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Garbatella: non solo Eataly e Cesaroni

Redazione Controcampus 24 Dicembre 2012

Tra tutti i quartieri di Roma, il più caratteristico, insieme a Trastevere, è indubbiamente la Garbatella.

A quel punto, il mercato immobiliare e quello edile si concentrano sul quartiere, dando vita a costruzioni moderne come Eataly e anche la televisione si appropria di un pezzo dello storico quartiere con la creazione della fiction televisiva i Cesaroni. Non ultimo la riqualificazione del teatro Palladium, sede distaccata dell’Università di Roma Tre.

Un altro tratto distintivo sono le leggende sul nome del quartiere che, passando dalla coltura dell’uva “a Garbata” all’ostessa così gentile e “Garbata” da ispirare il nome della città, danno un’aura di mistero e magia alla già molto movimentata storia della Garbatella.

Tutti questi passaggi rendono il quartiere un luogo unico. Camminandoci si ha la testimonianza dell’evoluzione urbanistica che si è verificata tra le sue strade e di come tutto questo viva in profonda contraddizione. E’ strano pensare che la storica piazza Brin sia distante pochi chilometri dal futuristico centro commerciale Eataly. E allo stesso modo è quasi buffo trovare assonanze evidenti tra la Garbatella dei Cesaroni e quella dei veri garbatellani.

La Garbatella per Fatagarbatella: non solo Eataly e Cesaroni

Insomma, si tratta di un quartiere affascinante, testimone di un secolo di cambiamenti e contraddizioni come pochi altri. Per capire più a fondo l’anima del quartiere abbiamo intervistato una garbatellana doc, follemente innamorata del suo quartiere, al punto da fondare l’associazione culturaleIl Tempo Ritrovato, con la quale dedicarsi al suo amato quartiere. Lei si fa chiamare Fatagarbatella e questo è quello che ci ha detto:

 Perché ha deciso di creare un’associazione su questo bel quartiere?

Perché ci sono nata e volevo far conoscere la Garbatella doc, divertirmi a portare la Garbatella ai Parioli e i Parioli a  Garbatella. Così cominciai cercando di tutelare le bellezzesemplici e nascoste del quartiere e tutto partì dalla fontana vicino alla casa dove sono nata, dove da bambina andavo a prendere l’acqua fresca e fantasticavo.

Nel 1993, tramite il disegno di un’amica pittrice alla quale avevo dato una foto di “Carlotta”, perché la fontana porta il nome di donna, realizzai un calendario sponsorizzato dai negozi della Richard Ginori, che lo distribuì ai suoi clienti in tutti i negozi d’Italia, con il progetto “Bentornata Italia antica! Salviamo i nostri gioielli”. Lo scopo era quello di sensibilizzare le istituzioni per farla restaurare e ridarle l’antico volto (la fontana, i tifosi romanisti, l’avevano dipinta giallo-rossa nella vittoria dello scudetto del 1984). Nel 1998 la fontana venne restaurata  ma ora è di nuovo bisognosa di cure e dopo essere riuscita l’11 aprile scorso a far fare un sopralluogo dalla sovrintendenza, dal gabinetto del sindaco di Roma, dal municipio, dall’acea e dall’ater, tutto è di nuovo fermo. Nel più grande silenzio dell’indifferenza della potenza istituzionale.

Ci dica cosa la accomuna e cosa la distingue dagl’altri quartieri romani.

Mah! Forse l’accomunano le buche dei marciapiedi, l’immondizia, i parcheggi selvaggi romani. Si distingue per l’architettura, per i lotti che all’interno hanno campi da gioco costruiti all’epoca per i bambini, le scale e scalette che l’attraversano. Il fatto che è una collinetta chiamata un tempo colle della pace, perché vi venivano seppelliti i romani  (che si seppellivano fuori dalle porte di Roma).

Si distingueva un tempo perché era coltivata a vigneti “a garbata” cioè a filari bassi e da qui la leggenda della Garbata Ostella, chiusa in 12 cancelli di proprietà di Monsignor Nicolai, Ministro Agronomo del Vaticano.

Ci dica tre buoni motivi per visitare questo quartiere.

1. Intanto perché c’è Fatagarbatella che ve la racconta tra fiaba e realtà, che conosce piccoli o grandi segreti che le guide turistiche non sanno e che non sono scritti da nessuna parte, che si divertirebbe tanto a Giocare con La Sapienza mentre qui c’è Roma tre che si è comperata il Palladium, inaugurato con tanto di corazzieri e presidente della Repubblica, e mi sembrava tanto di vedere il film di Nino Manfredi “Pane e Cioccolata”.

2. Per vedere la chiesa dove un giovane prete polacco nel 1946 aiutava nella messa e poi nel 1978, divenuto Papa, volle fare la prima sua visita a detta chiesa

3. Potremmo realizzare una bella mostra fotografica ed un libro con foto antiche e contemporaneo chiamato La magia della fotografia nel fatato quartiere femmina di Roma

Quali sono i progetti futuri della sua associazione?

Progetto G come Garbatellandia G come Genitori G come Garbatellocchio G come Giocare G come Gioire. Il 17 dicembre pubblicazione dei 54 articoli della convenzione ONU per i diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza affiancati a 54 lotti della Garbatella, narrati da ranocchio Garbatellocchio, personaggio fantastico che la storia tiene d’occhio e che i bambini ben conoscono (cercatelo su you tube, su gogle e su face book).

La XII edizione del premio Fantasia della Garbatella in onore al Maestro Carlo Acciari, uno dei fondatori dei 100 pittori di Via Margutta, che ha dipinto la Garbatella per più di 60 anni e l’ha fatta conoscere nel mondo. CARLO AVEVA LO STUDIO PROPRIO DI FRONTE LA FONTANA Carlotta e mi ha donato un quadro pochi giorni della sua partenza per il paradiso. Quel quadro ora viene riprodotto in decoupage con foglia d’oro e fa parte di detto premio insieme ad un libricino che parla di lui. Il premio si prevede per il 25 febbraio a chiusura del mese dei festeggiamenti di Buon Compleanno Garbatella che le associazioni del territorio promuovono da molti anni.

Tanti motivi per interessarsi, almeno un po’, a un quartiere che, siatene certi, è davvero ricco di sorprese!

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto