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15 novembre 2012

Motivare gli studenti: ecco come fare e quanto è importante per tutti

Motivare gli studenti
Motivare gli studenti

Motivare gli studenti

La nostra vita è un insieme finito di azioni, dalle quali scaturisce un pensiero, ossia una riflessione su ciò che le nostre azioni provocano: ecco perchè motivare gli studenti.

In questo modo, legando un’azione con una conseguente reazione, sia nostra che dell’ambiente circostante, abitato o meno da altre persone, nasce l’elaborazione mentale con la quale creiamo il legame delle cause con gli effetti.

Ma si tratta ovviamente di una semplificazione rispetto a ciò che consapevolmente ognuno di noi conosce circa l’andamento della vita. In effetti, nonostante un’azione possa essere la causa di una ulteriore reazione, siamo consapevoli che può accadere qualche cosa che interrompe questo legame e che chiamiamo imprevisto, imponderabile. Alcune volte definiamo questo accidente persino destino, oppure fato.

In sostanza, la nostra vita è caratterizzata da azioni, reazioni ad esse, riflessione umana su di esse, immaginazione progettuale sulla base delle conseguenze e ultima, ma non ultima per importanza dall’imponderabile, ossia dall’imprevedibile.

Questa consapevolezza produce nel corso della storia umana una serie interessante di comportamenti, perché induce ogni individuo a qualunque cultura appartenga a dover fare i conti con la propria volontà, i propri desideri e i bisogni.

Motivare gli studenti: perchè e come farlo, quanto è importante cosa comporta

In altre parole, quando ci troviamo di fronte ad una azione che produce la reazione desiderata, ci sentiamo evidentemente molto realizzati ed appagati, mentre quando questo non avviene siamo costretti a indagare quale responsabilità abbiamo di fronte all’insuccesso. In questo ultimo caso, possiamo assumerci tutta la colpa oppure sostenere che le cose sono andate male, ossia come non volevamo, perché è accaduto qualche cosa che si è opposto alla nostra volontà, che appunto definiamo destino avverso, sfortuna oppure imprevisto negativo.

Nello stesso tempo però, se le cose vanno bene e sappiamo che il successo è dipeso in quota maggiore da circostanze fortunose esterne, siamo portati a dire che il merito è solo nostro, non attribuendo molta importanza all’imprevisto positivo.

Insomma, nei nostri confronti, specialmente quando abbiamo a che fare con giudizi di valore da esprimere verso noi stessi, siamo quasi sempre molto più comprensivi, generosi e positivi, rispetto a quello che accade quando giudichiamo le altre persone.

Una persona relativamente equilibrata, consapevole di questo metodo con cui la mente valuta le proprie azioni, le loro conseguenze e le azioni altrui, dovrà attingere, di fronte ad imprevisti negativi, al proprio serbatoio motivazionale, ossia a quelle spinte con le quali ogni persona si rapporta per manifestare perseveranza e costanza nel raggiungere un obiettivo.

Ecco perché l’agire motivato ha a che fare con il legame affettivo verso l’obiettivo da raggiungere e la consapevolezza dei rischi e dei pericoli che si possono eventualmente trovare lungo il percorso. Per esempio, sono molte le situazioni in cui un obiettivo appare più attraente se esistono forti difficoltà per raggiungerlo. È il caso in cui si sente affermare che le cose più interessanti sono effettivamente quelle più difficili, ma non sempre è così.

Una cosa è però certa, ossia che quanto più un obiettivo è difficile da raggiungere e quanto più verrà concretamente formulato, maggiore sarà la motivazione individuale che spinge a perseguire tenacemente l’obiettivo. Si tratta di un importante postulato della teoria psicologica degli obiettivi, secondo la quale a motivare una persona nel raggiungere un obiettivo è il grado di chiarezza con il quale sono stati definiti gli obiettivi stessi e il grado di ambizione che l’individuo possiede nel pensare di raggiungerli.

In linea generale, gli studi dimostrano che le persone particolarmente inclini al raggiungimento del successo sono coloro i quali riescono a progettare un percorso basato sui propri impulsi all’agire, interni e non esterni. Siamo cioè di fronte a persone che possiedono una forte motivazione intrinseca, opposta a quella estrinseca, che invece dipende dalle vicende esterne a se stessi.

Motivare gli studenti: motivazione intrinseca ed estrinseca

In presenza di una motivazione intrinseca, l’individuo riesce a sentirsi interamente assorbito dal proprio lavoro provando per esso un attaccamento sincero, autentico e realizzante, mentre nel caso di una motivazione estrinseca l’individuo è talmente legato alle conseguenze delle proprie azioni, da attribuire al profitto il ruolo di incentivo oppure di ricompensa.

Anche se motivare gli studenti in entrambi i casi e modalità, implicite ed esplicite, si completano e si rafforzano vicendevolmente, lo psicologo Edward L. Deci, già a metà degli anni Settanta, evidenzia che in un bambino motivato implicitamente all’esecuzione di un compito, la ricompensa per lo svolgimento del compito è più dannosa che utile. In altre parole ancora, secondo Deci, ricercatore che evidenzia un effetto corruttivo di alcune tecniche motivazionali ancora in uso, gli stimoli esterni, come le lodi e il denaro, in coloro che possiedono una motivazione implicita, sono decisamente deleteri.

Questo accade perché, sulla base di molte ricerche che egli stesso ha condotto, di fronte ad un compito che presenta una forte motivazione interna, associare un rinforzo esterno, appunto una ricompensa oppure una lode, va a corrompere l’immagine positiva che la persona possiede del compito eseguito.

Secondo Falko Rheinberg, questo effetto è presente solo quando l’attività da svolgere è considerata molto attraente dalle persone, oppure quando la ricompensa è indipendente dal risultato.

Ecco perché diventa davvero importante motivare gli studenti, anche e soprattutto in sede scolastica, prestare molta attenzione all’elargizione di ricompense/lodi e punizioni/frustrazioni anche utilizzando lo strumento della valutazione, ossia del voto.

Una scuola attenta dovrebbe, evidentemente, attribuire maggiore importanza a creare cittadini motivati intrinsecamente, specialmente ad un sapere socialmente utile, e poco estrinsecamente. Mi sembra che sia un modo efficace per combattere l’attuale disfattismo culturale nel quale sembra caduta la nazione.

Alessandro Bertirotti

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