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8 novembre 2012

Illegalità e periferia: il dialogo di una cittadinanza attiva

“Il-legalità e periferia”: questo il titolo assegnato all’incontro pubblico che si è svolto ieri, 5 Novembre, presso la Casa del Popolo di Ponticelli, periferia est di Napoli.

Confronto costruttivo e importante spazio per la riflessione, l’incontro ha accompagnato le coscienze cittadine verso una concreta analisi delle dinamiche sociali che sistematicamente lasciano emergere episodi concatenati di illegalità, in particolar modo nelle zone periferiche meno tutelate dalle istituzioni.

Il dirigente scolastico dell’ITI “Marie Curie”, Maria Filippone, ha moderato l’incontro. La parola è stata presto ceduta alle associazioni del territorio, che hanno presentato le proprie esperienze e testimonianze.

Sono stati così portati alla conoscenza diversi spunti di riflessione, accolti e rielaborati dal magistrato della Corte Suprema di Cassazione, Raffaele Cantone, il quale ha focalizzato l’attenzione sulla parola “responsabilità”:

«Se richiamassimo l’etica della responsabilità individuale (che non dev’essere assolutamente confusa con l’individualismo) e la dignità dei singoli, chiedendo a noi stessi le cose che siamo pronti a chiedere agli altri, faremmo grandi passi in avanti. Solo così possiamo cambiare. Questo dipende anche da noi: quando verrà il momento di scegliere, ognuno dovrà assumersi la propria responsabilità e passarsi una mano sulla coscienza.»

Bisogna dunque fare in modo di “non girarsi dall’altro lato” e declinare le proprie responsabilità.

Tutto sommato, la presenza di studenti, giovani promotori di associazioni ben radicate sul territorio, e la partecipazione attiva di un pubblico eterogeneo e attento, lascia supporre che la volontà di “non girarsi” sia abbastanza diffusa, così come la volontà di far convergere i propri campi d’interesse per fare la differenza.

Ritagliando due ore di intensa partecipazione e di vivo dialogo, è stata creata dunque la possibilità di riconoscere gli sforzi che associazioni e persone sostengono da tempo, e di individuare con maggiore criterio un’efficace modalità di contrasto all’illegalità e al degrado, infelici parole d’ordine di una realtà che potrebbe invece fornire valide materie prime per una società più forte e più libera.

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