Reati degli studenti: quando un professore può denunciare l’alunno

Mario Ragone 6 Novembre 2020

Reati degli studenti: quando un professore può denunciare l'alunno, illeciti a scuola secondo i legali Cecchino Cacciatore e Nicola Cerasuolo.

Il discorso legato agli illeciti a scuola e più nello specifico ai reati degli studenti è una piaga sociale sempre attuale. Quando un docente può denunciare l’alunno, o viceversa quando si può denunciare un insegnante, rappresentano questioni delicate ed annose. Numerosi, infatti, sono stati i fatti di cronaca riportanti nel corso degli anni: diffamazione, esposto o segnalazione per cattiva condotta di alunni. A questi poi si sono affiancate spesso anche risposte comportamentali piuttosto negative dei docenti. Parliamo quindi di responsabilità penale dei minori a scuola, o viceversa, ha interessato quindi da vicino ambo le categorie tra i banchi scolastici.

Ecco perché è essenziale capire le norme che regolano e disciplinano il rapporto alunno-docente e i relativi casi d’illecito, in cui vige l’obbligo di denuncia del dirigente scolastico.

Per andare più nel dettaglio della tematica in oggetto ci siamo rivolti ai legali Avvocato Cecchino Cacciatore e Nicola Cerasuolo.

Grazie alle indicazioni di questi ultimi è stato possibile fare luce sugli aspetti articolati della vicenda dei reati degli studenti. O nel caso opposto di quelli commessi dagli insegnanti. Dunque l’intero insieme di illeciti a scuola di cui possono essere responsabili gli uni o gli altri.

Reati degli studenti e responsabilità penale, quali sono gli illeciti commessi dagli alunni

Iniziamo ad esaminare dunque i reati degli studenti e la conseguente responsabilità penale, nella fattispecie quali sono gli illeciti commessi dagli alunni. Per chiarire meglio la questione seguiamo le indicazioni degli avvocati penalisti Cecchino Cacciatore e Nicola Cerasuolo:

“La qualifica di pubblico ufficiale posseduta dai docenti è produttiva di varie conseguenze. Esse si riflettono non solo su chi possiede la veste pubblica, ma involgono anche coloro che seppure ne siano privi compiono determinate azioni in grado di ledere o mettere in pericolo i beni propri dei soggetti qualificati: in questo caso gli insegnanti. Un esempio può essere costituito dai reati di “violenza o minaccia a un pubblico ufficiale” e “resistenza a pubblico ufficiale”. Tali fattispecie delittuose sono contenute nel titolo riguardante, appunto, “i reati dei privati contro i pubblici ufficiali” e sono disciplinati dagli art. 336 e 337 c.p.”.

“L’art. 336 puniscechiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio, per costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri o ad omettere un atto dell’ufficio o del servizio”. È prevista un’ipotesi delittuosa più lieve se il fatto è commesso per costringere le persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio o comunque per influire su di essa. Le due ipotesi si distinguono in ragione del diverso elemento soggettivo dovendo la “costrizione” riguardare nel primo caso “un atto contrario ai doveri d’ufficio” e nel secondo caso “un atto d’ufficio”. L’art. 337 c.p., invece,punisce chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio mentre compie un atto dell’ufficio o servizio o a coloro che, richiesti, gli prestino assistenza”.

Quando un professore può denunciare uno studente

Spostiamoci ora sull’altro fronte, ovvero quando un professore può denunciare uno studente. Facciamo ancora una volta riferimento alle parole dei legali Cacciatore e Cerasuolo:

“E’ altresì opportuno soffermarsi su quelle tipologie di reato che sovente si verificano a danno degli insegnanti. Uno dei fenomeni che spesso vede protagonisti gli alunni ed il contesto scolastico è rappresentato dal fenomeno del “bullismo”. È essenziale, sin da subito, evidenziare che nel nostro ordinamento giuridico non esiste una norma specifica che contempli il “reato” di bullismo. Ciononostante, il dibattito parlamentare sull’argomento è attuale e, a breve, dovrebbe essere emanata una legge “anti-bulli”. Essa prevede finalità sia preventive che repressive, ed ha avuto il via libera dalla camera dei deputati trovandosi ora all’esame del senato. Sarebbe un nuovo testo che si affianca al primo provvedimento specifico sul tema, ovverosia la legge 71/2017 sul cyber bullismo”.

“Altri gravi reati possono essere la realizzazione e diffusione di materiale pedopornografico, gli atti vandalici e di danneggiamento (ad esempio l’imbrattamento e il deturpamento di beni immobili o mobili con scritte e graffiti), la detenzione a fine di spaccio e la cessione a qualunque titolo di stupefacenti. Qualunque sia lo scenario, comunque, il dirigente scolastico, ricevuta notizia del reato, è obbligato a denunciare (in forma orale o scritta), senza ritardo, all’autorità giudiziaria i reati procedibili d’ufficio commessi dagli studenti. La denuncia va effettuata quale che sia l’età dell’autore del reato. Ogni valutazione circa il rilievo dell’imputabilità è rimessa esclusivamente all’autorità giudiziaria. Nella denuncia devono essere presenti tutti i dati acquisiti e disponibili (oltre al “racconto” del fatto, l’identità delle persone coinvolte, le modalità di acquisizione della notizia di reato, ecc.) con indicazione delle persone a conoscenza dei fatti o testimoni degli stessi”.

Elenco reati degli studenti e illeciti penali, quali sono

Riepiloghiamo di seguito in un elenco i reati degli studenti e gli illeciti penali vedendo quali sono:

  • Bullismo (violenza privata, estorsione, ingiuria, diffamazione, atti discriminatori di diverso tipo);
  • Diffusione materiale pedopornografico;
  • Atti vandalici e di danneggiamento;
  • Detenzione a fine di spaccio e cessione a qualunque titolo di stupefacenti;
  • Deturpamento beni immobili o mobili (scritte, graffiti etc.).
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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto