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29 marzo 2013

Donne e mafia – Convegno su donne e mafia all’Università Roma Tre

Università Roma Tre – Convegno su donne e mafia – Da venerdì 5 a domenica 7 Aprile 2013, ore 9:30 presso la Casa internazionale delle Donne in via della Lungara 19 – Roma l’Università Roma Tre organizza un convegno dal titolo “I sud, le mafie: le donne si raccontano”.

L’evento Donne e mafia è promosso da: Società Italiana delle LetterateCasa Internazionale delle Donne di RomaLiberadaSud, con il patrocinio della Commissione delle Elette di Roma Capitale.

Del tema – I sud, le mafie – il convegno è interessato a cogliere le trasformazioni messe in atto da donne nel contesto in cui vivono, le modalità e le forme con cui vengono attuate. Siano esse donne che, per economia di senso, si definiscono contro le mafie, creatrici di nuove pratiche di resistenza, al nord come al sud, che a partire dalla trasformazione di sé stanno trasformando la realtà. Siano esse donne di mafia, testimoni e collaboratrici di giustizia, che si sono ribellate al Sistema.

Il convegno Donne e mafia vuole parlare di Sud senza ricreare lo stereotipo sud=criminalità; parlare della materialità della vita, diversa tra nord e sud, senza cadere nel rivendicazionismo, nel vittimismo, o nella dicotomia “donne della   realtà e donne dell’immaginario”.

Si vuole inoltre parlare di Sud come paesaggio interiore, luogo dell’immaginario, che cammina con noi; parlare di insularità come sguardo mobile, eccentrico, mutante, ponendo a tema se alcune peculiarità di chi vive “al margine”, punto d’intersezione di derive opposte che si mescolano – colte come punto di forza da molte scrittrici nella persistenza di un legame forte tra immaginario letterario e realtà – possano essere rimesse in circolo, nella relazione con donne del nord, per ricontestualizzare pratiche politiche agite dal femminismo delle origini, centrate sulla materialità dei corpi. Per creare nuove mediazioni e un nuovo spazio pubblico, più adatti a ridefinire le attuali condizioni del nostro vivere, e sottrarsi ad un sistema/potere globale, onnipervasivo, e al contempo invisibile, centrato sulla distruzione dei corpi, e sulla produzione di merci sempre più smaterializzate.

Per aprire nuovi spazi di narrazione che ricreino le condizioni di indipendenza simbolica dal potere dominante.
Di tutto questo si vuole parlare mettendo in dialogo donne del nord e donne del sud di diverse competenze – storiche, sociologhe, scrittrici, giornaliste, amministratrici, magistrate, animatrici sociali – per contaminare i linguaggi, creare cortocircuiti, nel reciproco riconoscimento e desiderio di cambiamento, da cui scaturisca un pensiero impensato, oltre gli stereotipi, il già detto, oltre la retorica maschile dell’antimafia, che apra ad altre possibilità.

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