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Diritto alla disconnessione in smart working e didattica a distanza

Redazione Controcampus 22 Dicembre 2020
R. C.
15/06/2021

Cosa si intende per diritto alla disconnessione: normativa per smart working, dad e scuola secondo l'avvocato Michele Bonetti.

Con l’emergere di nuove attività online quali lo smart working o la didattica a distanza, la pandemia ha generato di fatto nuovi contesti per la normativa vigente. Ciò ha creato di conseguenza dubbi e poca chiarezza sulla normativa che regolamenta scuola e lavoro nelle rispettive forme virtuali. Per il diritto alla disconnessione la legge intendendo quel diritto per il lavoratore di non essere costantemente reperibile. Parliamo del contesto della scuola da remoto (DAD) emersa col Coronavirus. O ancora in ambito smart working, l’ormai nota alternativa al lavoro in presenza. Una problematica che dunque rientra tra le tante in fatto di professione o istruzione online. Senza contare il coinvolgimento poi di elementi quali le fasce orarie lavorative e la conseguente reperibilità dell’impiegato.

Andiamo a capirne per tanto gli aspetti e caratteristiche insieme all’avvocato Michele Bonetti.

Grazie al parere tecnico di quest’ultimo faremo luce su che cosa si intende per diritto alla disconnessione, cos’è giuridicamente parlando. Inoltre esamineremo la suddetta legge in caso sia di smart working che DAD, didattica a distanza. Le nuove frontiere dell’occupazione e dell’educazione generate dall’emergenza Covid. Contesti inediti, fino ad ora inesplorati o comunque poco conosciuti ai più sul piano giuridico. Ecco perchè si rende necessaria una delucidazione della normativa vigente in fatto di disinnesto della comunicazione virtuale sia come definizione che in termini di applicazione e limiti.

Cos’è il diritto alla disconnessione: cosa prevede la normativa, applicazione e limiti della disciplina

Iniziamo dalla definizione, che cos’è il diritto alla disconnessione a scuola e smart working: cosa prevede la normativa e relativa applicazione e limiti. Per esplorare a 360 gradi la legge indicata che si sviluppa in Italia e in Europa sia nello smart working che nella didattica a distanza. Che si tratti di professione lavorativa o formativa poco cambia, poiché la norma resta la medesima. Si parla anche di diritto alla disconnessione di studenti, nella scuola del 2020. Seguiamone la spiegazione attraverso le parole dell’avvocato Michele Bonetti:

Con tale normativa si fa riferimento al diritto del lavoratore di disconnettersi, appunto, dall’attività lavorativa. Quindi anche di non ricevere alcuna email o chiamata in merito. La finalità è quella di evitare pratiche lavorative che hanno come conseguenza quella di tenere impegnato il dipendente per un tempo di vita eccessivo rispetto al necessario. Così facendo, infatti, si ridurrebbe sempre più il tempo di vita con l’aumento esponenziale di quello dedicato all’impiego. Tale diritto nasce a seguito della previsione e regolazione di nuove modalità lavorative ed in particolare congiuntamente alla regolazione del lavoro agile con la l. 81/2017″ – afferma Bonetti –

“In verità – prosegue – l’articolo 19 della detta normativa prevede che nell’accordo individuale per la regolamentazione del lavoro agile le parti prevedano “i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro”. Tale disposizione è poi messa in relazione con il successivo articolo 22 avente ad oggetto la più ampia tutela della sicurezza sul lavoro. In verità l’articolo 19 non rubrica ufficialmente la disconnessione come diritto, ma trattasi, a mio parere, di un mero refuso del legislatore. Ciò anche alla luce di quanto precedentemente visto con il disegno di Legge 2229/16 ove si sancisce espressamente il diritto del lavoratore alla disconnessione”.

Fasce orarie e reperibilità del lavoratore agile

Spostiamo il focus ora sul diritto alla disconnessione in smart working, sulle fasce orarie e la reperibilità del lavoratore agile, ovvero di chi svolge attività professionale da remoto. Una problematica centrale, questa, che ha sollevato molte polemiche da parte dei dipendenti costretti quasi ad un orario continuato. Un’occupazione h24, dunque, non particolarmente gradita che va per tanto ad alterare i termini del contratto di lavoro stipulato. Seguiamo in merito le indicazioni sul piano normativo dell’avvocato Bonetti:

“La reperibilità e lo scollegarsi sono due istituti e concetti del tutto differenti ed attinenti a due modalità lavorative diverse. Con la reperibilità si fa riferimento alla fascia oraria in cui il lavoratore, che svolge la propria mansione prevalentemente nell’azienda, dà la disponibilità ad essere contattato e ad intervenire in caso di necessità lavorative. Per la limitazione del godimento del proprio tempo libero, si prevede per il lavoratore l’erogazione di una indennità definita o contrattualmente o in via equitativa” – spiega l’avvocato –

“La normativa del disinnestare il collegamento da remoto – continua – nasce invece congiuntamente all’attivazione del lavoro agile. Dunque in rapporto a modalità occupazionali per cui le mansioni di lavoro sono svolte, per definizione, al di fuori dei locali aziendali e con orari di lavoro flessibili. La necessità è ben diversa rispetto a quella perseguita dall’istituto della reperibilità, ossia di evitare che il lavoratore passi la maggior parte del suo tempo a rispondere ad email o a messaggi o a telefonate lavorative”.

Diritto alla disconnessione per lavoratore in smart working e quando

Vediamo ora le tempistiche legate al diritto alla disconnessione per il lavoratore in smart working o dad. Quando si realizza tale normativa che coinvolge gli orari professionali piùttosto chiari per la forma in presenza ma più discutibili in caso di attività da remoto. Una forma che cambia e che dunque trascina con sè delle alterazioni ingiuste rispetto al reciproco rapporto di collaborazione lavorativa stabilita normalmente tra le parti. Ulteriori spiegazioni ed esempi a riguardo dell’avvocato Michele Bonetti utili a chiarire la questione:

“Stiamo parlando di un istituto che necessita di una completa e piena applicazione. Dicasi lo stesso per il lavoro agile a cui è imprescindibilmente legato. Vi sono però stati diversi tentativi anche precedenti alla legge del 2017 di regolare la questione. Difatti la contrattazione collettiva più spesso si è spinta a regolare il diritto dei lavoratori; già nel 2015 vi è stato il famoso accordo “Barilla”. Esso prevedeva che durante il lavoro agile il lavoratore doveva essere contattabile; di conseguenza il CCNL tutelava al di fuori delle fasce orarie prestabilite il diritto alla disconnessione” – sostiene Bonetti –

Quindi continua – “Nel 2015 vi è stato anche l’accordo General Motors che prevedeva sempre delle fasce orarie in cui il lavoratore agile poteva essere contattato per questioni lavorative. Dopo la legge 81 anche altri contratti collettivi hanno iniziato a regolare la questione, come ad esempio il CCNL del personale del comparto istruzione e ricerca, e ci auguriamo che previsioni di tale tipologia possano sempre di più proliferare”.

Normativa del disconnettere per il docente in didattica a distanza

In ultimo esaminiamo la normativa del disconnettere per il docente in caso di didattica a distanza. La DAD ha portato numerosi cambiamenti durante la pandemia permettendo alla formazione di non fermarsi. Ma a fare da contraltare a questo lato estremamente positivo vi è poi uno sviluppo non proprio organizzato ed idoneo del mezzo educativo virtuale. A differenza di quanto accade in presenza, infatti, studenti e docenti appaiono confusi e disorientati rispetto al corretto impiego della dottrina da remoto. Specie, nel caso dei professori, per ciò che concerne la reperibilità, trasformatasi con la trasposizione lavorativa in rete in un impegno a tempo pieno.

Non esistono più orari fissi a cui rifarsi per gli insegnanti, che si ritrovano spesso nella condizione di gestire video lezioni che durano ore ed ore. Questo sia a causa della connessione non sempre ottimale, al pari della strumentazione tecnologica, sia a volte per la scarsa competenza delle figure coinvolte. Il risultato evidente, che è frutto di una programmazione inadeguata, va poi ad influenzare anche il doveroso rispetto della regolamentazione contrattuale. Essa prevede “criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio” finalizzati alla conciliazione di vita professionale e privata.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto