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1 novembre 2012

Un nuovo rimedio contro la calvizie

Una recente scoperta dell’Università di Bradford rivela gli effetti portentosi contro la calvizie di un farmaco, normalmente usato per la cura del glaucoma, il bimatoprost.

La calvizie è una patologia comune che colpisce soprattutto gli uomini e che porta alla perdita dei capelli nella zona fronto-occipitale, a causa della miniaturizzazione del bulbo. Quest’ultima è legata ad uno scompenso ormonale, a cui, solitamente, si è geneticamente predisposti.

Si interviene nella cura delle calvizie mediante le seguenti soluzioni: utilizzo di inibitori della 5-alfa reduttasi, evitando così l’eccessiva produzione di DHT (causa della miniaturizzazione del bubo); inibizione del legame tra DHT e recettore; utilizzo di stimolatori di crescita; utilizzo di antiinfiammatori ed antimicotici della cute.

A queste tipologie d’intervento oggi se ne aggiunge una del tutto nuova, indicata dalla ricerca pubblicata su The Faseb Journal.

Il bimatoprost era già noto come rinforzante nella cura delle ciglia, ma prima di questa ricerca non si aveva nessuna certezza che potesse funzionare anche come farmaco anti-calvizie.

Sono stati condotti alcuni esperimenti per indagare quest’ultima possibilità. Due test sono stati effettuati su cellule umane del cuoio capelluto e un ulteriore test è stato eseguito su dei ratti affetti da alopecia.

In entrambe i casi i test hanno avuto un esito positivo: il bimatoprost può favorire la crescita di peli/capelli, poiché lo sviluppo dei follicoli è notevolmente favorito.

Si tratta di una scoperta molto importante se si considera che il 90% degli uomini e il 70% delle donne generalmente è colpito da calvizie, una patologia che ha notevoli implicazioni psicosociali, considerato che molto spesso non si riesce ad accettare la perdita di capelli, che tanto profondamente può modificare il nostro aspetto esteriore.

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