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1 novembre 2012

Parole Parole e neonati

Uno studio, pubblicato sulla rivista dell’Accademia di scienze degli Stati Uniti, dimostra che già dai primi giorni di vita i neonati possono riconoscere le parole che pronunciamo.

Lo studio, coordinato da Jacques Mehler, della Scuola Internazionale di Studi Avanzati (Sissa), ha coinvolto 44 neonati dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.

È emerso che fin dai primi giorni di vita, aree specifiche del cervello risultano attive alla percezione del linguaggio: i bambini riconoscono il suono delle parole e le memorizzano.

La scoperta è stata effettuata grazie all’applicazione di una tecnica non invasiva, quella della spettroscopia nel vicino infrarosso: i raggi assorbiti dal bimbo (dati dalla sottrazione dei raggi in uscita ai raggi in entrata misurati) identificano l’area cerebrale in azione quando una data parola viene ripetuta per la seconda volta, a distanza di due minuti, ad un neonato.

L’area cerebrale risultata attiva nei neonati sottoposti al test è la regione frontale destra, la stessa area coinvolta nell’adulto nella memorizzazione delle parole.

Ripetendo due volte la stessa parola ad un neonato si assiste chiaramente all’attivazione di questa regione corticale: chiaramente il bambino riconosce tale parola.

Se ai bambini, invece,vengono ripetute due parole, che differiscono anche solo per qualche vocale o consonante, queste non vengono riconosciute.

Questa scoperta rende ancora più evidente che la recettività dei neonati è enorme già nei primissimi giorni di vita. Si tratta solo di un piccolo passo nella sfera delle conoscenze neourologiche funzionali infantili, un campo senza dubbio ricco di molte altre sorprese, che studi come questo, tra l’altro d’eccezione italiana, potranno svelare e spiegare.

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