Didattica a distanza: conseguenze psicologiche degli studenti, Paolo Crepet

Redazione Controcampus 15 Dicembre 2020

Didattica a distanza, conseguenze psicologiche degli studenti: effetti negativi sulla nuova generazione e rimedi secondo Paolo Crepet.

La reclusione forzata e la didattica a distanza hanno conseguenze su ragazzi e ragazze che incidono sulla sfera emotiva e psicologica. Il Coronavirus sta creando disagi psicologici che potrebbero compromettere n parte il futuro dei più giovani. Non soltanto l’istruzione è messa a rischio, ma anche il benessere psicofisico sta subendo gli effetti collaterali della diffusione della pandemia. Molto spesso i dibattiti si concentrano sulle carenze che la DAD comporta, sul piano pratico. Si conteggiano le ore di lezione, il numero delle presenze degli studenti e lo svolgimento dei programmi. Ma quanti si preoccupano della salute mentale dei ragazzi con il Covid? Quanti delle conseguenze psicologiche della didattica a distanza sugli studenti?

La DAD ha alimentato molti dibattiti: problematiche di connessione, idonea strumentazione tecnologica e mancanza di interazione rappresentano i nodi principali. Aspetti differenti tra loro ma che contribuiscono nell’insieme a generare il disagio delle figure coinvolte in questa pratica educativa da remoto. E così i più giovani hanno dovuto fare presto i conti con stress, ansia, solitudine e depressione: malumori e disagi della psiche che hanno messo a rischio il loro equilibrio psicologico.

Al fine di comprenderne meglio le conseguenze psicologiche degli studenti abbiamo coinvolto nella nostra disamina il sociologo e psichiatra Paolo Crepet.

Un parere professionale utile a mettere in luce elementi d’analisi di tale fenomeno trascurati o del tutto ignorati. Dunque pro e soprattutto contro della didattica a distanza, effetti negativi di natura psicologica e come migliorare la suddetta alternativa di carattere formativo. Oggetti di focus essenziali per esplorare a 360 gradi l’istruzione online.

Effetti negativi didattica a distanza: conseguenze psicologiche degli studenti, Paolo Crepet

Iniziamo da quelli che sono gli effetti negativi della didattica a distanza e le conseguenze psicologiche sugli studenti che soffrono il lockdown, e la reclusione dovuta al Covid. I più giovani, insieme ai docenti stanno manifestando sempre più un disagio ed una difficoltà evidente nell’adeguarsi alla pratica da remoto. Mancanza di interazione, di concentrazione e feedback sono i segnali principali di qualcosa che non va. Tutto ciò si ripercuote sull’umore di coloro che sono coinvolti in tale forma alternativa di lezione virtuale che non genera gli stessi frutti della sua controparte in presenza. Vediamo però cosa ne pensa in merito il sociologo e psichiatra Paolo Crepet.

“Gli effetti negativi sul piano psicologico dal punto di vista scientifico, nel senso di risultati che possono emergere da una ricerca, non ci sono. Ci sono effetti organici che si manifestano nell’immediato. Poi vi sono quelli di natura psicologica che si evidenziano invece nel lungo periodo. Questi ultimi sono segnali invisibili, che non si percepiscono fin da subito. Teniamo in considerazione il fatto che si tratta ormai quasi di un anno, dieci mesi nello specifico, che i ragazzi non vanno a scuola causa pandemia. Una problematica che ha riguardato elementari, medie ed asili, per cui si può parlare non di una breve esperienza negativa, ma di un’esperienza negativa cronica. Condizione che corre il rischio di prolungarsi ulteriormente qualora a gennaio con la riapertura degli istituti scolastici dovesse ripresentarsi un eventuale caso di positività. Ci auguriamo ovviamente che ciò non accada”.

Stress, ansia, solitudine: conseguenze della scuola chiusa

Spostiamo ora l’attenzione su quelli che sono alcuni dei sintomi della sofferenza degli studenti: stress, ansia, solitudine e depressione, conseguenze sulla psiche della scuola chiusa. Gli aspetti psicologici della didattica a distanza incidono negativamente sulla salute mentale dei giovani. La causa principale va rintracciata nell’assenza di interazione e confronto che il contesto formativo ed educativo consente. Una caratteristica di certo non presente nelle video lezioni da remoto, dove la tecnologia la fa da padrone. Una freddezza e distacco che ciascun individuo vive in maniera soggettiva e che sviluppa nella psiche effetti ogni volta diversi. Seguiamo a tal proposito l’opinione del sociologo Crepet:

“La chiusura delle scuole si può considerare un lunghissimo ed inaudito evento mai registrato prima. Nemmeno in tempo di guerra si verificava una situazione simile se non in caso di bombardamenti. Per tanto le ripercussioni di tutto questo non saranno omogenee e di conseguenza ci sarà un’incidenza differente da caso a caso. Penso ad esempio alla tecnologia per la didattica a distanza, che non è accessibile ovunque allo stesso modo e con la stessa qualità. Una condizione, questa, che porta un bambino ad annoiarsi facilmente davanti ad un pc con una connessione inadeguata. Ciò comporta un deficit di concentrazione e di attenzione inevitabile” – spiega il noto psichiatra –

Quindi prosegue – “Non è come avere matita e quaderno, che sono identici ovunque. La DAD dipende dalla strumentazione digitale che si ha a disposizione. Quindi dai device e dalla connessione, che non è la stessa in tutto il Paese. Questa è sicuramente una variabile che ha un’incidenza enorme sulla tenuta dell’attenzione. Anche perché si tratta di lezioni virtuali che durano ore, e che quindi necessitano di una concentrazione elevata. Un fattore che è molto soggettivo e varia per ciascun individuo. Da tutto questo ne consegue un disagio che è stato espresso da genitori e docenti”.

Assenza di socializzazione: conseguenze sulla generazione Covid

L’assenza di socializzazione e interazione rientrano come detto tra i fattori principali che innescano le conseguenze negative sulla generazione del Covid. Una mancanza di contatto e confronto centrali nella crescita e lo sviluppo della persona. La componente sociale sembra per tanto trovare poco spazio con l’impiego della didattica a distanza incentrata più sulla tecnologia e il distacco. Aspetti controproducenti nel lungo periodo che possono minare le basi dell’età evolutiva dei giovani. Il parere a riguardo di Paolo Crepet:

“C’è un punto fondamentale da considerare che è quello della differenza tra insegnare ed educare. Il primo è un modo di fare coercitivo, di derivazione militare. Il secondo riguarda la capacità di tirare fuori il talento da ogni individuo. L’educazione nel suo senso più pieno è qualcosa che deve avvenire tra pari, come accadeva tempo fa con la “peer education”. Un metodo di trasmissione del sapere che attualmente non esiste più perché non ha modo di svilupparsi con le lezioni virtuali. La scuola non serve solo per insegnare i congiuntivi ma anche per il progresso mentale dei ragazzi. Quest’ultimo subisce uno stop nel momento in cui non si ha interazione sociale e trasmissione di esperienze e conoscenze.  Se ci si ferma per un anno con la scuola non si hanno più stimoli e ciò conduce inevitabilmente ad un fermo mentale”.

Come evitare conseguenze psicologiche della didattica a distanza

In ultimo vediamo, se possibile, come evitare le conseguenze psicologiche della didattica a distanza e quindi della scuola online. Ciò fermo restando l’importanza dell’istruzione in presenza, e delle dinamiche che coinvolgono alunni e docenti nell’ottica di uno sviluppo generazionale. Ancora una volta seguiamo le indicazioni del sociologo e psichiatra Crepet:

“Quello che oggi mi dà molto fastidio è questo approccio biologistico che si sta diffondendo secondo il quale noi non siamo più persone ma un agglomerato di cellule. Sembra che ciò che conta davvero sia solo se siamo sintomatici o meno, e si ignora totalmente tutto il resto. Ed è sbagliatissimo, perché si snobba la persona, e ciò ci riporta alla problematica della DAD ed al fermo mentale di cui parlavo. Non si tiene più in debito conto e dunque si trascura quella che è l’età evolutiva, una tappa essenziale nella vita di un individuo. Oggi non siamo più in età evolutiva, perché essa è stata fermata. Noi usciremo realmente da questa “peste” che è la pandemia se si terrà in considerazione anche il quoziente psicologico delle persone non trattandole come dei semplici numeri” – sostiene Crepet –

“Per evitare tali conseguenze psicologiche della didattica a distanza – continua – c’è un metodo solo: tornare prima possibile alla presenza. E non mi si venga a dire che bisogna rientrare in certi numeri prima di consentire di nuovo la presenza, perché il problema si poteva e doveva affrontare prima, a settembre, quando c’era modo e maniera di organizzarsi al meglio”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto