 49 dell’87 (che, fino alla recente approvazione della Riforma del Terzo Settore, era la normativa fondamentale della cooperazione italiana) conferisce, di fatto, alla cooperazione per lo sviluppo il rango di parte integrante della politica estera italiana. Non a caso, i primi volontari che, sul finire degli anni sessanta, scelsero di espatriare per aiutare le popolazioni più disagiate furono, per certi versi, dei veri e propri ambasciatori dell’Italia nel Sud del pianeta.

Requisiti per diventare volontari e cooperanti internazionali

Detto ciò, l’art. 31 recita che per diventare volontari e partire per una missione internazionale: 1) bisogna essere cittadini italiani maggiorenni. 2) In possesso delle conoscenze tecniche e delle qualità personali necessarie per rispondere alle esigenze dei Paesi interessati.  3) Bisogna poi essere dotati di adeguata formazione e di idoneità psicofisica. 4) Ed animati dalla ricerca prioritaria dei valori della solidarietà e della cooperazione internazionale. 5) Prima di partire, però, l’aspirante operatore deve stipulare un contratto di cooperazione, di almeno due anni, con una Ong (Organizzazione non governativa) ed ottenere l’attestato d’idoneità dalla Dgcs.

In Italia ci sono diversi corsi di studio universitari progettati ad hoc per garantire agli aspiranti volontari conoscenze e nozioni professionali adeguate. E numerosi corsi di formazione organizzati, di volta in volta, per far luce sul percorso da seguire per poter diventare volontari.  In soldoni, per diventare volontari e partecipare ad un progetto finanziato dal Ministero degli Esteri è necessario rispettare il seguente iter. Il candidato volontario, in possesso dei predetti requisiti, deve anzitutto contattare la Ong per la quale nutre interesse. Per poi proporre la sua collaborazione ed inviare il proprio curriculum vitae.

Successivamente, in seguito all’eventuale selezione, la Ong propone al candidato un cammino di formazione generale sul servizio di volontariato; anche se in alcuni casi, la formazione di base, magari universitaria, è un requisito imprescindibile della candidatura. Il volontario entra quindi in contatto con l’Ufficio Progetti della Ong. Che, insieme all’Ufficio Volontari, diventa poi il suo punto di riferimento per tutta la durata del servizio. Sicché, dopo la firma dell’accordo, può partire per la sua missione.

Va detto che nel Bel Paese esistono diverse organizzazioni, serie e riconosciute, grazie alle quali poter sugellare il sogno di diventare volontari. Si pensi alla Cisv Onlus, associazione comunitaria senza scopo di lucro, che dal lontano 1961 è impegnata nella lotta alla povertà e per i diritti umani.

La Cisv è anche una Ong, ossia un’organizzazione non governativa riconosciuta dal Ministero degli Esteri italiano e dall’Ue. E promuove, da diversi decenni, l’autosviluppo di piccole comunità africane e latinoamericane in collaborazione con le locali organizzazioni contadine e con la società civile. In soldoni, diventare volontari Cisv è, forse, il miglior modo per entrare a far parte del mondo della cooperazione internazionale.

Come diventare volontari in Africa: esperienza di Marianna di Cisv Ong

Diventare volontari per Marianna Caiazzo

Marianna Caiazzo

E allora: come si fa a diventare volontari e partire per una missione umanitaria in Africa?

Lo abbiamo chiesto a Marianna Caiazzo, coraggiosa ragazza di Mercato San Severino (Sa), che dallo scorso anno è in Africa, prima in Senegal ed ora in Guinea, nella veste di cooperante Cisv Ong.

Marianna, potresti raccontarci la tua incredibile storia? Come si fa a diventare volontari e cooperanti in Africa?

Parlaci del tuo amore per questo affascinante continente.  

“Ho iniziato ad amare l’Africa al liceo. Forse anche prima. Ho partecipato all’azione cattolica con i Missionari Saveriani di Salerno, che, di anno in anno, ci hanno permesso di entrare in contatto con le varie realtà del mondo in cui loro operano. Soprattutto con l’America Latina e l’Africa. L’amore è stato immediato, poiché tali esperienze mi hanno avvicinato moltissimo al continente africano. Successivamente, ho scelto di studiare scienze internazionali e diplomatiche a Forlì.  All’inizio desideravo intraprendere la carriera di ambasciatrice in Africa.

Poi, dopo diverse esperienze di volontariato, ho capito che avrei preferito entrare nel settore della cooperazione internazionale. Per cui, ho studiato relazioni internazionali a Napoli, ed ho seguito un master della Focsiv, “Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana”, in cooperazione e diritto internazionale.

Così, ho iniziato a lavorare effettivamente da un anno in questo settore.  Conoscevo la Cisv già da tempo, perché in Italia è molto nota, specialmente in Piemonte, e perché lavora davvero molto bene. Durante il master abbiamo avuto l’opportunità di partecipare ad una due giorni di approfondimento sul Burkina Faso, che è stata svolta proprio da personale Cisv. In seguito, ho scelto di fare il servizio civile all’estero. Ed ho presentato domanda alla Cisv. Quindi, sono stata selezionata, e sono poi partita per il Senegal. Dopodiché mi sono recata in Guinea, questa volta in veste di capo progetto – dichiara Marianna -”.  

Dal volontariato alle iniziative con Cisv in Guinea

 “Come detto, mi sono sempre occupata di volontariato in ambito italiano con i Missionari Saveriani di Salerno. E, dal 2011, con la Caritas di Mercato S. Severino. Ho viaggiato moltissimo. E sempre nel 2011 sono stata in Togo, dove mi sono occupata di un progetto a favore di bambini con handicap mentali. Questa esperienza mi ha particolarmente toccata e fatto capire quanto desiderassi restare nel mondo della cooperazione internazionale.  

Mentre ero a Roma ho fatto volontariato per la Caritas italiana. Mentre con il Cisv ho partecipato alla campagna ‘Abbiamo riso per una cosa seria’, in cui l’anno scorso appoggiavamo le donne di Haiti. Poi sono stata in Senegal dove Cisv lavora in diverse regioni. Quindi sono arrivata qui in Guinea sempre con la Cisv, che è presente dal 2005 con un consorzio permanente con la Ong Lvia. E lavora specialmente nel settore della sicurezza e della sovranità alimentare, appoggiando le federazioni e le organizzazioni dei contadini.  

Cisv ha sempre avuto una politica di appoggio, di collaborazione. E credo che questo sia molto importante. Tra l’altro, va detto che Cisv e Lvia sono rimaste in Guinea anche durante l’epidemia di Ebola. Io attualmente coordino un progetto di sicurezza e sovranità alimentare che si chiama Arepag, e che stiamo realizzando insieme alla Ong Lvia. Sono molto contenta di lavorare con Cisv perché dà la possibilità di collaborare a stretto contatto con le associazioni di base in Africa. E poi perché il personale Cisv è davvero molto competente. È bello lavorare con loro perché è come far parte di una grande famiglia – continua Marianna Caiazzo -”.  

In che modo gli italiani potrebbero sostenere i vostri progetti?

“Chiunque desiderasse sostenere le nostre iniziative potrebbe effettuare una libera donazione. Sul nostro sito potrete trovare tutte le informazioni necessarie. Gli italiani avranno la certezza che nemmeno un euro andrà perduto. Si tratta, infatti, di una donazione diretta – conclude Marianna -”.  

Antonio Migliorino

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