Volontariato: l’importanza del volontariato in India per Ridhi Patel

Redazione Controcampus 17 Giugno 2014

Perché fare volontariato e perché farlo in India: Intervista a Ridhi Patel, direttrice e fondatrice del Rainbow VolunTours, compagnia che offre numerose opportunità di volontariato e di viaggio in India“Ognuno può vivere un’esperienza meravigliosa facendo del volontariato in India, un Paese tutto da scoprire”.

 Ridhi Patel

Lasciare il proprio Paese per vivere un’avventura all’estero è il sogno di molte persone.

Viaggiare è stupendo, e l’esperienza prende una nuova piega se decidiamo di partire e di aiutare.

Una soluzione potrebbe essere quella di fare volontariato.

Cosa significa fare volontariato

Ma che cosa significa fare volontariato? E perché partire per l’India? L’ho abbiamo chiesto a Ridhi Patel, direttrice e fondatrice del Rainbow VolunTours, compagnia indiana registrata e consigliata che offre autentiche opportunità di volontariato, unendole ad attività divertenti e a tour indimenticabili.

Molti di noi non esiterebbero neanche un istante a preparare la valigia e decidere di partire per l’estero, in questo caso per aiutare in India. Altri, invece, si domanderebbero perché fare un’esperienza di volontariato. Sicuramente per chi ha bisogno di aiuto ricevere sostegno è meraviglioso, ma per chi offre aiuto, lo è ancora di più. Diventare volontari è un’esperienza che cambia la vita.

L’importanza di fare volontariato in India per Ridhi Patel

Ridhi Patel

Ridhi Patel

Diventare volontari è un’esperienza che cambia la vita.

Un volontario che lascia la propria nazione si ritrova a scoprire un nuovo Paese e una nuova cultura, interagisce con gli altri volontari, si mette alla prova e impara a conoscersi.

Non solo un’esperienza di volontariato arricchisce il curriculum e interrompe la nostra quotidianità, ma ci cambia dentro.

Ridhi Patel ci spiega che cosa vuol dire essere un volontario e c’invita a partire per l’India, un Paese affascinante ma che affronta numerosi problemi.

Salve Ridhi, e grazie per aver deciso di lasciarti intervistare. È un grande piacere averti qui per parlare dell’importanza di fare del volontariato in India, un Paese cui mi sento molto legata. Parlaci del Rainbow VolunTours. Quando hai deciso di fondarlo e di dirigerlo? E perché?

“Grazie a te per quest’occasione. Il Rainbow VolunTours è una compagnia di viaggi che offre numerose opportunità in India, e accompagna queste offerte con tour in grado di rendere l’esperienza ancora più bella e unica. Ho deciso di fondare il Rainbow VolunTours perché sono una grande appassionata dell’India e di viaggi e perché credo che fare del volontariato sia molto importante.”

So che il Rainbow VolunTours offre numerosi programmi di volontariato in India, opportunità di vacanza, di fare un gap year e molto, molto altro. Credo che, in questo modo, ognuno possa trovare l’occasione giusta per decidere di partire e di vivere la sua esperienza in India. Raccontaci meglio dei servizi offerti dal Rainbow VolunTours…

“Per quanto riguarda le opportunità di fare del volontariato in India, il Rainbow VolunTours si occupa principalmente di programmi che aiutano bambini e donne che hanno avuto un passato difficile. Inoltre, siamo molto focalizzati nel voler rendere accessibile l’educazione a tutte le bambine. Offriamo anche meravigliose opportunità di vacanza e tour esclusivi in India. Tour di cucina, di cultura, di avventura e anche storici. Amiamo quello che facciamo e siamo molto attenti a ogni dettaglio, proprio perché vogliamo essere sicuri che tutti i nostri partecipanti vivano al meglio la loro esperienza in India.”

Questi programmi sono aperti a tutti? Accettate partecipanti provenienti da tutto il mondo?

“I nostri programmi sono aperti a persone dai 18 ai 60 anni e sì, accettiamo partecipanti provenienti da ogni nazione.”

Ho letto numerose testimonianze lasciate da volontari che hanno partecipato ai vostri programmi, e tutti loro si sono trovati molto bene con il Rainbow VolunTours. Penso che andare a fare volontariato, in questo caso in India, e lasciare il nostro Paese per vivere un’esperienza all’estero sia meraviglioso e sicuramente è un’esperienza che consiglio a tutti. Alla fine dei vari programmi di volontariato, rimanete in contatto con ogni partecipante?

“Sì, siamo in contatto con ognuno di loro. Alcuni di loro ripetono l’esperienza, mentre altri diventano ambasciatori del Rainbow VolunTours”.  

Che cosa provi ogni volta che incontri dei nuovi volontari? Vi sentite come una grande, bella famiglia?

“È sempre stupendo incontrare dei nuovi volontari dato che ognuno di loro ha delle caratteristiche e una propria personalità. Noi del Rainbow VolunTours cerchiamo sempre di capire quali sono le capacità e gli interessi dei vari volontari, per decidere il programma migliore per ognuno”.

Perché le persone dovrebbero andare in India?

“Ognuno dovrebbe visitare l’India almeno una volta nella vita perché parliamo di un Paese in cui ci sono molte cose da fare e da vedere. L’India è una delle nazioni più interessanti al mondo e ha qualcosa da offrire a ognuno. Le spiagge sono meravigliose, così come le montagne, i campi, le città, i villaggi… C’è tutta una cultura da scoprire e c’è così tanto da imparare in India, e sull’India, che credo che una vita intera non sia sufficiente.”

L’India è davvero un Paese meraviglioso e i vostri programmi sono molto interessanti e decisamente utili, ma come possiamo aiutare, anche da lontano?

“Sicuramente, decidendo di partire e di andare a fare del volontariato in India. Ogni volontario, infatti, con il suo aiuto contribuisce a migliorare i vari problemi. Passo dopo passo possiamo già vedere dei cambiamenti, anche se per quelli grandi ci vuole molto più tempo. I volontari non devono credere che, grazie al loro aiuto, i cambiamenti saranno immediati, perché sfortunatamente molti problemi sono gravi e alcune situazioni sono drastiche, quindi ci vorranno molti anni per vedere dei veri e propri miglioramenti. Sicuramente, però, più le persone decideranno di fare del volontariato in India, allora più i cambiamenti avverranno velocemente e potremo davvero aiutare in modo concreto.”

Grazie per la bella intervista. Spero tanto che molte persone decideranno di fare un’esperienza di volontariato in India rivolgendosi al Rainbow VolunTours o contattando compagnie italiane che lavorano proprio come voi.

“Grazie a te per la bella chiacchierata. Spero anch’io che molti giovani decideranno di vivere un’esperienza simile. Per maggiori informazioni, v’invito a visitare il sito ufficiale del Rainbow VolunTours.

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto